Landrù

"Il tesoro di una nazione è la sua onestà" Ezra Pound ... e il nostro è un paese sul lastrico (Landrù)

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sabato 7 novembre 2009

Questo è Il Potere



Eccovi i nomi e cognomi del Potere, chi sono, dove stanno, cosa fanno. Così li potrete riconoscere e saprete chi realmente oggi decide come viviamo. Così evitate di dedicare tutto il vostro tempo a contrastare le marionette del Potere, e mi riferisco a Berlusconi, Gelli, Napolitano, D’Alema, i ministri della Repubblica, la Casta e le mafie regionali. Così non avrete più quell’imbarazzo nelle discussioni, quando chi ascolta chiede “Sì, ma chi è il Sistema esattamente?”, e vi toccava di rispondere le vaghezze come “le multinazionali… l’Impero… i politici… ”. Qui ci sono i nomi e i cognomi, quindi, dopo avervi raccontato dove nacque il Potere (‘Ecco come morimmo’, paolobarnard.info), ora l’attualità del Potere. Tuttavia è necessaria una premessa assai breve.

Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento. Il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie. E così il Potere ci ha rifilato una falsa immagine di se stesso nei panni dei politici, dei governi, e dei loro scherani, così che la nostra attenzione fosse tutta catalizzata su quelli, mentre il vero Potere agiva sostanzialmente indisturbato. Generazioni di cittadini sono infatti cresciuti nella più totale convinzione che il potere stesse nelle auto blu che uscivano dai ministeri, nei parlamenti nazionali, nelle loro ramificazioni regionali, e nei loro affari e malaffari. Purtroppo questa abitudine mentale è così radicata in milioni di persone che il solo dirvi il contrario è accolto da incredulità se non derisione. Ma è la verità, come andrò dimostrando di seguito. Letteralmente, ciò che tutti voi credete sia il potere non è altro che una serie di marionette cui il vero Potere lascia il cortiletto della politica con le relative tortine da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti. Quegli ordini sono le vere decisioni importanti su come tutti noi dobbiamo vivere. E’ così da almeno 35 anni. In sostanza il punto è questo: combattere la serie C dei problemi democratici (tangentopoli, la partitocrazia, gli inciuci D’Alem-berlusconiani, i patti con le mafie, l’attacco ai giudici di questo o quel politico, le politiche locali dei pretoriani di questo o quel partito ecc.) è certamente cosa utile, non lo nego, ma non crediate che cambierà una sola virgola dei problemi capitali di tutti gli italiani, cioè dei vostri problemi di vita, perché la loro origine è decretata altrove e dal vero Potere. O si comprende questo operando un grande salto di consapevolezza, oppure siamo al muro.

“Un colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile manovra il sistema da lontano. Spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti”. Il Presidente brasiliano Lula al World Hunger Summit del 2004.



E’ nell’aria.

Come ho detto, sarò specifico, ma si deve comprendere sopra ogni altra cosa che oggi il Potere è prima di tutto un’idea economica. Oggi il vero Potere sta nell’aria, letteralmente dovete immaginare che esiste un essere metafisico, quell’idea appunto, che ha avvolto il mondo e che dice questo: ‘Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada’.

Alcuni di voi l’avranno riconosciuta, è ancora la vecchia teoria dei Trickle Down Economics di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher, cioè il Neoliberismo, cioè la scuola di Chicago, ovvero il purismo del Libero Mercato. Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste. La respirano, cercate di capire questo, gli uomini e le donne di potere, senza sosta, dal momento in cui mettono piede nell’università fino alla morte, poiché la ritrovano nei parlamenti, nei consigli di amministrazione, nelle banche, nelle amministrazioni, ai convegni dove costoro si conoscono e collaborano, ovunque, senza scampo. Ne sono conquistati, ipnotizzati, teleguidati. Il Potere ha creato attorno a quell’idea degli organi potentissimi, che ora vi descrivo, il cui compito è solo quello di metterla in pratica, null’altro. Essi sono quindi la parte fisica del Potere, ma che per comodità chiamiamo il vero Potere.



Primo organo: Il Club.

Il primo organo del Potere è il Club, cioè il raggruppamento in posti precisi ed esclusivi dei veri potenti. Chi sono? Sono finanzieri, industriali, ministri, avvocati, intellettuali, militari, politici scelti con cura. Fate attenzione: questo Club non sta mai nei luoghi che noi crediamo siano i luoghi del potere, cioè nei parlamenti, nelle presidenze, nelle magistrature, nei ministeri o nei business. Esso è formato da uomini e da donne provenienti da quei luoghi, ma che si riuniscono sempre all’esterno di essi ed in privato. Come dire: quando quegli uomini e quelle donne siedono nelle istituzioni democratiche sono solo esecutori di atti (leggi, investimenti, tagli…) che erano stati da loro stessi decisi nel Club. Esso assume nomi diversi a seconda del luogo in cui si riunisce. Ad esempio: prende il nome di Commissione Trilaterale se i suoi membri si riuniscono a Washington, a Tokio o a Parigi (ma talvolta in altre capitali UE). I fatti principali della Trilaterale: nasce nel 1973 come gruppo di potenti cittadini americani, europei e giapponesi; dopo soli due anni stila le regole per la distruzione globale delle sinistre e la morte delle democrazie partecipative, realmente avvenute; afferma la supremazia della guida delle elite sulle masse di cittadini che devono essere “apatici” e su altre nazioni; ha 390 membri, fra cui i più noti sono (passato e presente) Henry Kissinger, Jimmy Carter, David Rockefeller, Zbigniev Brzezinski, Giovanni Agnelli, Arrigo Levi, Carlo Secchi, Edmond de Rothschild, George Bush padre, Dick Cheney, Bill Clinton, Alan Greenspan, Peter Sutherland, Alfonso Cortina, Takeshi Watanabe , Ferdinando Salleo; assieme ad accademici (Harvard, Korea University Seoul, Nova University at Lisbon, Bocconi, Princeton University…), governatori di banche (Goldman Sachs, Banque Industrielle et Mobilière Privée, Japan Development Bank, Mediocredito Centrale, Bank of Tokyo-Mitsubishi, Chase Manhattan Bank, Barclays…) ambasciatori, petrolieri (Royal Dutch Shell, Exxon…), ministri, industriali (Solvay, Mitsubishi Corporation, The Coca Cola co. Texas Instruments, Hewlett-Packard, Caterpillar, Fiat, Dunlop…) fondazioni (Bill & Melinda Gates Foundation, The Brookings Institution, Carnegie Endowment…). Costoro deliberano ogni anno su temi come ‘il sistema monetario’, ‘il governo globale’, ‘dirigere il commercio internazionale’, ‘affrontare l’Iran’, ‘il petrolio’, ‘energia, sicurezza e clima’, ‘rafforzare le istituzioni globali’, ‘gestire il sistema internazionale in futuro’. Cioè tutto, e leggendo i rapporti che stilano si comprende come i loro indirizzi siano divenuti realtà nelle nostre politiche nazionali con una certezza sconcertante.

Quando il Club necessita di maggior riservatezza, si dà appuntamento in luoghi meno visibili dei palazzi delle grandi capitali, e in questo caso prende il nome di Gruppo Bilderberg, dal nome dell’hotel olandese che ne ospitò il primo meeting nel 1954. I fatti principali di questa organizzazione: si tratta in gran parte degli stessi personaggi di cui sopra più molti altri a rotazione, ma con una cruciale differenza poiché a questo Gruppo hanno accesso anche politici o monarchi attualmente in carica, mentre nella Commissione Trilaterale sono di regola ex. Parliamo in ogni caso sempre della stessa stirpe, al punto che fu una costola del Bilderberg a fondare nel 1973 la Commissione Trilaterale. Il Gruppo è però assai più ‘carbonaro’ della Trilaterale, e questo perché la sua originaria specializzazione erano gli affari militari e strategici. Infatti, in esso sono militati diversi segretari generali della NATO e non si prodiga facilmente nel lavoro di lobbistica come invece fa la Commissione. La peculiarità dirompente del Bilderberg è che al suo interno i potenti possono, come dire, levarsi le divise ed essere in libertà, cioè dichiarare ciò che veramente pensano o vorrebbero privi del tutto degli obblighi istituzionali e di ruolo. Precisamente in questo sta il pericolo di ciò che viene discusso nel Gruppo, poiché in esso i desideri più intimi del Potere non trovano neppure quello straccio di freno che l’istituzionalità impone. Da qui la tradizione di mantenere attorno al Bilderberg un alone di segretezza assoluto. I partecipanti sono i soliti noti, fra cui una schiera di italiani in posizioni chiave nell’economia nazionale, cultura e politica. Non li elenco perché non esistendo liste ufficiali si va incontro solo a una ridda di smentite (una lista si trova comunque su Wikipedia). Un fatto non smentibile invece, e assai rilevante, è la cristallina dichiarazione del Viscount Etienne Davignon, che nel 2005 fu presidente del Bilderberg, rilasciata alla BBC: “Agli incontri annuali, abbiamo automaticamente attorno ai nostri tavoli gli internazionalisti… coloro che sostengono l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la cooperazione transatlantica e l’integrazione europea.” Cioè i primatisti del Libero Mercato con potere sovranazionale ( si veda sotto), e i padrini del Trattato di Lisbona, cioè il colpo di Stato europeo con potere sovranazionale che ci ha trasformati in cittadini che verranno governati da burocrati non eletti. Di nuovo, i soliti padroni della nostra vita, che significa decisioni inappellabili su lavoro, previdenza, servizi sociali, tassi dei mutui, costo della vita ecc., prese non a Palazzo Chigi o all’Eliseo, ma a Ginevra o a Brussell o nelle banche centrali, dopo essere state discusse al Bilderberg.

Per darvi un’idea concreta di come questi Club e gli altri organi del Potere siano in realtà un unico blocco che si scambia sempre gli stessi personaggi, vi sottopongo la figura di Peter Sutherland. Costui lo si è trovato a dirigere la British Petroleum, la super banca Goldman Sachs, l’università The London School of Economics (una delle fucine mondiali di ministri dell’economia), ed è stato anche Rappresentante Speciale dell’ONU per l’immigrazione e lo sviluppo, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (secondo organo del Potere), membro della Commissione Europea (il super-governo d’Europa), e ministro della Giustizia d’Irlanda. E, ovviamente, membro sia della Commissione Trilaterale che del Gruppo Bilderberg.



Secondo organo: Il colosso di Ginevra.

Si chiama Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nacque nel 1994 ed è più potente di qualsiasi nazione o parlamento. Riunisce 153 Paesi in un’unica sede a Ginevra, dove essi dettano le regole del commercio internazionale, e ciò dicendo capirete che stiamo parlando di praticamente tutta l’economia del mondo produttivo, che lì viene decisa. Cioè fette enormi dei nostri posti di lavoro, di ciò che compriamo, mangiamo, con cui ci curiamo ecc., cose della nostra vita quotidiana, non astratte e lontane. Le decidono loro, e come nel caso della nuova Europa del Trattato di Lisbona, anche al WTO le regole emanate, dette Accordi, sono sovranazionali, cioè più potenti delle leggi nazionali. E come nel caso del Trattato, diviene perciò cruciale che regole così forti siano decise in modo democratico. Nel Trattato non lo sono, e al WTO? Neppure. Infatti la sua organizzazione di voto è falsata dallo strapotere dei soliti Paesi ricchi nel seguente modo: i Paesi poveri o meno sviluppati non posseggono le risorse economiche e il personale qualificato in numeri sufficienti per poter seguire il colossale lavoro di stesura degli Accordi del WTO (27.000 pagine di complicatissima legalità internazionale, 2.000 incontri annui), per cui ne sono tagliati fuori. Chi sta al timone è il cosiddetto gruppo QUAD, formato da Usa, Giappone, Canada ed Europa. Ma l'Europa intera è rappresentata al tavolo delle trattative del WTO dalla Commissione Europea, che nessun cittadino elegge, e per essere ancora più precisi vi dico che in realtà chi decide per tutti noi europei è un numero ancora più ristretto di burocrati: il misterioso Comitato 133 della Commissione, formato da specialisti ancor meno legittimati. La politica italiana di norma firma gli Accordi senza neppure leggerli.

Se un Paese si oppone a una regola del WTO può essere processato da un tribunale al suo interno (Dispute Settlement Body), dotato di poteri enormi. Questo tribunale è formato da tre (sic) individui di estrazione economico-finanziaria, le cui sentenze finali sono inappellabili. Una sentenza del WTO può penalizzare o persino ribaltare le scelte democratiche di milioni di cittadini, anche nei Paesi ricchi. Per esempio, tutta l’Europa è stata condannata a risarcire gli USA con milioni di euro perché si è rifiutata di importare la carne americana agli ormoni. Neppure gli Stati Uniti hanno potere sulle decisioni del WTO. Il presidente Obama, sotto pressione dai cittadini a causa della catastrofe finanziaria dello scorso anno, aveva deciso di imporre nuove regole restrittive delle speculazioni selvagge delle banche (la causa della crisi). Ma gli è stato sbarrato il passo proprio da una regola del WTO, che si chiama Accordo sui Servizi Finanziari, e che sancisce l’esatto contrario, cioè proibisce alla Casa Bianca e al Congresso di regolamentare quelle mega banche. E sapete chi, anni fa, negoziò quell’accordo al WTO? Timothy Geithner, attuale ministro del Tesoro USA, che è uno dei membri del Gruppo Bilderberg. Fa riflettere.

Vi do ancora un’idea rapida del potere del WTO. Gli Accordi che ha partorito:

1) hanno il potere di esautorare le politiche sanitarie di qualunque Paese, incrinando il vecchio Principio di Precauzione che ci tutela dallo scambio di merci pericolose (WTO: Accordo Sanitario- Fitosanitario).

2) tolgono al cittadino la libertà di sapere in quali condizioni sono fatte le merci che acquista e con che criteri sono fatte, inoltre ostacolano l’uso delle etichette a tutela del consumatore (WTO: Accordo Sanitario-Fitosanitario & Accordo Barriere Tecniche al Commercio, con implicazioni sui diritti dei lavoratori e sulla tutela dell'ambiente).

3) impongono ai politici di concedere alle multinazionali estere le stesse condizioni richieste alle aziende nazionali nelle gare d’appalto, a prescindere dalla necessità di favorire l’occupazione nazionale; e minacciano le scelte degli amministratori locali nel caso volessero facilitare l'inserimento di gruppi di lavoratori svantaggiati, poiché tali politiche sono considerate discriminazioni al Libero Mercato (WTO: Accordo Governativo sugli Appalti - Principio del Trattamento Nazionale ecc.).

4) accentrano nelle mani di poche multinazionali i brevetti della maggioranza dei principi attivi e delle piante che si usano per i farmaci o per l'agricoltura, poiché permettono la brevettabilità privata delle forme viventi e tutelano quei brevetti per 20 anni. Inoltre, il fatto che i brevetti siano protetti dal WTO per 20 anni sta alla base anche della mancanza di farmaci salva vita nei Paesi poveri. (WTO: Accordo TRIPS sulla Proprietà Intellettuale).

5) stanno promuovendo a tutto spiano la privatizzazione e l’apertura al Libero Mercato estero di praticamente tutti i servizi alla cittadinanza, anche di quelli essenziali come sanità, acqua, istruzione, assistenza agli anziani ecc., con regole che impediranno di fatto agli amministratori locali la tutela dei cittadini meno abbienti che non possono permettersi servizi privati (WTO: Accordo GATS in fase di negoziazione).

E ricordo, se ce ne fosse bisogno, che questi Accordi sono vincolanti su qualsiasi legge nazionale, esautorando quindi i nostri politici dalla gestione della nostra economia nei capitoli che contano.



Terzo organo: I suggeritori.

Prendete un disegno di legge e un decreto in campo economico, persino una finanziaria. Pensateli nelle mani dei politici che li attuano, e ora immaginate cosa gli sta dietro. Cosa? I ‘suggeritori’. Chi sono? Sono i lobbisti, coloro cioè che sono ricevuti in privato da ogni politico che conti al mondo e che gli ‘suggeriscono’ (spesso dettano) i contenuti delle leggi e dei decreti, ma anche delle linee guida di governo e persino dei programmi delle coalizioni elettorali. Le lobby non sono l’invenzione di fantasiosi perditempo della Rete. Sono istituzioni con nomi e cognomi, con uffici, con budget (colossali) di spesa, dove lavorano i migliori cervelli delle pubbliche relazioni in rappresentanza del vero Potere.

In ordine di potenza di fuoco, vi sono ovviamente le lobbies internazionali, quelle europee e infine quelle italiane. Parto da queste ultime. Va detto subito che nel nostro Paese l’interferenza dei ‘suggeritori’ non ha mai raggiunto i livelli di strapotere degli omologhi americani o europei, il cui operato tuttavia detta legge per contagio anche in casa nostra. Ma nondimeno essa c’è, e non va trascurata, anche perché in Italia esiste un vuoto normativo totale sull’attività delle lobbies: dopo decine di proposte di legge, nessuna di esse è mai approdata alla Gazzetta Ufficiale. I lobbisti italiani sono circa un migliaio, organizzati in diverse aziende fra cui spunta la Reti, fatturato 6 milioni di euro annui e gestione di un ex d’Alemiano di ferro, Claudio Velardi (altri gruppi: Cattaneo Zanetto & co., VM Relazioni Istituzionali, Burson-Marsteller, Beretta-Di Lorenzo & partners…). La proiezione per il futuro dei ‘suggeritori’ italiani è di almeno diecimila unità entro dieci anni, almeno secondo le richieste dei gruppi più noti. In assenza di regole, dunque, le cose funzionano così: si sfrutta la legge berlusconiana per il finanziamento ai partiti che permette finanziamenti occulti alle formazioni politiche fino a 50.000 euro per ciascun donatore, con la possibilità per la lobby di turno di far versare 49.999 euro dal banchiere A, altri 49.999 da sua moglie, altri 49.999 da suo figlio, ecc. all’infinito. In questo modo, con una stima basata sui bilanci passati, si calcola che il denaro sommerso versato alla politica italiana ammonti a diverse decine di milioni di euro all’anno, provenienti dai settori edile, autostradale, metallurgico, sanitario privato, bancario, televisivo, immobiliare fra gli altri. Le ricadute sui cittadini sono poi leggi e regolamenti che vanno a modificare spesso in peggio la nostra economia di vita e di lavoro. Un solo dato che fa riflettere: mentre appare ovvio che le grosse cifre siano spese per i ‘suggerimenti’ ai due maggiori partiti italiani, colpisce che l’UDC si sia intascata in offerte esterne qualcosa come 2.200.000 euro nel 2008, di cui l’80% da un singolo lobbista (l’immobiliarista Caltagirone). Chi di voi pensa ancora che il Potere siano i politici a Roma, pensi alla libertà di Pierferdinando Casini nel legiferare in campo immobiliare, tanto per fare un esempio. Ma non solo: Antonio di Pietro incassa 50.000 euro dalla famiglia Lagostena Bassi, che controlla il mercato delle Tv locali ma che contemporaneamente serve Silvio Berlusconi e foraggia la Lega Nord. Un obolo a fondo perduto? Improbabile. Il Cavaliere poi, non ne parliamo neppure; è fatto noto che il criticatissimo ponte sullo stretto di Messina, con le ricadute che avrà su tutti gli italiani, non è certo figlio delle idee di Berlusconi, piuttosto di tal Marcellino Gavio, titolare del gruppo omonimo e primo in lizza per l’impresa, ma anche primo come finanziamenti al PDL con i 650.000 euro versati l’anno scorso.

I ‘suggeritori’ americani… che dire. Negli USA l’industria delle lobby economiche non è più neppure riconoscibile dal potere politico, veramente non si capisce dove finiscano le prime e dove inizi il secondo. Troppo da raccontare, una storia immensa, che posso però riassumere con alcuni sketch. Lobby del petrolio e amministrazione di George W. Bush, risultato: due guerre illegali e sanguinarie (Iraq e Afghanistan), montagne di morti (oltre 2 milioni), crimini di guerra, l’intera comunità internazionale in pericolo, il prezzo del petrolio alle stelle, di conseguenza il costo della nostra vita alle stelle, ma alle stelle anche i profitti dei petrolieri. Chi ha deciso? Risposta: i membri della sopraccitata lobby del petrolio, che sono Dick Cheney, James Baker III, l’ex della Enron Kenneth Lay, il presidente del Carlyle Group Frank Carlucci, Robert Zoellick, Thomas White, George Schultz, Jack Sheehan, Don Evans, Paul O’Neil; a servizio di Shell, Mobil, Union Carbide, Huntsman, Amoco, Exxon, Alcoa, Conoco, Carlyle, Halliburton, Kellog Brown & Root, Bechtel, e Enron. George W. Bush è il politico più ‘oliato’ nella Storia americana, con, solo dalle casse dei giganti di petrolio e gas, un bottino di oltre 1 milione e settecentomila dollari.

Lobby finanziaria/assicurativa e Barak Obama: nel 2008 crollano le banche USA dopo aver truffato milioni di esseri umani e migliaia di altre banche internazionali, 7 milioni di famiglie americane perdono il lavoro, l’intera economia mondiale va a picco, Italia inclusa. Obama firma un’emorragia di denaro pubblico dopo l’altra per salvare il deretano dei banchieri truffatori e per rianimare l’economia (dai 5 mila miliardi di dollari agli 11 mila secondo le stime), senza che neppure uno di quei gaglioffi finisca in galera. Anzi: il suo governo ha chiamato a ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi che l’hanno creata. Invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner gli hanno offerto una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite. Funziona così: questi delinquenti hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se le cose gli andranno bene, se cioè ritorneranno a guadagnare, si intascheranno tutti i profitti; se invece andranno male, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano non-recourse loans). E’ il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. Non solo: il presidente propone nell’estate del 2009 una regolamentazione del settore finanziario che il Washington Post ha deriso definendola “Priva di un’analisi delle cause della crisi… e senza alcun vero controllo sugli hedge funds, gli equity funds, e gli investitori strutturati”, cioè nessun vero limite agli speculatori che causarono la catastrofe. Domanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby finanziarie? Risposta: 38 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il Presidente o le lobby del Potere?

Poi ci sono i 45 milioni di americani senza assistenza sanitaria. Obama propone una falsa riforma della Sanità per tutelare gli esclusi, ma che, nonostante le sciocchezze scritte dai media italiani, non ha nulla di pubblico ed è un ulteriore regalo ai giganti delle assicurazioni private americane. Domanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby assicurative e sanitarie? Risposta: oltre 20 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il Presidente o le lobby del Potere?

Washington è invasa ogni santo giorno da qualcosa come 16.000 o 40.000 lobbisti a seconda che siano registrati o meno, la cui percezione del potere che esercitano è cristallina al punto da spingere uno di loro, Robert L. Livingston, a sbottare entusiasta “Ci sono affari senza limiti per noi là fuori!”, mentre dalle finestre del suo ufficio spiava le sedi del Congresso USA.

Ma l’ultimo sketch del potere dei ‘suggeritori’, sempre in ambito americano, è quello delle lobby ebraiche. Qui il dibattito è aperto, fra coloro che sostengono che sono quelle lobby a gestire interamente la politica statunitense nel teatro mediorientale, e coloro che lo negano. Personalmente credo più alla prima ipotesi, ma la sostanza non cambia: di fatto ci troviamo ancora una volta di fronte alla dimostrazione che neppure il governo più potente del mondo può sottrarsi ai condizionamenti del Potere vero. Ecco un paio di illustri esempi: nella primavera del 2002, proprio mentre l’esercito israeliano reinvadeva i Territori Occupati con i consueti massacri indiscriminati di civili, un gruppo di eminenti sostenitori americani d’Israele teneva una conferenza a Washington, dove a rappresentare l’amministrazione di George W. Bush fu invitato l’allora vice ministro della difesa Paul Wolfowitz, noto neoconservatore di estrema destra e aperto sostenitore della nazione ebraica. Lo scomparso Edward Said, professore di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York e uno degli intellettuali americani più rispettati del ventesimo secolo, ha raccontato un particolare di quell’evento con le seguenti parole: “Wolfowitz fece quello che tutti gli altri avevano fatto – esaltò Israele e gli offrì il suo totale e incondizionato appoggio – ma inaspettatamente durante la sua relazione fece un fugace riferimento alla ‘sofferenza dei palestinesi’. A causa di quella frase fu fischiato così ferocemente e per così a lungo che non potè terminare il suo discorso, abbandonando il podio nella vergogna.” Stiamo parlando di uno dei politici più potenti del terzo millennio, di un uomo con un accesso diretto alla Casa Bianca e che molti accreditano come l’eminenza grigia dietro ogni atto dello stesso ex presidente degli Stati Uniti. Eppure gli bastò sgarrare di tre sole parole nel suo asservimento allo Stato d’Israele per essere umiliato in pubblico e senza timori da chi, evidentemente, conta più di lui nell’America di oggi. Le lobby ebraiche d’America hanno nomi noti: AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), ZOA (Zionist Organization of America), AFSI (Americans for a Safe Israel), CPMAJO (Conference of Presidents of Major American Jewish Organisatios), INEP (Institute for Near East Policy), JDL (Jewish Defense League), B’nai Brith, ADL (Anti Defamation League), AJC (American Jewish Committee), Haddasah. Nei corridoi del Congresso americano possono creare seri grattacapi a Senatori e Deputati indistintamente. Un fronte compatto che secondo lo stesso Edward Said “può distruggere una carriera politica staccando un assegno”, in riferimento alle generose donazioni che quei gruppi elargiscono ai due maggiori partiti d’oltreoceano.

Nel 1992 George Bush senior ebbe l’ardire (e la sconsideratezza) a pochi mesi da una sua possibile rielezione alla Casa Bianca di minacciare Tel Aviv con il blocco di dieci miliardi di dollari in aiuti se non avesse messo un freno agli insediamenti ebraici nei Territori Occupati. Passo falso: gli elettori ebrei americani, che già per tradizione sono propensi al voto Democratico, svanirono davanti ai suoi occhi in seguito alle sollecitazioni delle lobby, e nel conto finale dei voti Bush si trovò con un misero 12% dell’elettorato ebraico contro il 35% che aveva incassato nel 1988. Al contrario, la campagna elettorale del suo rivale Bill Clinton fu invece innaffiata dai lauti finanziamenti proprio di quelle organizzazioni di sostenitori d’Israele, che l’allora presidente aveva in tal modo alienato.

E in ultimo l’Europa, cioè l’Unione Europea. Che alla fine significa Brussell, cioè la Commissione Europea, che è il vero centro decisionale del continente, e che dopo la ratifica del Trattato di Lisbona è divenuta il super governo non eletto di tutti noi, con poteri immensi. A Brussell brulicano dai 15.000 ai 20.000 lobbisti, che spendono un miliardo di euro all’anno per ‘suggerire’ le politiche e le leggi a chi le deve formulare. E come sempre, eccovi i nomi dei maggiori gruppi: Trans Atlantic Buisness Dialogue (TABD) - European Services Leaders Group (ESLG) – International Chamber of Commerce (ICC) – Investment Network (IN) – European Roundtable of Industrialists (ERT) – Liberalization of Trade in Servicies (LOTIS), European Banking Federation, International Capital Market Association e altri. Il loro strapotere può essere reso dicendovi che per esempio l’Investment Network si riuniva direttamente dentro il palazzo della Commissione Europea a Bruxelles, o che il TABD compilava liste di suoi desideri che consegnava alla Commissione da cui poi pretendeva un resoconto scritto sull’obbedienza a quegli ordini. Le aziende rappresentate sono migliaia, fra cui cito una serie di nomi noti: Fiat e Pirelli, Barilla, Canon e Kodak, Johnson & Johnson, Motorola, Ericsson e Nokia, Time Warner, Rank Xerox e Microsoft, Boeing (che fa anche armi), Dow Chemicals, Danone, Candy, Shell, Microsoft, Hewlett Packard, IBM, Carlsberg, Glaxo, Bayer, Hoffman La Roche, Pfizer, Merck, e poi banche, assicurazioni, investitori…

Mi fermo. Il rischio nel continuare è che si perda di vista il punto capitale, ovvero l’assedio che i lobbisti pongono alla politica. Esso, oltre a dimostrare ancora una volta che il potere reale sta nei primi e non nella seconda, è un vero e proprio attentato alla democrazia. Poiché ha ormai snaturato del tutto il principio costituzionale di ogni nazione civile, secondo cui i rappresentanti eletti devono fare gli interessi delle maggioranze dei cittadini e tutelare le minoranze, non essere gli stuoini delle elite e dei loro ‘suggeritori’.



Quarto organo: Think Tanks.

Letteralmente “serbatoi di pensiero” nella traduzione in italiano, le Think Tanks sono esattamente ciò, ovvero fondazioni dove alcuni fra i migliori cervelli si trovano per partorire idee. Il loro potere sta nell’assunto che apre questa mia trattazione, e cioè che sono le idee a dominare sia la Storia che la politica, e di conseguenza la nostra vita, in particolare l’idea economica. Lewis Powell lo comprese assai bene nel 1971, quando diede il via alla riscossa delle elite e alla fine della democrazia partecipativa dei cittadini (si legga ‘Ecco come morimmo’, paolobarnard.info). Infatti egli scrisse: “C’è una guerra ideologica contro il sistema delle imprese e i valori della società occidentale”. La parola ‘ideologica’ è la chiave di lettura qui, volendo dire che se le destre economiche ambivano a riconquistare il mondo, se ambivano a sottomettere la politica, cioè a divenire il vero Potere, si dovevano armare di idee in grado di scalzare ogni altro sistema di vita. Ecco che dalle sue parole nacquero le prime Think Tanks, come la Heritage Foundation, il Manhattan Institute, il Cato Institute, o Accuracy in Academe. La loro strategia era semplice: raccogliere denaro da donatori facoltosi, raccattare nelle università i cervelli più brillanti, pomparli di sapere a senso unico, di attestati prestigiosi, e immetterli nel sistema di comando della società infiltrandolo tutto. Per darvi un’idea di che razza di impatto queste Think Tanks sono riuscite ad avere, cito alcuni fatti. Nel solo campo del Libero Mercato, cioè dell’idea economica del vero Potere, ve ne sono oggi 336, piazzate oltre che nei Paesi ricchi anche in nazioni strategiche come l’Argentina e il Brasile, l’Est Europa, l’Africa, l’India, la Cina, le ex repubbliche sovietiche dell’Asia, oltre che in Italia (Adam Smith Soc., CMSS, ICER, Ist. Bruno Leoni, Acton Ist.). Alcune hanno nomi sfacciati, come la Minimal Government, la The Boss, o la Philanthropy Roundtable; una delle più note e aggressive è l’Adam Smith Institute di Londra, che ostenta un’arroganza di potere tale da vantare come proprio motto questo: “Solo ieri le nostre idee erano considerate sulla soglia della follia. Oggi stanno sulle soglie dei Parlamenti”. Di nuovo, il fatto è sempre lo stesso: la politica è la marionetta, o, al meglio, è il braccio esecutivo del vero Potere. Infatti, l’osservatore attento avrà notato che assai spesso i nostri ministri economici, i nostri banchieri centrali, ma anche presidenti del consiglio (Draghi e Prodi su tutti) si trovano a cene o convegni presso queste fondazioni/Think Tanks, di cui in qualche raro caso i Tg locali danno notizia. In apparenza cerimonie paludate e noiose, in realtà ciò che vi accade è che ministri, banchieri e premier vi si recano per dar conto di ciò che hanno fatto per compiacere all’idea economica del vero Potere. Nel 1982, l’Adam Smith pubblicò il notorio Omega Project, uno studio che ebbe ripercussioni enormi sulla gestione delle nostre vite di lavoratori ordinari, e dove si leggeva che i suoi scopi erano di “fornire un percorso completo per ogni governo basato sui principi di Libero Mercato, minime tasse, minime regolamentazioni per il business e governi più marginali (sic)”. In altre parole tutto ciò che ha già divorato la vita pubblica in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e che sta oggi “sulla soglia del Parlamento” in Italia.



Quinto organo: l’Europa dei burocrati non eletti.

Non mi ripeto, poiché questo capitolo è già esaustivamente descritto qui http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139. Ma ribadisco il punto centrale: dopo la ratifica del “colpo di Stato in Europa” che prende il nome di Trattato di Lisbona, 500 milioni di europei saranno a breve governati da elite di burocrati non eletti secondo principi economici, politici e sociali interamente schierati dalla parte del vero Potere di cui si sta trattando qui, e che nessuno di noi ha potuto scegliere né discutere. Il governo italiano ha ratificato questo obbrobrio giuridico senza fiatare, obbedendo come sempre.



Sesto Organo: il Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali.

Era il 16 Settembre del 1992, un mercoledì. Quel giorno un singolo individuo decise di spezzare la schiena alla Gran Bretagna. Si badi bene, non al Burkina Faso, alla Gran Bretagna. E lo fece. George Soros, un investitore e speculatore internazionale, vendette di colpo qualcosa come 10 miliardi di sterline, causando il collasso del valore della moneta inglese che fu così espulsa dal Sistema Monetario Europeo. Soros si intascò oltre 1 miliardo di dollari, ma milioni di inglesi piansero lacrime amare e il governo di Londra ne fu umiliato.

Era l’agosto del 1998, e nel caldo torrido di New York un singolo individuo contemplò il crollo dei mercati mondiali per causa sua. John Meriwether, un investitore e speculatore internazionale, aveva giocato sporco per anni e irretito praticamente tutte le maggiori banche del mondo con 4,6 miliardi di dollari ad alto rischio. La sua compagnia, Long-Term Capital Management, era nota a Wall Street perché i suoi manager si fregiavano del titolo di ‘I padroni dell’universo’, cioè pochi individui ubriachi del proprio potere. Meriwether perse tutto, e i mercati del mondo, che alla fine sono i nostri posti di lavoro, tremarono. La Federal Reserve di New York dovette intervenire in emergenza col solito salvataggio a spese dei contribuenti.

Era l’anno scorso, e in un ufficio londinese dell’assicurazione americana AIG, un singolo individuo, di nuovo un investitore e speculatore internazionale di nome Joseph Cassano, dovette prender su la cornetta del telefono e dire alla Casa Bianca “… ho mandato al diavolo la vostra economia, sorry”. E lo aveva veramente fatto. Questa volta la truffa dei suoi investimenti era di 500 miliardi di dollari, le solite banche internazionali (italiane incluse) vi erano dentro fino al collo con cifre da migliaia di miliardi di dollari a rischio. Panico mondiale, fine del credito al mondo del lavoro di quasi tutto il pianeta e, sul piatto di noi cittadini, ecco servita la crisi economica più pericolosa dal 1929 a oggi. Ovvero le solite lacrime amare, veramente amare, per le famiglie di Toronto come per quelle di Perugia, per quelle di Cincinnati come per quelle di Lione, a Vercelli come a Madrid ecc. Per non parlare degli ultimi della Terra…

Tre storie terribilmente vere, che descrivono chiaro, anzi, chiarissimo, cosa si intende per il ‘Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’, e quale sia il loro sterminato potere nel mondo di oggi. Altro che Tremonti o Confindustria. Nel mondo odierno esiste una comunità di singoli individui privati capaci di movimentare quantità di ricchezze talmente colossali da scardinare in poche ore l’economia di un Paese ricco, o le economie di centinaia di milioni di lavoratori che per esse hanno faticato un’intera vita, cioè famiglie sul lastrico, aziende che chiudono. Le loro decisioni sono come sentenze planetarie. Inappellabili. Si pensi, se è possibile pensare un’enormità simile, che costoro stanno facendo oscillare sul Pianeta qualcosa come 525 mila miliardi di dollari in soli prodotti finanziari ‘derivati’, cioè denaro ad altissimo rischio di bancarotta improvvisa. 525 mila miliardi… Vi offro un termine di paragone per capire: il Prodotto Interno Lordo degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. Rende l’idea? L’Italia dipende come qualsiasi altra nazione dagli investitori esteri, per cifre che si aggirano sui 40 miliardi di euro all’anno, cioè più di due finanziarie dello Stato messe assieme. Immaginate se una cifra simile dovesse sparire dalla nostra economia oggi. Nel 2008 è quasi successo, infatti ne sono scomparsi di colpo più della metà (57%) col risultato in termini di perdita di posti di lavoro, precarizzazione, e relativo effetto domino sull’economia di cui ci parla la cronaca. Ripeto: qualcuno che non sta a palazzo Chigi, decide che all’Italia va sottratto il valore di oltre un’intera finanziaria. Così, da un anno all’altro, una cifra pari a tutto quello che lo Stato riesce a spendere per i cittadini gli viene sottratta dal ‘Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’, a capriccio. Questa tirannia del vero Potere prende il nome tecnico di Capital Flight (letteralmente capitali che prendono il volo), ed è interessante constatare il candore con cui il ‘Tribunale’ descrive la pratica: basta leggere Investors.com là dove dice che “Capital Flight è lo spostamento di denaro in cerca di maggiori profitti… cioè flussi enormi di capitali in uscita da un Paese… spesso così enormi da incidere su tutto il sistema finanziario di una nazione”. Peccato che di mezzo ci siano i soliti ingombranti esseri umani a milioni. Oltre al caso italiano, si pensi alla Francia, altro Stato ricco e potente, ma non a sufficienza per sfuggire alle sentenze del ‘Tribunale’, che ha punito l’Eliseo con una fuga di capitali pari a 125 miliardi di dollari per aver legiferato una singola tassa sgradita al business.



Conclusione.

Gli organi esecutivi del vero Potere non si limitano a questi sei, vi si potrebbe aggiungere il World Economic Forum, il Codex Alimentarius, l’FMI, il sistema delle Banche Centrali, le multinazionali del farmaco. Ma quelli menzionati sono gli essenziali da conoscere, i primari. Un’ultima brevissima nota va dedicata alle mafie regionali, che sono spesso erroneamente annoverate fra i poteri forti (e non posso purtroppo entrare qui nel perché siano un così caratteristico fenomeno italiano). La lotta ad esse è sacrosanta, ma il potere che gli verrebbe sottratto da una eventuale vittoria della società civile è prima nulla a confronto di quanto illustrato sopra, e in secondo luogo è comunque un potere concessogli da altri. Traffico di droga, prostituzione, traffico d’armi, e riciclaggio di rifiuti tossici sono servizi che le mafie praticano per conto di committenti sempre riconducibili al vero Potere, o perché da esso condizionati oppure perché suoi ingranaggi importanti. Serva qui quanto mostrato nel 1994 dal programma d’inchiesta ‘Panorama’ della BBC, dove un insider della criminalità organizzata britannica si rese disponibile a condurre il reporter nel cuore della “mafia più potente del mondo”, a Londra. L’auto su cui viaggiavano con telecamera nascosta si fermò a destinazione… nel centro della City finanziaria della capitale. Indicando dal finestrino i grattacieli dei giganti del business internazionale, il pentito disse: “Eccoli, stanno tutti lì”. (si pensi che il giro d’affari mondiale delle Cosche è stimato sugli 80 miliardi di dollari, che sono un terzo del giro d’affari di una singola multinazionale del farmaco come la Pfizer)

Se queste mie righe sono state efficaci, a questo punto i lettori dovrebbero volgere lo sguardo a quegli ometti in doppiopetto blu che ballonzolano le sera nei nostri Tg con il prefisso On., o il suffisso PDL, PD, UDC, e dovrebbero averne, non dico pietà, ma almeno vederli per quello che sono: le marionette di un altro Potere. Ma soprattutto, i lettori dovrebbero finalmente poter connettere i punti del puzzle, e aver capito da dove vengono in realtà i problemi capitali della nostra vita di cittadini, o addirittura i drammi quotidiani che tante famiglie di lavoratori patiscono, cioè chi li decise, chi li decide oggi e come si chiamano costoro. Da qui una semplice considerazione: se vi sta a cuore la democrazia, la giustizia sociale, e la vostra economia quotidiana di lavoro e di servizi essenziali alla persona, allora dovete colpire chi veramente opera per sottrarceli, cioè il vero Potere. Ci si organizzi per svelarlo al grande pubblico e per finalmente bloccarlo. Ora lo conoscete, e soprattutto ora sapete che razza di macchina micidiale, immensa e possente esso è. Risulta ovvio da ciò che gli attuali metodi di lotta dei Movimenti sono pietosamente inadeguati, infantili chimere, fuochi di paglia, che mai un singolo attimo hanno impensierito quel vero Potere. Di conseguenza lancio un appello ancora una volta:

VA COMPRESO CHE PER ARGINARE UN TITANO DI QUELLA POSTA L’UNICA SPERANZA E’ OPPORGLI UN’ORGANIZZAZIONE DI ATTIVISTI E DI COMUNICATORI ECCEZIONALMENTE COMPATTA, FINANZIATA, FERRATA, DISCIPLINATA, SU TUTTO IL TERRITORIO, AL LAVORO SEMPRE, IMPLACABILE, NEI LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, PER ANNI. (http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=153)

Altra speranza non c’è, sempre che ancora esista una speranza.

da www.paolobarnard.info

giovedì 22 ottobre 2009

Reddito di Base – Un impulso culturale

Reddito di Base – Un impulso culturale

Di Daniel Häni e Enno Schmidt



Un tema, illustrato nel film essay di Daniel Häni e Enno Schmidt, “Grundeinkommen – un impulso culturale”, sempre più sentito nel contesto attuale: la crisi sistemica.
In effetti, l’idea di un diritto al redditto che non sia più vincolato al lavoro, nel momento in cui il lavoro è sempre più precario, è certamente allettante.
Il “reddito di base” fu preconizzato dal padre dell’ultra liberalismo (come si può vedere nel film), l’economista austriaco Friedrich von Hayek, che si è impegnato nel corso della sua vita a screditare ogni forma di regolazione dell’economia, affermando che questa è troppo complessa per essere organizzata. La sua teoria è assurta a religione dei liberisti, ispirando i governi Pinochet, Reagan e Thatcher.
Pur rifiutando il concetto di “giustizia sociale”, Hayek temendo i poveri, “le cui reazioni sono imprevedibili”, si disse a favore di un reddito minimo: “fosse solo nell’interesse di coloro che intendono essere protetti contro le reazioni dei bisognosi, dettate dalla disperazione”.
Da qui, l’idea liberista di istituire una sorta di “ammortizzatore sociale universale” (in apparenza), onde evitare gravi conflitti sociali, le cui conseguenze sarebbero imprevedibili.

Semplicemente, il capitale si difende.

Il finanziamento del “reddito di base” avverrebbe attraverso l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), mentre ogni altra imposta, sul reddito, sul capitale, sulla successione, verrebbe abolita: “L’imposta sul reddito ormai è diventata una farsa”.

In ultima istanza, il “reddito di base” non favorisce pratiche sociali alternative ed elimina ogni ostacolo ai progetti della finanza speculativa che governa il mondo, introducendo “l’ordine naturale del mercato” teorizzato dai liberisti.
In ogni caso, è stato apprezzato il genuino tentativo di ricercare delle soluzioni alla precarizzazione e di confrontarsi con altri gruppi, onde migliorare il proprio progetto; che peraltro potrebbe considerare il “reddito di cittadinanza” come una valida alternativa al “reddito di base”.

Quale reddito?

“Quando si parla di diritto al reddito sganciato dal lavoro spesso si intendono diversi concetti, che fanno riferimento essenzialmente a due ordini di giustificazioni: la prima è di carattere etico-sociale, la seconda di carattere più prettamente economico.
Negli ultimi vent’anni il fenomeno della povertà si è ampliato, a prescindere dalla definizione di povertà adottata (povertà assoluta o povertà relativa).
La crescente polarizzazione della distribuzione dei redditi, indotta dalla precarizzazione del lavoro, ormai non interessa solo la fascia della marginalità sociale, a seguito della perdita del lavoro e/o di rovesci della vita, ma sempre più anche chi è inserito nel processo produttivo e partecipa alla creazione della ricchezza sociale.
Figure sociali, come i “working poor”, che erano impensabili nell’epoca fordista hanno raggiunto soglie preoccupanti.
In un simile contesto diventa sempre più “eticamente” e “socialmente” impellente la necessità di intraprendere una sorta di battaglia contro la nuova povertà, soprattutto in presenza di un progressivo smantellamento dello Stato sociale. Ne consegue che l’obbiettivo di garantire a tutti/e un reddito dignitoso diventa un asse portante e una necessità della politica sociale.

La ristrutturazione tecnologica, esito della diffusione di tecnologie di linguaggio che si sostituiscono o sono complementari alle tradizionali tecnologie meccaniche e ripetitive di stampo taylorista, ha profondamente modificato le forme di erogazione del lavoro e di origine del profitto.
La nuova organizzazione flessibile del lavoro e della produzione porta alla ridefinizione del rapporto capitale-lavoro, in cui la prestazione lavorativa è totalmente subordinata e sussunta al capitale sia nella sua componente materiale che immateriale. Non solo le braccia, ma anche la mente ed il tempo di vita sono diventati fattori produttivi che danno origine a livelli crescenti di produttività, che assume caratteri “sociali” e non più individuali: una produttività sociale che deriva sempre più dalle esperienze e dai saperi soggettivi dei singoli individui e che assumono le più disparate tipologie di “lavoro”.
Ciò porta ad una ridefinizione della separazione fordista tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, tra produzione materiale e produzione immateriale, tagliando trasversalmente non solo l’attività di trasformazione industriale e il settore terziario, ma influenzando pesantemente i meccanismi di finanziamento e la dinamica dei mercati finanziari.
Nel fordismo, il rapporto capitale-lavoro si era sviluppato all’interno di un patto sociale, garantito a livello nazionale, che da un lato legava incrementi di produzione a incrementi dell’occupazione e, dall’altro, imponeva la distribuzione di parte dei guadagni di produttività al reddito da lavoro salariato, consentendo una crescita contemporanea di salario e profitto.
Oggi, il livello di sfruttamento insito nel rapporto capitale-lavoro produce incrementi di produttività “sociale” che non vengono ridistribuiti ma sono ad esclusivo appannaggio della crescita dei profitti e della rendita finanziaria.
La ridefinizione di un nuovo patto sociale post-fordista non può che partire dall’esigenza di una ridistribuzione sociale del reddito.
Il reddito di cittadinanza è dunque la forma più moderna compatibile con l’attuale sistema di accumulazione flessibile, resa possibile da un intervento ridistributivo dei guadagni di produttività immateriale, che oggi sfuggono alle statistiche ufficiali, ma che producono quella ricchezza, per lo più utilizzata per la speculazione finanziaria internazionale e che è all’origine delle più moderne forme di esclusione sociale.
In linea generale, un intervento sui guadagni di produttività, tramite una tassazione sui beni capitali o sugli investimenti diretti dall’estero, e sulle transazioni finanziarie, ad esempio tramite l’introduzione di una Tobin Tax, sono dunque i campi dai quali reperire le risorse per un finanziamento possibile del reddito di cittadinanza.
E quando si parla di reddito di cittadinanza è giocoforza, in un simile contesto, riferirsi ad un reddito di esistenza, che deve avere due caratteristiche fondanti: deve essere universale e incondizionato, deve cioè entrare nel novero dei diritti umani. In altri termini, il reddito di cittadinanza va dato a tutti gli esseri umani (individui, non famiglie) in forma non discriminatoria (di sesso, di razza, di religione, di reddito).
È sufficiente, per averne diritto, il solo fatto di “esistere”. Non è sottoposto ad alcuna forma di vincolo o condizione (ovvero, non obbliga ad assumere particolari impegni e/o
comportamenti).
I due attributi – universale e incondizionato – sgombrano il tavolo da molti equivoci. Ma soprattutto si tratta di reddito e non di salario (non si può parlare al riguardo, come molto spesso si fa, di salario minimo o salario garantito): il salario, in quanto remunerazione del lavoro, è comunque legato all’organizzazione capitalistica della
produzione. Il concetto di reddito rientra invece esclusivamente nell’alveo della distribuzione delle risorse, una volta dato il livello di ricchezza complessiva.
Il reddito determina la possibilità di consumo e se il diritto al consumo è universale
anche il diritto al reddito deve essere universale e primario (non mediato, quindi, dal diritto al lavoro).
Tutte le proposte di tipo distributivo che fanno riferimento o alla condizione professionale (stato di disoccupazione e/o di precarietà insufficiente a garantire un reddito minimo) o all’obbligo di assumere degli impegni di tipo contrattuale, pur se sganciati dalla prestazione lavorativa, come il “reddito minimo di inserimento” in Francia, sono discriminanti e non conformi allo status di “diritto inalienabile individuale”. Non è così per il reddito di cittadinanza.

Ora è evidente che l’introduzione di un reddito di esistenza incondizionato e universale non può avvenire nello spazio di un mattino. È necessaria una certa gradualità, che interessa sia il lato operativo che quello culturale. Però, alcuni punti fermi devono essere mantenuti: anche se la sua introduzione non è immediatamente universale, la sua titolarità deve essere individuale, comunque non sottoposta a condizionamenti e obblighi – cioè a forme di controllo sulla vita e i comportamenti dei soggetti interessati – e il suo finanziamento deve in ogni caso dipendere dalla fiscalità generale, pur se territorialmente definita.

Anche se inizialmente, per favorire una graduale introduzione del reddito di cittadinanza, può essere pensato un limite di reddito che ne riduca l’universalità, tuttavia i tre parametri ricordati non possono essere misconosciuti. Altrimenti si tratta di tutt’altra misura di politica sociale, comunque inadeguata rispetto alla sfida posta dal nuovo paradigma dell’accumulazione flessibile.”

domenica 18 ottobre 2009

Ancora sul Trattato di Lisbona

LE QUINTE DELLA STORIA:
L'UNIONE, IL TRATTATO DI LISBONA E L'INGANNO EUROPEISTA

di Antonio Perrotta

"La politica è l'ombra che il potere economico ha posto sulla società".
(John Dewey)




Sul portale "Europa" - l'UE in sintesi, possiamo avere i seguenti impagabili ragguagli:


Cos'è l'Unione europea?

Una partnership economica e politica unica al mondo che unisce 27 paesi democratici europei.


Quali sono i suoi obiettivi?

Pace, prosperità e libertà per i suoi 495 milioni di cittadini — in un mondo più giusto e più sicuro.


Quali sono i traguardi raggiunti fino ad oggi dall'Unione europea?

L’abolizione delle frontiere interne e il libero scambio, l’euro (la moneta unica europea), una maggiore sicurezza alimentare e una più efficace tutela dell’ambiente, un tenore di vita migliore nelle regioni più povere, un’azione comune contro la criminalità e il terrorismo, telefonate e viaggi aerei più economici, milioni di opportunità per studiare all’estero…e molto altro ancora.


Come funziona?

Perché ciò sia possibile, i paesi UE nominano degli organi che garantiscono il funzionamento dell'UE e ne adottano la legislazione. I più importanti sono:

* Il Parlamento europeo (che rappresenta i popoli europei);
* Il Consiglio dell'Unione europea (che rappresenta i governi nazionali);
* La Commissione europea (che rappresenta l'interesse comune europeo).

(A chiudere l'impagabile filotto di castronerie ai limiti della caratura umana... una perla demenziale sul domani dell'Unione che tanto ci dice sul livello catatonico medio della popolazione mondiale e sul grado di incidenza nella stessa che certa narcosi da decenni consegue)


E il futuro?

L'UE non è perfetta — necessita di continui miglioramenti.
Tocca anche a te! Cosa vuoi che l'UE faccia o non faccia?
Discutine con gli amici, la tua famiglia, i tuoi colleghi.
Poi fai sapere ai politici cosa pensi.
Il futuro dell'UE verrà deciso attraverso il dialogo, il dibattito e la democrazia.

Risum Teneatis Amici?



La grande balla dell'Unione Europea fondata su principi rappresentativi democratici comuni (in campo legislativo finanziaro sanitario militare sociale...) nel rispetto di valori inalienabili quali libertà moralità solidarietà perequazione distributiva delle risorse e delle ricchezze, tutela dei fondamentali diritti umani, libera iniziativa individuale etc., continua a imperversare sotto le strenne della propaganda governativa ufficiale, degli alti patronati finanziari internazionali supportati dal servile mecenatismo dell'indotto mediatico.
Il tutto, manco a dirlo, auspicato ingaggiato e sovvenzionato dal torpore comatoso di circa 500 milioni di cittadini dell'Unione (destinati ad aumentare...).
Personalmente, certo marcato e irreprensibile individualismo non può che portare chi scrive a rinnegare qualsivoglia appartenenza comunitaria. Da buon lettore di Spencer ("L'uomo contro lo stato"), Stirner ("L'unico e la sua proprietà") e Feyerabend ("Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza"), non posso ritenermi cittadino di alcunché: men che mai statale comunitario o sovranazionale.
Nessuna fantasmatica struttura legislativa geopolitica e finanziara potrà mai distogliere o coartare la mia gloriosa unicità.
Cosa vorrebbe dire essere cittadino dell'Europa Unita? Di quale auto-imperialismo si tratta? E' necessario colonizzare noi stessi? Chi ha sancito e intessuto pazientemente negli anni le vesti di questo mostro sovranazionale indefinito?
Quali poteri conserva un singolo di fronte alle irremovibili e incontrollabili direttive sacre derivanti da un simile emporio economico-finanziario?
Nel 1990, dopo la prodiga caduta del muro di Berlino, in una conferenza pronunciata a Torino, Jacques Derrida cominciava a porre ineludibili questioni di carattere generale:
"Qualcosa di unico è in corso in Europa, in ciò che ancora si chiama Europa, anche se non si sa più bene che cosa si chiami in questo modo. Di fatto, a quale concetto, a quale individuo reale, a quale entità determinata si può, al giorno d’oggi, conferire questo nome? Chi ne traccerà le frontiere? (...) Il vecchissimo soggetto dell’identità europea (...) ha certo la venerabile antichità di un tema esaurito. Ma forse questo soggetto conserva un corpo vergine. Il suo nome maschera forse ancora qualcosa che non ha ancora un volto? E noi ci chiediamo nella speranza, con timore e tremore, a che somiglierà quel volto. (...) Di quale identità culturale dobbiamo rispondere? Dinanzi a chi, a quale memoria, per quale promessa? E identità culturale è la parola adatta per quest’oggi? In fondo - rammenta provocatoriamente Derrida - "il proprio di una cultura è di non essere identica a se stessa" (...)
"L’Europa si è sempre identificata con un capo (...)"
E' lecito dunque mantenere alto il livello di guardia e la capacità di discernimento onde evitare il riproponimento allargato e sotto false vesti di antichi e recenti miti, di ramificati ed esecrabili spettri camuffati in gloriose panacee di tutela e sopravvivenza, giacché
"sotto il motivo, che può diventare slogan, dell’inanticipabile o del novissimo, potremmo paventare il ritorno del fantasma di tutto il peggio che abbiamo già identificato. Abbiamo inteso a sazietà il nuovo, comunque la vecchia retorica, la demagogia, la psicologia del nuovo - e alle volte dell’ordine nuovo."
Ed è proprio un Nuovo Ordine Globale, sempre esplicitamente sbandierato da vertici politici e corporativi, ciò che effettivamente si realizza e di cui la nostra benemerita Unione, proditoriamente, non è che un tassello. Difficilmente però sarà quello decantato dai ricchi poltronieri che sgambettano a palazzo, vili squallidi e mediocri lacchè di poteri sovranazionali, mercanti che svendono letteralmente vite e libertà altrui per timore privilegi e posti al sole.
Congetturalmente il sogno (o l'incubo) globale, la smania politico-amministrativa di asservimento imperiale, l'argano accentratore in grado di convogliare le corde in un'unica rete, ha radici millenarie. Tuttavia in passato l'intento era quantomeno palese. Oggi, superati i fallimenti strategici di un tempo, il medesimo progetto prende quotidianamente forma con il nostro beneplacito, sotto l'acritico consenso di masse (ammassi) in regime fiduciario di ipnotica rappresentanza. Questi agglomerati, recidivi in azioni movimenti e abitudini, in balia della più sciatta ed esecrabile stereotipia mentale, in preda ad automatismi e deliri ripetitivi di frasi e parole (ecolalia), non risolleverebbero le sorti catatoniche del proprio sonnambulismo neanche con massicce e diuturne folate di benzodiazepine (anzi... giova ricordare i ruoli centrali svolti da psichiatria e farmacologia nel controllo e deperimento delle masse).
Non si tratta più di coospirare apertamente o in eventuale e maggioritaria condivisione. Non si tratta di profilare palesemente un Nuovo Ordine Mondiale che deponga poteri e sovranità degli stati nazionali in favore di un Megagoverno fascista (o comunista) centrale per il bene di tutti. Si è ben lontani anche dall'agognato sogno di Wells dettagliatamente espresso in una pubblicazione del 1928: " The Open Conspiracy: Blue Prints for a World Revolution" (La cospirazione aperta: modelli per una rivoluzione mondiale). Né siamo di fronte al Mondo nuovo profilato da Huxley. Il piano è molto più perverso e sconcertante giacché prelude un completo asservimento piramidale di proporzioni mondiali con un'unica struttura corporativa ed elitaria di vertice che detta la propria agenda sotto il giogo del controllo economico globale. Ne deriva (sotto il mito della stabilità e della sicurezza planetari) una completa sudditanza politico-amministrativa basata sul controllo finanziario e comunicativo di un mostro sovranazionale senza testa, senza volto, senza voci, inidentificabile, inattaccabile, inimputabile.
Jean Monnet, uno dei padri fondatori dell’attuale idea di Europa, in proposito fece dichiarazioni a dir poco illuminanti:
"Non ci sarà mai pace in Europa se gli stati si ricostituiranno su una base di sovranità nazionale"... Il che "presuppone che gli stati d'Europa formino una federazione o una entità europea che ne faccia una comune unità economica".
L'obiettivo andrebbe però conseguito in maniera tutt'altro che evidente e condivisa, il che suona quantomeno sospetto, se non allarmante, nelle parole dello stesso Monnet:
“Le nazioni dell’Europa dovrebbero essere guidate verso il superstato senza che i loro popoli sappiano cosa stia accadendo”.

Ciò che non avviene alla luce del sole ma dietro le quinte di corporazioni segrete con finalità non dichiarate, difficilmente può essere teso ad avallare un interesse e un bene comuni.
Non si tratta di aderire o meno a teorie complottiste e cospirative, quanto di espirare i narcotici miasmi propalati dalla (dis)informazione ufficiale, dalla propaganda dei circuiti mediatici imperanti constatando a chi, direttamente o indirettamente, facciano capo.
Ho già avuto modo di scrivere altrove che la storia, la storiografia ufficiale, non solo è da riscrivere, ma da cancellare.
Il celebre Mr. Pond, personaggio uscito dalla penna di Gilbert Keith Chesterton, acutamente osserva:
"Nella nostra mente abbiamo l'intero sfondo della storia (genericamente una qualsiasi storia), e non riusciamo a credere di essere realmente in un'altra storia. Presupponiamo sempre qualcosa che viene data per certa nel racconto romanzesco; e questo non è vero. Una volta dato per scontato un inizio sbagliato, darete non solo la risposta sbagliata, ma farete anche la domanda sbagliata. In questo caso, avrete un mistero; ma sarà il mistero sbagliato".
Le storie quotidianamente narrate e romanzate non fanno che corroborare questo ingenuo meccanismo di fondo. Ma le finalità sono tutt'altro che ingenue. In un senso più sottile e perverso, oggigiorno la globalizzazione mentale, concessa e coadiuvata da quella comunicativa, raffina sin quasi alla perfezione il meccanismo (lo psichismo meccanico delle persone di gurjieffiana memoria) da renderlo tanto pervasivo quanto volatile e inimputabile. In altre parole l'inganno è talmente evidente da risultare invisibile, perlomeno agli occhi di queste orde statistiche in sonno chiamate cittadini, semplici indici di ascolto e propensioni al consumo (al consumo di quella merce un tempo inalienabile ed ora fruttifero parametro speculativo: la vita, il proprio tenore di vita).
E se mai, incidentalmente, qualcuno tra costoro dovesse inciampare in una qualche evidenza di fatto, stenterebbe a riconoscerla o anche a mettere preventivamente in discussione il confortevole buon senso comune. Per dirla con J. Edgar Hoover, ex direttore dell'FBI: “L'individuo è in difficoltà quando viene faccia a faccia con una cospirazione così enorme che non può credere che esista."
Ma "Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fa produrre gli avvenimenti; un gruppo un po' più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto" (parole di Nicholas Murray Butler, flosofo diplomatico e politico statunitense insignito del Premio Nobel per la pace nel 1931 insieme a Jane Addams. Fu presidente dell’Università di Columbia, presidente della Carnegie Endwment for International Peace, membro fondatore e presidente della
Pilgrims Society e membro del Council on Foreign Relations oltre che capo del British Israel).

L'uomo considerato in sè potrebbe anche essere una creatura ammirevole. Ma le masse in generale, tantopiù se consumate e soggiogate, saranno sempre, irrimediabilmente, stupide e pericolose.
Nelle Schermocrazie vigenti esse, al di qua e al di là dello schermo, non sono che meri agglomerati statistici di inebetita consensualità, acritici contenitori di volontà e ingerenze altrui.
Prima di morire, in un gruppo di mirabili e profetici saggi, tutti della prima metà degli anni 50, l'illustre conterraneo Giuseppe Capograssi delinea ineccepibilmente lo svuotamento dell'individuo moderno in favore di qualunque ammassamento riconoscibile:
"L'uomo è forza vuota, che non vale se non in quanto è addetta allo scopo che questo o quel gruppo dominante ha imposto alla società. (...) Dato che l'individuo non ha valore per sè, ma il solo valore umano che ha consiste nel suo conformarsi allo scopo per così dire ufficiale del gruppo, la soppressione di colui che non si conforma rientra per la più ovvia delle deduzioni nella sfera del lecito, se del caso nella sfera del doveroso e dell'obbligatorio.
L'individuo essendo forza vuota o disponibile può essere formato e plasmato come si vuole; dipende dal gruppo dominante formarlo secondo il tipo che è conforme allo scopo. (...)
Il segreto è di non lasciarlo vivere come egli vuole, secondo le naturali e profonde intuizioni e direzioni della sua natura: porre ostacolo proprio a questa natura e al suo sviluppo: E perciò: impedirgli di pensare in modo autonomo (cioè di pensare), suggerirgli persuasioni giudizi visioni della vita, con le rpetizioni meccaniche e interminabili delle stesse frasi, con suggestioni visive, con gli esaurimenti dei lunghi lavori in comune, con la tecnica molteplice della paura, con la creazione di un ambiente sociale organizzato al fine dello stordimento e del rumore, con una vita portata violentemente sulla piazza affollata, con una lotta strenua e costante contro la solitudine. Poiché pensare è affermare la verità, si impedisce il pensiero sopprimendo la verità come valore, (...) Si cerca di abolire il pensiero abolendo il suo oggetto (...)"

Oggi, a quasi 70 anni di distanza da queste riflessioni, pensare in modo autonomo o essere liberamente informati è impensabile.
Di Europa, la figlia di Agenore re di Tiro concupita da Zeus, sappiamo qualcosa. Della "nostra" famigerata Europa Unita cosa sappiamo? La derivazione greca del termine Europa può essere resa con "largo viso".
In effetti ciò di cui siamo imberbi spettatori è un largo, rassicurante e bonario viso che nasconde un cattivo gioco.
Ma andiamo per gradi, tenendo presente che dietro ogni livello ufficiale di ascesa europeista gravita l'accentramento economico e monetario delle grandi corporazioni bancarie e finanziarie di poche élite mondiali.

Il 7 Febbraio 1992 il pluridecennale candore del nostro beneamato Giulio Andreotti, all'epoca Presidente del Consiglio (lo è stato solo sette volte), insieme all'illustre Ministro degli Esteri Gianni de Michelis (Membro dell’Aspen Institute) e al Ministro del Tesoro Guido Carli (non a caso già governatore di Bankitalia), firmano il Trattato di Maastricht per l’entrata del nostro stivale nella grassa arteria femorale dell’Unione Europea.
Scopo principale, canalizzare l’autonomia delle banche centrali private in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato (articolo 107).
Lo stesso giorno l’autonomia della Banca Centrale si perfeziona con la legge 7.2.1992 numero 82 varata dal ministro del Tesoro che ha attribuito alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro.
La sovranità monetaria nazionale dei vari stati viene trasferita - art. 105 - alla Banca Centrale Europea (BCE).
Nell'esercizio dei loro poteri e nell'assolvimento delle funzioni prescritte, né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo.
Sempre l'art. 105A del Trattato di Maastricht conferisce alla BCE (privata S.P.A) il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell'Unione.
I vari Stati membri possono coniare monete metalliche previa approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.
Appare subito chiaro quanto l'Unione Europea nasca principalmente come unione monetaria e quanto l'Italia sia stata bellamente catapultata dentro grazie al tempestivo intervento del paffuto droghiere di Scansiano Romano Prodi, lo stesso rubicondo sensale che l'esperto giornalista investigativo Tucker conferma essere tra gli invitati alla riunione del Bilderberg in Portogallo nel giugno del 1999, e che, guardacaso, a settembre dello stesso anno è diventato presidente della Commissione europea. Oltre ad essere invitato al blindato convegno organizzato annulmente dall'élite miliardaria mondiale, già negli anni 80 il pingue mediatore emiliano fu membro dello «steering committèe», ossia dell’ufficio nevralgico del gruppo Bilderberg che istruisce l'agenda delle discussioni segrete e gli inviti da diramare.
(Tra gli altri ragguardevoli ospiti e mandatari del gruppo non governativo, en passant ricordiamo: Tommaso Padoa Schioppa, il grande banchiere europeo, tra gli inventori dell’euro; Umberto e Gianni Agnelli; personaggi dell’ambiente Fiat come Renato Ruggiero - poi elevato alla presidenza del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio; Paolo Zannoni - membro del committèe nel 1989; Stefano Silvestri dell’Istituto Affari Internazionali, influente centro-studi finanziato dagli Agnelli; Mario Monti, figura altamente impegnata - dalla Banca Commerciale Italiana alla Goldman Sachs alla Commissione Eruopea; Alfredo Ambrosetti, presidente del gruppo omonimo e fondatore del Forum di Cernobbio; Franco Bernabè; Emma Bonino - divenuta dopo la convocazione al Bilderberg nel ‘97 commissaria europea; Marco Tronchetti Provera; Walter Veltroni, invitato quand’era direttore de L’Unità; Giampiero Cantoni; Mario Draghi - attuale governatore di Bankitalia...)
Durante la notabile presidenza della Commissione Europea da parte del gaudente e serafico Romano, ulteriori e significativi passi per l'allargamento dell'Unione e l'accentramento dei poteri furono segnati:
il 1° gennaio 2002, l'entrata in vigore dell'Euro come valuta corrente in undici paesi dell'Unione. Il 1° maggio 2004, l'allargamento dell'Unione ad altri 10 paesi. Il 29 ottobre 2004, la firma a Roma della Costituzione europea.
Il banchiere centrale Carlo Azeglio Ciampi (colui che nel 1993, da Presidente del Consiglio, diede il via alla stagione delle privatizzazioni partendo dall'apparato bancario in compagnia dell'allora Presidente IRI Romano e sotto la spinta del Direttore Generale del Tesoro Mario Draghi), non ha mancato di cinguettare una vera e propria Laudatio francescana alla cerimonia di conferimento del Premio internazionale "Carlo Magno" all'euro, svoltasi ad Aquisgrana il 9 maggio 2002. Nei solenni panni di Presidente della Repubblica, l'ex signorante Bankitalia con fermo pigolio dichiara:
"Un grande balzo in avanti è stato così compiuto; un grande esempio di messa in comune della sovranità nazionale è stato dato. (...) E' nella logica del processo di costituzione dell'Europa unita che ogni avanzamento ne esiga altri (...) In questo senso la creazione dell'euro è, oltre che un punto d'arrivo, un punto di partenza" (cosa che qualcuno, pochi, sanno benissimo...).
Queste laudi paternali di amorevole fiducia e buon senso (che Giovanni Reale nel volume "Radici culturali e spirituali dell'Europa" definisce "parole di grande saggezza"), non sono altro che l'eco propagandistico di quelle già scanzonate a Francoforte 3 anni prima, il 14 luglio 1999. Allora l'ex banchiere centrale (47 anni in Bankitalia di cui 14 da governatore) espresse il vivo desiderio di flatulare i suoi trilli canterini direttamente dalla centrale europea di asservimento popolare: la BCE.
Ecco alcune gustose raccomandazioni volte ad incensare i suoi amici banchieri:
"Vedo qui volti e persone con le quali condivido ricordi ed esperienze, vincoli d'amicizia, che risalgono a due o tre decenni. Voi, membri del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, e quelli di voi che sono anche membri del suo Comitato Esecutivo, costituite i due organi di vertice nel governo della moneta degli europei. Sappiamo bene quanto importante sia, in una economia di mercato basata sullo scambio e sulla divisione del lavoro, poter fare riferimento a una misura stabile dei valori economici, a un mezzo di scambio che goda la fiducia di ogni cittadino, a uno strumento in cui ognuno possa conservare il proprio risparmio senza timore di vederlo consumato dall'inflazione. (...) la moneta è espressione e fattore di unione sociale."
Cioè, il moderno sistema monetario, fautore della schiavitù lavorativa, dell'asservimento statale in favore delle banche, della truffa secolare del signoraggio, della riserva frazionaria, dell'anatocismo, del debito pubblico, causa esponenziale del drammatico fenomeno dei suicidi da insolvenza, delle ineguaglianze, delle frustrazioni, dei crimini, del riciclaggio, dei traffici, dell'indebitamento dei paesi poveri, dello sfruttamento, delle speculazioni finanziarie fantasma, corollario delle ponderate fasi di espansione e crisi economica, della fame nel mondo etc., secondo questo premuroso nonno italiano, sarebbe un collante sociale..?
Alla canuta saggezza di uno pseudopartigiano in pensione, affianco la semplice evidenza di alcune illuminanti citazioni. Giudichi il lettore.
"Essenzialmente, l'attuale creazione di denaro ex nihilo operata dal sistema bancario e' identica alla creazione di moneta da parte di falsari. In concreto, i risultati sono gli stessi. La sola differenza e' che sono diversi coloro che ne traggono profitto". (M. Allais, premio Nobel per l'Economia 1988)
“E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina“. (Henry Ford)
"La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere". (Amschel Mayer Rothschild, 1773)
"Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi". (Rothschild, alla Ditta Ikleheimer, Morton e Vandergould di New York, 26 giugno 1863)
"Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò di chi ne fa le leggi". (Mayer Anselm Rothschild)
"Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure". (Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra)
"Assurdo dire che il nostro paese può emettere $30,000,000 in titoli ma non $30,000,000 in moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma una promessa ingrassa l'usuraio, l'altra invece aiuta la collettività". (Thomas Edison - New York Times, 1921)
"Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti". (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, "Il Tempo" del 22/10/2000)
"Bisogna capire che tutta la moda letteraria e tutto il sistema giornalistico controllato dall'usurocrazia mondiale è indirizzato a mantenere l'ignoranza pubblica del sistema usurocratico e dei suoi meccanismi". (Ezra Pound, 1933)
"I banchieri posseggono il mondo. Toglieteglielo via, lasciando loro il potere di creare denaro e con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualsiasi modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano, affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro. (Sir Josiah Stamp, Direttore della Banca d'Inghilterra tra il 1928 e il 1941, considerato a quel tempo il secondo uomo più ricco di tutta l'Inghilterra)
“I nostri nemici su questo pianeta, sono meno di dodici persone. Sono i membri della Banca d'Inghilterra e di altri più alti circuiti finanziari. Essi posseggono le catene di giornali ed essi sono, come se non bastasse, in tutte le istituzioni che si occupano di salute mentale che sono sorte nel mondo. (...) E questi, apparentemente, hanno deciso in un momento lontano del passato, una particolare strategia. Avendo il controllo della riserva aurifera del pianeta, sono entrati in un programma per portare ogni governo alla bancarotta e sotto al loro dominio, cosicché nessun governo sarebbe stato capace di iniziative politiche senza il loro appoggio” (Ron Lafayette Hubbard, ex ufficiale dei servizi segreti della Marina USA, fondatore di Scientology - settembre 1967)
"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l'intero sistema e' facilmente controllato, in un modo o nell'altro, da una ristrettissima élite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". (James Garfield, 20mo Presidente Usa)
"Voi (i banchieri internazionali) siete un covo di vipere e ladri. Io voglio sconfiggervi, e con l'aiuto di Dio, vi sconfiggero'. Se gli Americani solo capissero la totale ingiustizia del nostro sistema monetario e bancario, ci sarebbe una rivoluzione prima di domani mattina". (Andrew Jackson, 7mo Presidente USA)
"I politici non sono altro che i camerieri dei banchieri." (Ezra Pound)
Credo che l'autorevolezza di queste ammissioni (molte espresse da diretti responsabili del gioco) possa bastare. Non ai maggiordomi del regime e dell'inganno, evidentemente. Tutt'altro che pago, compunto e accigliato, dallo scranno finanziario sul Meno, A(r)zeglio Lupin continua ad incensare e responsabilizzare vecchi amici e colleghi:
"Associare i governatori delle banche centrali alla definizione stessa del progetto di unione monetaria fu una decisione lungimirante che ha dato frutti positivi. Prevalse lungo tutto il cammino compiuto un duplice impegno delle banche centrali. Innanzi tutto, l'impegno a definire in teoria e poi preparare in pratica un sistema di banche centrali e di governo della moneta rispondente ai più rigorosi canoni tecnici ed economici che l'esperienza ha identificato nel corso di molte generazioni: impegno massimo nel conseguimento della stabilità dei prezzi, indipendenza nell'esercizio delle funzioni di banca centrale, strutture tecniche e organizzative efficienti e competenti. (...) Attraverso quelle esperienze (la guerra e il fascismo) maturarono in me le convinzioni civili ed europee che hanno guidato prima la mia azione di banchiere centrale poi di uomo di Governo ed ora di Presidente della Repubblica. So di condividere con voi queste convinzioni. Sappiamo che l'indipendenza con la quale il banchiere centrale deve poter perseguire il proprio compito di custode della moneta ha fondamento non solo negli statuti e nelle disposizioni giuridiche, non solo nella conoscenza dei meccanismi complessi con cui la moneta opera nei sistemi economici moderni, ma anche e soprattutto nella consapevolezza dell'impatto dell'esercizio delle proprie funzioni sull'economia e sulla società (...) L'impegno col quale i banchieri centrali hanno svolto il loro compito nel lungo decennio della preparazione sarà necessario anche negli anni a venire. Un impegno tecnico, perché governare la moneta unica di un sistema monetario ancora in formazione é una sfida ancor più difficile di quella che normalmente una banca centrale deve affrontare. E la Banca Centrale Europea dovrà, proprio attraverso questa sfida, costruire e rafforzare il prestigio di cui ha bisogno per essere pienamente efficace. (...) E' in questo processo storico che la Banca Centrale Europea compie i primi passi di un cammino che sarà lungo e ricco di sviluppi nel campo a voi affidato così come negli altri che con esso fanno sistema: politico, economico, sociale".
E' incredibile come persino in parole ufficiali, velate ma non troppo, serpeggi il piano di controllo e accentramento finale cui il processo è teso. Ed è ancora più incredibile constatare il livello di ipnosi cui la gente soggiace. Non posso esimermi dal pensare con sempre maggiore frequenza che tutto ciò per cui nell'ombra si ordisce e lavora sia, in fin dei conti, meritato. Meritato dall'indolenza dall'apatia e dall'ignoranza che milioni di teleutenti scelgono di perseguire mercificando la propria vita.
Ma andiamo avanti. Nel 2003, nonostante l'attentato alla vita dell'europeista Anna Lindh cinque giorni prima del referendum in Svezia sull'adesione all'Unione monetaria (allestito il 15.09 dello stesso anno), le urne del paese non rendono servile omaggio al brutale sacrificio: l'euro, nonostante l'accurata onda emotiva generata dall'omicidio, è bocciato. Il 16/09/03, dalle colonne de Il Giornale, Ida Magli scrive:
"la moneta unica e l'Unione Europea è una decisione dei governanti per cui i popoli che la rifiutano sicuramente sbagliano, e sbagliano perché sono guidati dalla più bassa emotività: la paura. Gli svedesi, dunque, popolo fratello in quella europeità che ci dovrebbe fare tutti uguali, sono paurosi. Ma di che cosa hanno paura?
(...) Suvvia: nell'Unione Europea sono gli ideali degli economisti e dei banchieri quelli sui quali si misurano gli uomini. Gli svedesi hanno paura di perdere il proprio benessere sociale, il proprio attivo economico, molto superiore a quello in cui ristagnano i Paesi della zona euro. Neanche l'assassinio dell'amato ministro degli Esteri - aggiungono scandalizzati i commentatori -, la morte della più fervente paladina dell'euro, è riuscita a cambiare il voto degli svedesi. Se neppure l'avvento di una «vittima sacrificale» è capace di smuovere gli svedesi dalle loro decisioni, significa che sono quello che si è sempre pensato, freddi e incapaci di emozioni (...)
L'assassinio della signora Anna Lindh è un assassinio politico (...)
Le conseguenze economiche dell'uso della moneta unica le hanno ormai tutti i cittadini sotto gli occhi e non c'è disinformazione o discorso politico che possa cambiarle. L'euro ha ridotto in maniera drammatica il potere d'acquisto di tutti."

But the show must go on..!

Durante il mandato europeo molte furono le riforme caldeggiate o appoggiate dal sommo economista scandianese, figlio della Cattolica di Milano e disonorevole concittadino di personaggi quali Lazzaro Spallanzani e Matteo Maria Boiardo. Gli appetiti spaziavano dal mercato interno all'asservimento giurisdizionale comune (ad es. il cosiddetto "mandato d'arresto europeo").
Il professore ha qualificato come " molto ragguardevole " il progetto di " riforma " sull'assicurazione-malattie del governo francese, un progetto che aggrava in modo tutt'altro che trascurabile le disparità in materia di accesso alle cure.
E' stato fautore della "direttiva Bolkestein" (dal nome dell'ex Commissario Europeo Olandese che elaborò questo testo) sulla liberalizzazione dei servizi. Con la promozione del Trattato Costituzionale Europeo avallò il dogma delle politiche ultraliberiste a livello comunitario ponendo la libera concorrenza al di sopra di qualunque altro valore umano e civile, dando apertamente manforte al cosiddetto dumping sociale e fiscale.
In sostanza ad essere prevista è la deregolamentazione di tutta la produzione e dei servizi in vista di una completa privatizzazione di sanità istruzione acqua e pensioni.
Spazzare via i servizi pubblici costituisce il supremo imperativo per rafforzare il regime schiavistico monetario dei grassi banchieri internazionali in accordo con i principali magnati dell'industria e della finanza (le stesse poche famiglie al potere in pratica).
D'altronde, come disse nel 2005 Zbigniew Brzezinsky, ex consigliere della sicurezza nazionale USA e membro influentissimo del Bilderberg, l’Europa "deve risolvere il problema causato dal suo sistema di redistribuzione sociale", ossia dai sistemi sanitari a quelli pensionistici.
Bisogna abolirli e sostituirli con più «flessibilità» e privatizzazioni.
(Sia chiaro che chi scrive, come in parte precisato all'inizio, non è un apologista dello Stato, un nazionalista, un collettivista o un nostalgico paladino del pubblico nel privato. Anzi..! Semplicemente ha modi strumenti e consapevolezze per osservare i fenomeni dall'alto, al di là di presunte interferenze ideologiche di sorta, mere parodie inibitorie funzionali al raggiungimento di determinati scopi. Oltre certa buona fede liberale che si riscontra in grandi pensatori dell'economia politica moderna, ciò che la speculazione di magnati e finanzieri oggi va realizzando , con il mito distorto delle privatizzazioni e della concentrazione oligarchica di ricchezze, è un insulto verso quelle stesse figure e dottrine, da essi sbandierate in demagogica acquiescenza di folle e oppositori, sempre irrimediabilmente ignoranti e comatosi. Grazie a questo quadro la regia globale inglese macina a pieno regime. Ma in Italia il sonno non ha rivali. Come scrive giustamente Claudio Giudici sul portale "Il Cannocchiale":
"La regia del tutto, parte dalla City di Londra, da quell’oligarchia finanziaria che riesce a far apparire dal nulla circa 2.000 miliardi di dollari per salvare il sistema bancario, ma non riesce a trovare 50 miliardi di dollari per i progetti di sviluppo nel Terzo Mondo. Essa, con particolare riferimento al legame che lega la casata bancaria dei Rothschild allo speculatore George Soros, si muove in Italia con il proprio primario rappresentante, l’ing. Carlo De Benedetti, per completare quel disegno di finanziarizzazione dell’intera economia italiana avviato in Italia nel 1992. Funzionale a ciò è l’ideologia liberista, che viene fatta avanzare con la barzelletta delle liberalizzazioni, come democratica panacea ai mali d’Italia, le quali garantirebbero concorrenza, bassi prezzi e qualità". Ovviamente nella crisi attuale "l’oligarchia finanziaria punta a salvare la bolla dei derivati e per farlo ha necessità di finanziarizzare ancor più l’economia mondiale. Così, essa punta a liberalizzare per privatizzare; a privatizzare per finanziarizzare". 19 Gennaio 2009)
Sempre il Prodigo valletto Romano foraggiò la rimozione della moratoria sul pericoloso affare degli OGM autorizzando la coltivazione delle piante transgeniche. Il tutto in ossequio alle principali industrie agroalimentari mondiali - 5 in tutto - che non fanno mistero della volontà di monitorare e controllare l'intera catena produttiva degli alimenti, dalla semina alla commercializzazione.
Professandosi inoltre cattolico convinto, fedele pecorella di ungianime al soldo, l'ex leader della sinistra laica (?) sapeva quanto fosse fondamentale, per un completo ed organico consolidamento dell'Unione Europea, la connivenza "spirituale" della più grande e antica forma di controllo mentale mai inventata: la religione. A tal fine istituì il GOPA (Group of policy advisers to the president - Gruppo dei consiglieri politici del Presidente), organismo volto a regolamentare le questioni religiose e del quale la maggior parte dei membri sono cattolici praticanti. L'intelighentia ufficiale ovviamente seguì a ruota: nel summenzionato volume, la cieca ingenuità (o complicità) di Giovanni Reale identifica il Cristianesimo come "componente essenziale per l'Europa".
Il 2005 è segnato dal "no" espresso dai referendum francesi ed olandesi nei confronti della Costituzione Europea. Il disbrigo dell'empasse non richiede particolari sforzi. Con una semplice operazione di maquillage gli eurocrati di Bruxelles mutano formalmente la denominazione della Costituzione con un Trattato di riforma (il Trattato di Lisbona) che ne assorbe i contenuti mantenendoli fondamentalmente inalterati.
Il cosiddetto "Gruppo Amato" (ufficialmente "Comitato d'azione per la democrazia europea" - in inglese Action Committee for European Democracy o ACED), supportato dalla Commissione europea con l'invio di soli due rappresentanti alle riunioni, ebbe il mandato (non ufficiale) di prospettare una riscrittura della Costituzione.
Il risultato è presentato il 4 giugno 2007. Il nuovo testo contemplava in 70 articoli e 12800 parole circa le stesse innovazioni della Costituzione (che aveva 448 articoli e 63000 parole) diventando così il punto di riferimento per i negoziati.
Il Trattato è stato ratificato dal Consiglio Europeo a Lisbona il 13 dicembre 2007.
Significativamente Valery Giscard d'Estaing, presidente della Convenzione europea, dichiarò che le differenze tra i testi della Costituzione europea e del Trattato di riforma sono solo "cosmetiche", mentre l'euro-scettico "Openeurope", dopo approfondita analisi, fece notare come il Trattato di riforma sia per il 96% identico alla Costituzione europea.
Quasi tutti gli stati firmatari, per via parlamentare, hanno ratificato il Trattato nel corso del 2008. I governi di Francia e Olanda, dopo il semplice escamotage nominativo, hanno fatto altrettanto, in totale spregio al risultato referendario.
Danesi e inglesi, notando le speculari implicazioni del Trattato rispetto alla bocciata Costituzione, hanno chiesto la ratifica attraverso referendum ma non l'hanno ottenuta, mentre il "No" dell'Irlanda dopo la consultazione popolare del 12 giugno 2008 ha causato una nuova battuta d'arresto.
Ora la Repubblica indipendente e sovrana dell'isola omonima si è impegnata a tenere un referendum confermativo entro la fine di ottobre 2009, ottenendo in cambio qualche rassicurazione in merito ad alcune condivisibili richieste, tra cui:
la salvaguardia dei poteri nazionali nel campo della politica fiscale; la rassicurazione sulla tradizionale neutralità della nazione; la non ingerenza nelle materie del diritto alla vita dell'educazione e della famiglia a causa dei vincoli giuridici causati dall'entrata i vigore della Carta dei diritti fondamentali.
L'iter tuttavia continua, e non sarà certo una volontà popolare ad intralciare (tantomeno bloccare) i piani di chi finge interesse al coinvolgimento democratico dal basso in vista di realizzazzioni programmatiche imposte dall'alto.

Ma per giungere al nostrano codazzo di maggiordomi in carica (ufficiali oppositori del Prodigo droghiere Romano), il 30 Maggio 2008 il Con(s)iglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il Ddl di ratifica del Trattato. Invece di essere vagliato respinto e stralciato, l'atto è stato monocraticamente ratificato dall’Italia senza che i comatosi legionari della penisola siano stati minimamente informati sulle reali e inquietanti implicazioni di un simile abuso, nè tantomeno chiamati a pronunciarsi in merito a questo succedaneo costituzionale che avrà gravi e calcolate ripercussioni sulle già risicate libertà individuali. Per effetto dello stesso, molto democraticamente, sarà illegale manifestare contro l’Unione Europea. In sostanza, care orde statistiche in sonno, hanno fatto le scarpe al "vostro" beneamato stivale.
E questo perchè, fatta eccezione per l'Irlanda, i 27 Stati membri della UE non hanno avuto l'obbligo di sottoporre a referendum questo trattato.
Siano lodi e favori ai grassi eurocrati di corte!

Il venerabile comunista democratico che presiede il Quirinale, Giorgio Napolitano, rappresentante massimo e super partes dell'Unità nazionale - come biascia l'ormai morta Costituzione - nonchè strenuo sostenitore del Nuovo Ordine Mondiale, ha dichiarato quanto sia "un titolo di onore per il Parlamento italiano" la ratifica del Trattato.
Il missino reoconfesso di Fiuggi, Gianfranco Fini, attuale Presidente della Camerata in Palazzo Montecitorio, l’ha definita “una bella pagina parlamentare”.
Il monocrate di Arcore alla Presidenza del Con(s)iglio, Silvio Berlusconi, Gran Cavaliere del Predellino - tessera 1816 - (colui che in accordo con la Costituzione dovrebbe definire l'indirizzo politico dello Stato da una posizione di indipendenza), ha parlato di “un risultato particolarmente importante”, mentre il pio rappresentante della Farnesina, Franco Frattini (che invece di attuare oltre i confini la politica estera decisa in casa nostra per il bene della nazione riceve direttive estere per l'implemento soggiogante della nazione ai corsi dell'esecutivo altrui) ha detto che si tratta “di un bell’esempio che l’Italia dà al resto d’Europa”.
PD UDC IDV, da buoni antagonisti, hanno votato alla stessa maniera dei colleghi di maggioranza accogliendo la svolta con battimano corali da Oscar.
Il governo si è dunque piegato al cambiamento della Costituzione italiana senza chiedere l'autorevole e illuminante parere a 60 milioni di bipedi in coma..? Certo... nel comprensibile timore di fugarne il sonno.
Viene da chiedersi perché mai dal dicembre 2007 né destra né sinistra siano più scesi in piazza a raccogliere firme in vista di un cambiamento o di una rettifica alla sacra carta costituzionale... Forse perchè già condannata all'oblio? Forse perchè un accanimento terapeutico nei suoi confronti sarebbe inutile o incostituzionale? Forse perché l’adesione definitiva al Trattato impone la conseguente approvazione di una costituzione superiore…?

Eppure qualcuno (debitamente non publicizzato) aveva diffidato dal ratificare il Trattato. L’ex ministro e insigne giurista Giuseppe Guarino, ordinario di diritto amministrativo all’Università di Roma, mostrava come un simile atto codificherebbe un sistema di “governo di un organo” o “organocrazia”. In una conferenza pubblica a Firenze, alla presenza di costituzionalisti esperti e amministratori, il prof. Guarino richiamò l'attenzione su almeno due articoli della Costituzione italiana che il Trattato violerebbe: l’Art. 1 ("La sovranità appartiene al popolo") e l’Art. 11 (L’Italia “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie”).
Il primo non necessita di approfondimenti. La definitiva spoliazione di qualsivoglia volontà o sovranità popolare, salvo per chi confida nelle schede elettorali, è un fatto. Riguardo l'art. 11 bisogna sottolineare che paesi come la Gran Bretagna e la Danimarca, membri del Trattato, sono esonerati dalla partecipazione all’Euro. Così essi possono fissare il tasso d’interesse in modo vantaggioso per loro ma svantaggioso per altri, oltre che duplicare, come fa l'inghilterra, l'usura da signoraggio, sia con la sterlina che con l'euro. Inoltre, osserva Guarino, aumentando sensibilmente i poteri della Commissione Europea, i burocrati dell’Unione avranno pieno titolo a bocciare qualunque misura decisa dal nostro governo (o dagli altri) per difendere la propria economia, l’occupazione, i redditi, le politiche agricole, industriali o semplicemente intervenire sui prezzi.
L'Euroligarchia di Lobbies Industria e Banche imposta dal Trattato (base per nuovi ed imminenti perfezionamenti corporativi) esula finanche da ciò che profilavano De Gasperi, De Gaulle e Adenauer nel rispetto dei popoli.
Ancora Ida Magli dalle colonne de Il Giornale:

"Non bisogna sorprendersi del silenzio che accompagna l’atto più importante che sia mai stato compiuto dal 1870 con il Regno d’Italia. (...)
Il Trattato di Lisbona è infatti una «visione del mondo» universale, una teologia dogmatica con le sue applicazioni pratiche, la forma più assoluta di totalitarismo che sia mai stata messa in atto.
(...) La falsificazione dei significati linguistici accompagna fin dall'inizio l'operazione europea: quello che viene firmato non è affatto un Trattato e non è neanche una «Costituzione», come era stato chiamato prima che i referendum popolari lo bocciassero. È la proclamazione di una religione universale, accompagnata in tutti i dettagli dagli strumenti coercitivi verso i popoli e verso le singole persone per realizzarla. È il passo fondamentale, dopo averlo costituito in Europa, per giungere alla meta prefissata: il governo mondiale."
Oramai il governo è sempre più "concentrato in poche persone, quasi sconosciute ai cittadini, mentre diventano sempre più pleonastici i parlamenti nazionali. Il parlamento europeo, infatti, tanto perché nessuno possa obiettare in seguito che non aveva capito, è stato istituito fin dall'inizio privo di potere legislativo. Pura finzione al fine di gettare polvere negli occhi ai cittadini e tenere buoni con ricche poltrone i residui pretendenti al potere nell'impero fittizio (...)
Nella sua qualità di fase di passaggio verso il governo mondiale, l'Europa deve essere debolissima, come infatti sta diventando. Per ora qualcuno lo nota a proposito dell'economia e della ricerca (ricerca significa intelligenza), ma presto sarà chiaro a tutti l'impoverimento intellettuale e affettivo di popoli costretti a perdere la propria identità, la propria «forma» in ogni settore della vita. In Italia la perdita è più grave per il semplice motivo che gli italiani sono i più ricchi di creatività (...)"

Carlo Giudici, l'8 maggio 2008, sentenzia: "Primariamente, dobbiamo tenere presente che il Trattato di Lisbona, per come è giuridicamente strutturato, è una mostruosità".

L'intero potere decisionale in Europa sarà gestito da 27 Commissari, uno per ogni nazione, non necessariamente eletti dal popolo (dal novembre 2014 diventeranno meno di 27, in rappresentanza di solo i 2/3 degli stati), dal Consiglio (anche qui membri non necessariamente eletti dal popolo) e soprattutto dagli accoliti BCE.
La farsa del Parlamento Europeo, come dei parlamenti ordinari, è necessaria per garantire la farsa mediatica dei telegiornali e dell'informazione ufficiale. Del resto, non essendo minimamente rappresentati a Montecitorio, come potreste aspettarvi di esserlo a Bruxelles?

Altre chicche sventolate dal sistema: i programmi di sviluppo E-government ed E-procurament ai quali l’Italia, trionfalmente, ha aderito.
Al di là di cortine fumogene sapientemente ordite (come quelle sparate in cielo di cui nessuno parla), programmi di sviluppo come l’E-procurament sono volti al controllo delle informazioni personali del cittadino, marchiato seguito e classificato da privati detentori di controllo e potere.
Inoltre l’esecuzione di simili progetti fa ufficialmente capo ad altri programmi, come il “Technology information” (studiato ed approvato in contesto militare) in cui viene esposta la chiara esigenza all’uso di “Bio-tecnologie” miranti al controllo delle emozioni e delle sensazioni nell'essere umano.
Lo spettro liberal-democratico dell'Unione sottende un modello ultra-tecnologico e multimediale che prevede (e infine, se avallato, imporrà) l’innesto di microchip nell’uomo, riproposizione "hi tech" del numero seriale tatuato sulle braccia nei campi di sterminio.
In confronto a simili mire, "1984" di Orwell e "Fahrenheit 451" di Bradbury rischiano di impallidire.
La distopìa globale è già operante. Si tratta solo di perfezionamenti continui. Siamo sempre più immersi in una sorta di raffinato e onnicomprensivo Panopticon benthamiano, tecnologicamente invisibile, inimputabile, non rintracciabile. L'invasione di "reality" in televisione (con ascolti da record) contribuisce a rendere familiari e quotidiani certi meccanismi, oltre a rendere palese e consensuale sino al grottesco la presa per i fondelli su cui giocano la "vostra" vita. Questi milioni di automi che larvano scommettono intervengono e votano davanti uno schermo, guardano con partecipazione ciò da cui sono guardati; seguono con interesse ciò da cui sono seguiti. Passano ore a spiare lo stesso Grande Fratello che li spia. Piccoli fratellini distraggono e allo stesso tempo collaborano educativamente per il bene del fratello maggiore.
Il mostruoso approdo ad impiantologie sottocutanee di massa sarebbe (per vari e particolarissimi motivi di fondo che non è il caso di illustrare in questa sede) la chicca finale. Più che a ricevere segnali in grado di monitorare abitudini spostamenti e consumi della gente (cosa che già avviene e che comunque consentirà l'assoluta identificazione spaziale in tempo reale del soggetto), gli impianti serviranno ad intervenire in via opposta con l'invio di precise frequenze volte ad inibire condizionare e modificare emozioni e volizioni umane. Si potranno stimolare a piacimento e nella direzione desiderata il comportamento psichico e sessuale, ingenerare ansie violenze e psicosi. I chip presiederanno svariati processi bio ed elettro-chimici. Bloccando ad esempio la funzionalità dell'ipofisi, si può bloccare il flusso di estrogeni, influire sulla menopausa ed inibire il concepimento. Il controllo di massa delle nascite, non a caso, è uno degli obiettivi primari del Nuovo Ordine Mondiale.
Purtroppo lo scenario non è di là da venire. Il processo avviene per gradi anche se, inaspettatamente per gli stessi promotori, le resistenze psicologiche riscontrate nel gregge vanno rapidamente scemando. Basta persuadere l'opinione pubblica sulla necessaria e addirittura auspicabile adozione di simili provvedimenti nell'interesse e per il bene comuni. Il tutto foraggiato da una propaganda fondata sulla paura l'insicurezza e l'instabilità, vera e propria campagna terroristica di risonanza mediatica atta ad amplificare e radicare quella geopolitica e finanziaria in corso (guerrre, sabotaggi, corruzioni, crisi finanziarie indotte, indebitamenti, occupazione etc.), parimenti architettate dalle quinte della storia ufficiale.
Negli Stati Uniti da tempo (e ovviamente grazie al tragico e malriuscito videogame dell'11 settembre) sono in distribuzione passaporti dotati di chip RFID. Anche la Germania ha optato per passaporti dotati della medesima tecnologia grazie ad un accordo commerciale tra il governo e la società Infineon Technologies North America. Nel chip sono memorizzati tutti i dati della persona. Questo documento può essere letto automaticamente da appositi lettori (scanner) installati in vari luoghi (presto lo saranno ovunque).
Il governo statunitense ufficiale difende e spalleggia le iniziative del governo occulto decantandone i benefici. Questi teneri e protettivi fratelli maggiori vigileranno costantemente sulla sicurezza delle nostre persone intervenendo tempestivamente in caso di pericoli derivanti dallo stato di insicurezza globale che loro stessi promulgano.
Per i vostri animali domestici i chip sottocutanei sono già una realtà, ampiamente pubblicizzata e incentivata dalle televisioni. In alcune realtà l'impianto su "fido" è obbligatorio. In tal modo la "fida" padrona non dovrà più "diffidare" dal ritrovare il suo "fido" in caso di fuga o smarrimento.
Naturalmente è difficilissimo arguire che prossimamente, nel crescente stato di panico terroristico organato dalle élite, anche voi umani potreste beneficiare di certe soluzioni premurose e a buon mercato...! Ad esempio in caso di incidente o ricovero improvviso, il pronto soccorso più vicino avrà subito a disposizione l'intera mappatura clinica del malcapitato (sventurato due volte con l'approdo alle terapie sanitarie ufficiali). Oppure, in caso di sequestro di persona ad opera di cattivi maomettani jihādisti, i "vostri" protettivi e filiari governanti avranno l'opportunità di trarvi in salvo (anche se non da loro stessi).
In America, manco a dirlo, e soprattutto tra i giovani (cioè coloro che dovrebbero per primi sospettare e insorgere contro il sistema e che invece risultano essere i primi reificabili imbecilli), l'impianto di chip sottocutanei è diventata una moda per fare la spesa, aprire la porta di casa, disfarsi di contanti e carte di credito. Ed anche altri paesi sviluppati stanno conoscendo lo stesso fenomeno "trandy". Sempre negli Stati Uniti, la compagnia di video-sorveglianza City-Watcher Company, ha imposto l’uso dei microchip sottocutanei per tutti i propri dipendenti. Inutili le proteste sindacali. Il governo messicano trova ammissibile richiedere che venga impiantato il chip a tutti coloro che intendono accedere al Centro Nazionale dell'Informazione (database nazionale di interesse primario per le autorità di pubblica sicurezza) diretto dal procuratore generale del Messico. Lo stesso procuratore, Rafael Macedo de la Concha, ha voluto dare il buon esempio dichiarando di averne già uno sottopelle. La misura del monitoraggio della persona sul territorio sarebbe necessaria anche per evitare sequestri. Lo stesso impianto, indispensabile per poter accedere ai locali del Centro informatico, è stato impiantato allo staff del procuratore. "Si tratta - ha spiegato Macedo - di un'area ad alta sicurezza ed è necessario che si acceda attraverso un chip che non possa essere rimosso". Tutto va come vogliono che vada.
Gran parte delle transazioni oggi sono affidate alle carte di credito. La prossima introduzione di moneta elettronica, di cui l'attuale crisi finanziaria è anticamera, comporterà la definitiva sparizione della valuta corrente. Se poi da una carta o un telefonino con il chip si passerà, in nome della semplificazione e dei presunti benefici tesi ad evitare frodi smarrimenti e furti, all'innesto dello stesso sotto l'epidermide, la condanna sarà pressoché inoppugnabile. Senza il dispositivo non si potrà fare nulla. Dal comprare un pezzo di pane al prendere l'autobus; dal lavorare e acquistare una casa al crescere i figli o comperare un'aspirina. In un simile contesto l'opzione sarebbe vincolante e obbligatoria di per sè anche se non esplicitamente regolata da leggi. A prezzo di tutto questo, l'unico margine di libertà consentito (ammesso e non concesso che l'impiantologia sia facoltativa) sarebbero le arcate dei ponti, l'eremitaggio, una landa desolata o qualche incontaminato e sperduto monastero d'oriente. Se poi, una volta marchiato, l'individuo dovesse causare dei problemi (reali effettivi o simulati che siano), basterebbe spegnere il chip.
Tempo fa Chris Beard scrisse:
"Motorola, che produce i microchips per la Mondex smartcard, ha sviluppato diversi bio-chips innestabili nel corpo umano. Il chip BT952000 fu progettato dal Dr. Carl Sanders .. misura 7 millimetri di lunghezza e 0.75 di larghezza, circa le dimensioni di un granello di riso. Contiene una batteria al litio ricaricabile. Questa batteria è caricata con un circuito "thermo" che produce tensione elettrica dalle fluttuazioni della temperatura corporea. Si sono spesi più di 1.5 milioni di dollari per studiare dove piazzare il chip all'interno del corpo umano. Si sono trovati solo 2 posti adatti ed efficaci - la fronte, giusto sotto l'attaccatura dei capelli, e il dorso della mano".
Suggestivamente non manca di evocare un passo biblico: (...) "Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome." (Apocalisse, 13:16-17)
Prove generali di queste inquietanti tecnologie biometriche, sempre più evolute, vanno avanti oramai da anni: sia su inqualificabili volontari che su cavie ignare. E' certo che già dagli anni 90 questi microimpianti avevano la capacità di gestire la produzione di bilioni di enzimi nell’ipotalamo, tanto da gestire le emozioni di una persona davanti ad una scheda elettorale.
Di seguito riporto alcuni estratti di una conferenza tenuta da Serge Monast, risalente al 15 Dicembre 1993 , apparsa sull'articolo "Les puces vont bientot gouverner" di Hugo Nhart pubblicato su "Etrangetes et mysteres" (n.4, 24/3/1996, pp. 13-22).
"Certi colleghi americani che erano riusciti a ottenere delle informazioni da fonte sicura (informazioni verificabili), ci inviarono dei documenti sonori, fotografie e una cartella stampa completa, proveniente da materiale pubblicato negli anni 89-90 da giornali ufficiali degli Stati Uniti [sul] "Controllo elettronico diretto di tutti gli individui" a livello planetario, in modo che chiunque sia privo di questo nuovo genere di identificazione non possa, sotto un governo mondiale (tipo dittatura internazionale) né comprare, né vendere alcunché. Si potrebbe pensare .. che ci hanno raccontato delle storie, ma quando abbiamo davanti agli occhi dei documenti scritti, con tutti i riferimenti, e dei videodocumenti provenienti dalle stesse aziende che producono questo nuovo dispositivo elettronico, diventa difficile dubitare.
Ne parlano apertamente anche i giornali: leggi l'articolo! Secondo Terry L. Cook, giornalista, [e] Tim Willard, editore della rivista Future Society, .. potrebbe .. venire assegnato a ciascuno di noi un numero fin dalla nascita, un numero che farebbe parte integrante della nostra vita fino alla morte. E' verosimile che questa "cimice" elettronica possa essere innestata sul dorso della mano, tanto da servire da "carta d'identità universale", e sostituire le carte di credito, i passaporti, la patente, eccetera. Al supermercato, basterebbe allora passare il pugno sopra lo scanner per addebitare direttamente il nostro conto bancario (visto in un film della società AT&T). D'altronde, [già dal] 1993 l'azienda americana Destron LDI, del Colorado, costruisce e pubblicizza i suoi chip elettronici di identificazione (LD.I.CHIPS), globalmente via Infopet e altri distributori nazionali e internazionali. Per il momento questi microchip sono utilizzati per rintracciare, tenere sotto controllo e identificare gli animali d'allevamento, gli animali domestici, uccelli, pesci oltre che manufatti umani. (...) Oggi, il codice di assistenza sanitaria nel nostro paese è formato da una serie di 9 cifre, ma secondo altre informazioni che abbiamo ricevuto, ben presto questo sistema sarà sostituito, grazie ai nuovi computer, con una serie internazionale di 18 cifre numeriche: il Mesh block, una configurazione internazionale che permetterà di rintracciare chiunque sul pianeta. Questa nuova serie di 18 cifre sarà divisa in tre parti, ovvero tre serie di sei cifre ciascuna (ossia 666). (...) Il microchip d'identificazione .. viene inserito .. in una piccolissima zona della pelle ..: si inietta questo dispositivo elettronico, non più grosso di un chicco di riso, servendosi di una siringa ad aria compressa. (...) Questa unità, in Germania, emette un segnale digitale da 85 data-bit .. a intervalli definiti. Si tratta di un segnale di localizzazione. La tecnologia per questo dispositivo è altamente sofisticata, classificata "High-Tech", ovvero un'informazione che non viene pubblicata, e non sottostà alle trasmissioni digitali normali e analoghe. .. Questo dispositivo, secondo quanto ci è stato detto, è già stato sperimentato e innestato negli organismi di bambini piccoli, militari, inviati del governo e sul personale della Casa Bianca addetto ai dipartimenti di alta sicurezza. Ci viene anche riferito che fu usato durante la Guerra del Golfo e mostrato pubblicamente in una trasmissione molto nota nelgli Stati Uniti, Twany&Twany, nell'agosto 1991. Chi fosse in grado di rivedere questa trasmissione, trasmessa sulla rete nazionale americana, potrebbe confermare che l'informazione è stata davvero diffusa; ne abbiamo qui una copia.
(...) Willard .. ritiene .. che il microchip .. sarà sostituito nei prossimi .. anni da un biochip, ovvero una "cimice" prodotta partendo da proteine vive. .. Sembra che questo genere di microchip .. sia già in fase di sperimentazione. .. Questa "cimice" potrebbe essere infinitamente più piccola e avere la capacità di racchiudere una quantità di informazioni".
Queste possibili operazioni di controllo presuppongono ovviamente piani collaterali strategici di ridisegno mondiale. E infatti:
"(...) Henry Kissinger .. ha dichiarato alla conferenza annuale dei Bilderberg, nel 1992, .. poco dopo le sommosse di Los Angeles, che oggi gli americani sarebbero scandalizzati di vedere le truppe dell'ONU entrare a Los Angeles per riportare l'ordine, ma che, un domani, quelle stesse persone avrebbero ringraziato in ginocchio per un'azione di questo genere. Come egli stesso ricorda, se si dice alla gente: "Ascoltate, c'è un enorme pericolo esterno" e si impongono delle misure in funzione di tale pericolo, reale o no, .. la gente chiude gli occhi su tutto, pronta ad accettare per il proprio bene e la propria sicurezza.
Analogamente, altri .. hanno immaginato l'eventualità di uno scandalo senza precedenti legato al denaro, una crisi economica eccezionale, costruita ad hoc, tale da buttare a terra tutte le valute: il sistema in questione diventerebbe allora il migliore possibile per sostituire una volta per tutte l'uso della moneta così come l'abbiamo conosciuto fin qui (...) È stato messo a punto anche .. un microchip per consentire la traduzione istantanea e simultanea da una lingua in 61 altre lingue e dialetti che, per via satellitare, potrà essere diffusa ovunque sul pianeta contemporaneamente. Come a dire che un dittatore mondiale potrà rivolgersi a tutta l'umanità contemporaneamente.
(...) Alcuni colleghi giornalisti della rivista Monetary & Economic, una rivista di economia e finanza, nel marzo del 1993 mi fecero pervenire un documento dal titolo "Un governo mondiale per assenso o asservimento", .. scritto [da] un certo Norman N. France, economista senior del FAMC. E' anche un ex-consulente di businnes per il Colorado Office of Economic Development, nonché autore di un manuale di pianificazione finanziaria, nonché un noto esperto nel campo della finanza e degli investimenti. Dunque non è uno da prendere alla leggera. [Vi si legge:] "Le pressioni per un governo mondiale continuano da secoli, ma non abbiamo mai raggiunto prima il livello a cui siamo arrivati oggi". Termini dell'ONU quali .. Legge Mondiale, Sicurezza Collettiva, Ordine Mondiale e Nuovo Ordine Mondiale (.. termini che sono stati frequentemente ripetuti dal presidente Bush [senior] negli Stati Uniti), sono nomi in codice, usati dall'establishment internazionale per riferirsi a un proprio piano per un governo mondiale unico, .. termini ricorrenti ai quali molto spesso non diamo nessun peso. [Ma] già nel 1945, davanti al sottocomitato delle Relazioni Estere del Senato americano, il sostenitore (e grande iniziato della finanza) di un governo mondiale unico, James T. Warbird [aveva asserito]: "Noi avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no; la questione è di sapere se il governo mondiale sarà raggiunto con le buone o con le cattive". (...) E il signor France continua, dicendo: "L'ingrediente-chiave di questa formula è mandare in bancarotta finanziaria la macchina internazionale". .. In altre parole, .. vuol dire creare a partire dal nulla una crisi economica, non tanto predisponendola nei fatti quanto fingendo che essa esista, e facendo credere ai popoli che essa sia reale. Far loro credere che l'economia va male, che i paesi sono indebitati nei confronti del fondo monetario internazionale, e che per essere in grado di rimborsare questi debiti bisogna procedere internamente a tagli economici al settore sociale. (...)
[Se fate caso alle] notizie internazionali, .. si parla ovunque di stanziamenti ridotti a causa dei debiti interni del paese, e dei debiti esterni. .. Si parla di tagli ai programmi sociali, mai ai programmi militari. Si va a colpire direttamente la popolazione. Dunque, questo obbligherà gli stati nazionali a rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale dell'ONU e alla Banca Mondiale (che appartiene direttamente alla Trilaterale, NDLR) per uscire dai guai, ma la condizione per i Paesi debitori .. sarà di rinunciare alla propria sovranità nazionale. Non è forse ciò che, attualmente, già avviene con il libero scambio? "L'abbandono, lento, un passo dopo l'altro, senza che si noti, della sovranità nazionale". (...) Non è poi tanto complicato: è il principio della strategia politica, distrarre l'attenzione di qualcuno su un punto preciso mentre si sta preparando qualcos'altro. (...) Il nostro comune nemico è il sistema bancario globale, centrale, quindi la banca monetaria (il Fondo Monetario Internazionale, o FMI). E' un meccanismo che è già stato messo alla prova in qualche piccola nazione [e poi, anni dopo rispetto a questa conferenza, hanno fatto le cose in grande in Argentina, ndJB], sia per vedere quali sarebbero state le reazioni della popolazione, sia per vedere se funzionasse. [Oggi] si è in grado .. di costruire dal nulla una crisi economica, senza che le grandi istituzioni finanziarie, le grandi corporazioni finanziarie .. vadano a fondo. I bollettini informativi tenteranno di farci credere che queste grandi holdings sono andate a fondo, mentre di fatto sarà completamente falso".
E' ancora difficile per i più comatosi constatare l'equivalenza tra queste parole, risalenti oramai a 16 anni or sono, e la situazione d'instabilità e crisi globale in corso? Nella trascrizione della conferenza possiamo ancora leggere:
"(...) L'economia in tutti i paesi, Stati Uniti compresi, continua a sfaldarsi a causa dell'indebitamento. Se soltanto vi mettete a riflettere e calcolare ad esempio [gli] interessi, .. quale che sia l'entità dei tagli al bilancio, anche se si dovesse tagliare su tutto dall'oggi al domani, ci si rende conto che sarebbe davvero impossibile rimborsare un debito di questo genere. Soprattutto un debito costruito con tanta sapienza da coloro che hanno in mano l'economia mondiale. Dunque, dal momento che tutte le economie di tutti i paesi, compresi gli Stati Uniti e il Canada, continueranno a sfaldarsi a causa dell'indebitamento (...) il risultato sarà una caduta del governo e un grido di richiesta d'aiuto all'ONU. .. Aumentate i tagli al settore sociale, e scatenerete crisi sociali e provocazioni di tale violenza in molti Paesi, su scala internazionale, che a un dato momento saranno i popoli stessi a rivolgersi all'ONU, e a dire: "Per favore, fate qualcosa a livello internazionale, fate quel che vi pare, l'accetteremo, purché si possa vivere in pace e in sicurezza. (...) In molti paesi, sono state aperte le frontiere all'immigrazione, allo scopo di accrescere le tensioni interne fra le varie etnie e le varie religioni in modo che i paesi finiscano per perdere il controllo della sicurezza interna. .. Si fabbrica dal nulla il conflitto, per poi fare intervenire le forze internazionali, .. che sono costituite in maggioranza da personale militare americano. E non a caso".
Anche in questo caso riuscite a non scorgere scenari del tutto equivalenti? Con quali notizie ogni giorno l'utente medio è bombardato?
Immigrazione incontrollata, clandestini, insicurezza sociale, odio etnico e razziale, assassini e stupri di matrice Rom, presidio militare di strade e città, impotenza dello stato e dei governi, ronde cittadine... E dietro tutto questo, la graduale ascesa europeista (quella spacciata come panacea per una migliore convivenza e integrazione tra i popoli) e il suggello di Lisbona non sono che debiti gradini di assestamento piramidale.
Poche persone decidono del destino di 500 milioni di abitanti. Il Trattato di Lisbona è l’ennesimo passo in avanti verso la creazione del cosiddetto Nuovo Ordine Globale: “maggiori poteri di controllo di pochi su molti”.
Il Movimento internazionale Diritti Civili e Solidarietà ha denunciato, con scarsi risultati, il pericolo oramai reale del Trattato.
1) Aumenteranno i poteri straordinari della Commissione dell’Unione Europea in quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini.
2) La politica di difesa del Trattato prevede, oltre alle missioni di pace, anche missioni offensive, che violano l’Art. 11 della Costituzione. Attraverso il potenziamento delle forze militari messe a disposizione dell'Unione Europea, è in atto un tentativo di fare dell'Europa un braccio della NATO.
3) I soldatini appartenenti alle polizie ed agli eserciti nazionali dovranno prestare giuramento di fedeltà all'Unione Europea. Chi si rifiuterà potrà essere licenziato (passo decisivo per la creazione di un'unica polizia mondiale di matrice ONU).
4) In politica economica si parla di una vera e propria “dittatura dell’Unione e della Banca Centrale Europea” (fulcro, quello economico, di ogni altro controllo sulla vita sociale).

Come se non bastasse, per vie traverse e misere ambiguità compilative, si reintroduce la pena di morte. Un eminente costituzionalista tedesco, il prof. Schachtschneider, ha sviluppato una lezione dal titolo “La legittimazione della pena di morte e dell'omicidio”, in cui sostiene che il Trattato di Lisbona nel suo continuo sostenere una cosa e rimandare ad altra contraria attraverso il richiamo alle “Spiegazioni della Carta dei Diritti Fondamentali”, legittima la pena di morte e l’omicidio. L’art. 2 della CEDU dichiara: “La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: […] c) Per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione” (chi stabilisce i termini di una sommossa o di una insurrezione presunta tale? In base a che cosa o su quali prospettive una protesta sarà sedata? Per quali motivi non sarà legittimo insorgere? Se un domani gli effettivi e nefandi meccanismi del Trattato venissero alla luce e i popoli miracolosamente si svegliassero contro il potere, cosa accadrebbe visto che è persino vietato manifestare contro l'astratta Unione?).
Ancora l’articolo 2 del protocollo n. 6 della CEDU dice: “Uno stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra (circa 14 Stati dell’Unione europea sono impegnati nella guerra in Iraq e non solo). Con l'instaurato regime terroristico in voga, cui simili articoli sono la diretta emanazione, quale sarebbe il pericolo imminente di guerra? Non siamo forse dall’11 settembre 2001 quotidianamente in “guerra” contro l'invisibile spauracchio del terrorismo, costantemente alimentato in vista dei suddetti pericoli di guerra imminente? Non stanno forse ora sbandierando il pericolo nucleare dell'Iran?

Ma intanto i nostri grandi padri putativi continuano ad esortare governi e popoli in queste direzioni.
Pochi giorni fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al termine dell'incontro al Quirinale con il suo omologo di Bulgaria, il presidente Georgi Parvanov, ha dichiarato:
L'Italia e' impegnata con la Bulgaria nel ''massimo delle iniziative perche' finalmente si completi al piu' presto il processo di ratifica del Trattato di Lisbona. Magari entro quest'anno''.
E non perde un colpo. Oggi, 5 marzo 2009, in occasione della cerimonia di consegna, promossa dalla Regione Lazio nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, de "Il Manifesto di Ventotene" di Altiero Spinelli (tradotto nelle lingue dei Paesi aderenti all'Unione Europea), rimarca: "Si impongono le riforme previste dal trattato di Lisbona e scelte politiche sempre piu' coordinate e unitarie. Nessun paese europeo puo' illudersi di affrontare da solo e con successo le prove della grave crisi attuale e le sfide di un mondo in rapida trasformazione. Solo unendoci possiamo rafforzare le nostre democrazie e migliorare il nostro modello di vita".

A livello planetario, peggio, il popolo (specie gli emarginati, i diseredati, i vessati e le minoranze in genere), continuano ad essere sedotte e abbandonate da contenitori di propaganda debitamente truccati secondo "l'ultimo grido" di disperazione in uso. Pedina incontrastata dei burattinai "reali" oggigiorno è sicuramente Barack Obama, spot pubblicitario caramellato sino all'inverosimile. Ma il mondo continua ad ammirare il fatto che magari consumi pubblicamente due salsicce in un McDonald's... (e guardacaso proprio dal McDonald's... non dal pizzicagnolo della 5a strada!)
Ma in Italia non avete neanche il privilegio di un Noam Chomsky; men che mai a livello mediatico. Avete travagli informativi ufficialmente funzionali a svaporare ansie e frustrazioni; giornalisti condominiali che, oltre ad accusare il giardiniere, l'impresa di pulizie, l'esosa parcella dell'amministratore o l'inopportuna installazione dell'antenna parabolica sul balcone, dimentica di dirvi che il Condominio - nelle cui sale vi accapigliate - fa parte di un quartiere, che a sua volta fa parte di una città, che a sua volta fa parte di un Comune, che a sua volta fa parte di una Provincia e poi ancora di una Regione sotto le gonne di uno Stato, sotto le maglie di un'Unione...
Premesse queste ingannevoli interfacce di burocratica rappresentanza, si potrà mai arrivare a denunciare l'elaborata architettura della piramide che contiene il condominio?
Certamente no! Troppi pericoli... Troppi inconvenienti... Meglio camminare con lo sguardo rivolto agli stivali... come i maiali.

Il sottoscritto, naturalmente avvezzo a frequentare i beati lidi della conoscenza, gli empirei dell'elevazione culturale e mentale sin quasi a confondersi e obliarsi nella suprema matrice olografica dell'universo subatomico, non ha ben chiari i fini o le motivazioni di queste incursioni infernali nel patetico regno della cosiddetta "controinformazione"; né se gli stessi siano reali o necessari.
Oltretutto l'intera faccenda, dopo qualche nanosecondo di riflessione volta a constatare l'evidente platealità della trama, appare talmente singolare e grottesca da alimentarne il ridicolo.

Sia come sia non posso che ricondurre queste generose iniziative ad una fondamentale ed irreprensibile magnanimità di fondo che contraddistingue la mia natura... oltre ad un decoro personale che oramai dispero condividere con i miei simili.
Tantopiù che, evidentemente, certe sfrontate incursioni nelle trame di palazzo, libere da gioghi e controlli, sembrano essere tutt'altro che raccomandabili. Le noie e i fastidi che se ne ricavano, a più livelli, dovrebbero dissuadere chiunque dal contemplare un uditorio; a maggior ragione se di sordi!
Di solito l'inopportuno "cantastorie" o viene minacciato e ricondotto nell'alveo di versioni più tollerabili e ortodosse, o viene tolto di mezzo.
Nel secondo caso chiunque può avvedersene.
Ma la prima ipotesi, nel caso si scontri con la rara incorruttibilità di uno scavezzacollo, profilerebbe comunque la seconda.

Quod scripsi scripsi.

tratto da signoraggio.com

domenica 4 ottobre 2009

TRATTATO DI LISBONA. Questo sconosciuto!!!

Il Trattato di Lisbona. Altro che Cavaliere.
di Paolo Barnard



E così, mentre tutti guardano da quella parte, da quell’altra accade il nostro destino, ma non c’è nessuno a osservare. Accade per esempio il Trattato di Lisbona, il quale, come tutte le cose che ridisegnano la Storia, che decidono della nostra esistenza, che consegnano a poteri immensi immense fette del nostro futuro, non è al centro di nulla, passa nel silenzio, non trova prime pagine o clamori di alcun tipo, nel Sistema come nell’Antisistema.

Pensate: stiamo tutti per diventare cittadini di un enorme Paese che non è l’Italia, governati da gente non direttamente eletta da noi, sotto leggi pensate da misteriosi burocrati a noi sconosciuti, secondo principi sociali, politici ed economici che non abbiamo scelto, e veniamo privati nella sostanza di tutto ciò che conoscevamo come patria, parlamento, nazionalità, autodeterminazione, e molto altro ancora. E’ il Trattato di Lisbona, vi sta accadendo sotto al naso, qualcuno vi ha detto nulla? Ribadisco: fra poco Montecitorio potrebbe essere un palazzo dove qualche centinaio di burocrati dimenticati si aggirano fingendo di contare ancora qualcosina; fra poco la Costituzione italiana potrebbe essere un poemetto che viene ricordato agli alunni delle scuole come un pezzo di una vecchia storia; fra poco una maggioranza politica che non sa neppure cosa significa la parola calzino potrebbe trovarsi a decidere come noi italiani ci curiamo, se avremo le pensioni, cosa insegneremo a scuola, come invecchieremo, o se dobbiamo entrare in guerra, e così per tutto il resto della nostra vita. Altro che Cavaliere, altro che Brunetta o Emilio Fede.

Bene, vado per gradi. Nel primo, vi fornisco un breve riassunto delle puntate precedenti; nel secondo vi spiego il Trattato di Lisbona in sintesi; nel terzo l’approfondimento per chi lo desidera.


LE PUNTATE PRECEDENTI

L’Italia è parte dell’Unione Europea (UE), che è la versione moderna di un vecchio accordo fra Stati europei iniziato nel 1957 col Trattato di Roma, il quale partorì la Comunità Economica Europea (CEE), divenuta nel 1967 la Comunità Europea (CE). Si trattava di una unione prettamente commerciale, non politica, ma presto lo divenne: nel 1979 eleggemmo infatti il primo Parlamento Europeo, e fu lì che prese piede l’idea che questa vecchia Europa poteva dopo tutto diventare qualcosa di simile agli Stati Uniti (sempre per fini soprattutto economici). Nel 1993 nacque l’Unione Europea col Trattato di Maastricht, che sancì una serie di riforme eclatanti, fra cui dal 1 gennaio 2002 quella dell’Euro come moneta comune ai suoi membri. Nel 1957 erano sei le nazioni disposte a legarsi fra loro, oggi siamo in 27 membri nella UE, tutti Stati sovrani che sempre più agiscono secondo regole e principi comuni. Infatti, l’Unione Europea si è dotata già da anni di una sorta di proprio governo sovranazionale (che sta sopra ai governi dei singoli Stati dell’unione), chiamato Commissione Europea e Consiglio dei Ministri, di un Parlamento come si è già detto, e di un organo giudiziario che risponde al nome di Corte di Giustizia Europea. La UE ha persino una presidenza, che viene assegnata a rotazione agli Stati membri, e che si chiama Consiglio Europeo. Quindi: questo agglomerato di nazioni che da secoli forma l’Europa, si è lentamente trasformato in una unione che ha già un suo presidente, un suo governo, un suo parlamento e un suo sistema giudiziario. Cioè, quasi uno Stato in tutta regola. Fin qui tutto fila, poiché comunque ogni singolo Paese come l’Italia o la Germania o l’Olanda ecc. ha finora mantenuto la piena sovranità, e i suoi cittadini sono rimasti italiani, tedeschi, olandesi, gente cioè del tutto propria ma che ha accettato sempre più una serie di regole comuni nel nome dell’essere europei uniti e moderni.

Ma a qualcuno non bastava. Nelle elite politiche del Vecchio Continente sobbolliva sempre quell’idea secondo cui questa Europa degli Stati sovrani poteva, anzi, doveva diventare gli Stati Uniti d’Europa, ovvero un blocco cementato di popoli sotto un’unica bandiera, leggi comuni, governo comune e soprattutto un’economia comune. Una potenza mondiale. Ma la litigiosità che ci ha sempre caratterizzato come singoli Paesi, l’individualismo nazionalista, e l’attaccamento ciascuno alle proprie regole e tradizioni, erano l’ostacolo fra gli ostacoli. Infatti l’evidenza dell’andamento dell’Unione suggeriva che pur essendoci adeguati a una ridda di leggi europee, regolamenti e sentenze, ancora ciascuna nazione era ben salda negli interessi di casa propria, e in quel modo gli Stati Uniti d’Europa erano impossibili da realizzare. Occorreva qualcosa di unificante, di potente, più potente degli Stati e dei loro capricci. Cosa? Una Costituzione europea in piena regola, con tutto il potere proprio di una Costituzione.

Ed ecco che quei signori importanti che fanno politica fra Strasburgo, Bruxelles e il Lussemburgo si riunirono nel 2001 nell’anonima cittadina belga di Laeken, e decisero: scriveremo una Costituzione per tutte le genti d’Europa. Fu fatto, sotto la supervisione dell’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing e con la figura in evidenza del nostro Giuliano Amato. Ma quei burocrati in doppiopetto fecero un ‘errore’: furono aperti e democratici, cioè permisero alle genti d’Europa di conoscere i contenuti della nuova Carta. Nel 2005, mentre noi italiani attivi giustamente perdevamo il sonno per le Tv del Cavaliere, i francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione in due referendum, accusando i burocrati europei di aver redatto un testo scandalosamente ignorante dei temi sociali e altrettanto parziale a favore dei grandi interessi economici. In altre parole: con quella Costituzione, gli Stati Uniti d’Europa sarebbero diventati il parco giochi dei falchi miliardari e terra dolente per le persone comuni, per me e per voi e per i vostri figli.

Fu uno shock per i doppiopetti blu, e soprattutto per i loro sponsor nelle corporate rooms d’Europa. Ricacciati nelle loro Mercedes blindate a suon di voti franco-olandesi, essi decisero la momentanea ritirata, ma non la resa. Infatti, la mattina del 13 dicembre 2007, mentre noi italiani attivi giustamente perdevamo il sonno per la scelta fra PD o Beppe Grillo, ventisette capi di governo europei si riunirono a Lisbona e decisero: ci si riprova, ma stavolta col cavolo che permetteremo ai cittadini di esprimere un parere. Nacque così il Trattato di Lisbona, scritto in segreto, firmato in segreto, segreto nei contenuti che sono praticamente impossibili da leggere, e segretamente persino peggiore della defunta Costituzione. Nel Trattato è sancito il nostro futuro con mutamenti così sconvolgenti da lasciare a bocca spalancata. La mia e la vostra vita, quella dei vostri figli, viene destinata lungo corsie d’acciaio che se definitivamente ratificate saranno quasi impossibili da mutare. Ma quelle corsie dove portano? Al nostro interesse di persone? Al nostro benessere? Alla nostra pacifica convivenza? Ce l’hanno chiesto? Abbiamo voce in capitolo? No, nessuno ce lo ha chiesto e voi non ne sapete nulla.


IL TRATTATO DI LISBONA IN SINTESI

E’ un impianto di regole europee raccolte in un Trattato che non è così come ce lo immagineremmo (un unico testo), ma è formato da migliaia di emendamenti a centinaia di regole già in essere per un totale di 2800 pagine. E’ stato fatto in quel modo con intento truffaldino e anti democratico, come spiego fra poco. Se ratificato da tutti gli Stati, esso diventerà di fatto una Costituzione che formerà la struttura per la nascita di un super Stato d’Europa, come gli Stati Uniti d’America, con una Presidenza, con un governo centrale, un Parlamento, un sistema giudiziario. Questo super Stato diventerà più forte e vincolante di qualsiasi odierna nazione europea. Tutti noi europei diverremo cittadini di quello Stato e soggetti più alle sue leggi che a quelle dei Parlamenti nazionali, pur mantenendo la cittadinanza presente (italiana, tedesca ecc.). Infatti le leggi fatte da questo super Stato d’Europa saranno vincolanti sulle nostre leggi nazionali, e saranno persino più forti della nostra Costituzione. Ma al contrario degli Stati Uniti, tali leggi verranno scritte da burocrati che noi non eleggiamo (es. Commissione Europea), mentre l’attuale Parlamento Europeo, dove risiedono i nostri veri rappresentanti da noi votati, non potrà proporre le leggi, né adottarle o bocciarle da solo. Potrà solo contestarle ma con procedure talmente complesse da renderlo di fatto secondario. Il Trattato di Lisbona infatti offrirà poteri enormi a istituzioni che nessun cittadino elegge direttamente (Consiglio Europeo che sarà la presidenza - Commissione Europea e Consiglio dei Ministri che sarà l’esecutivo - Corte di Giustizia Europea, che sarà il sistema giudiziario), le quali avranno persino la facoltà di far entrare in guerra l’Europa senza il voto dell’ONU. I poteri di cui si parla avranno principi ispiratori pericolosamente sbilanciati a favore del business, con poca attenzione per i bisogni sociali dei cittadini. Tutto il cosiddetto Capitolo Sociale del Trattato di Lisbona (lavoro, salute, scioperi, tutele, leggi sociali, impiego…) è miserrimo, con gravi limitazioni e omissioni, mentre sono sanciti con forza i principi del Libero Mercato pro mondo degli affari. Dovete ricordare mentre leggete queste righe, che stiamo parlando di un Trattato che potrebbe molto presto ribaltare la vostra vita come nulla da 60 anni a questa parte: nuovo Stato, nuova cittadinanza, nuove leggi, nuovi indirizzi di vita nella quotidianità anche più banale, sicuramente meno democrazia, e nessuno che ci abbia interpellati. Come sarà questa nuova esistenza? Migliore, o un salto indietro nella qualità di vita? Saremo più liberi o più schiavi degli interessi delle elite di potere? Anche nel Capitolo Giustizia il Trattato pone seri problemi. Ci sarà un organo superpotente, la Corte di Giustizia Europea, che emetterà sentenze vincolanti sui nostri diritti fondamentali e sulle leggi che ci regolano; la Corte sarà superiore in potere alla nostra Cassazione, al nostro Ministero di Giustizia, ma di nuovo sarà condotta da giudici nominati da burocrati che nessuno di noi ha scelto. Come interpreteranno i nostri diritti di uomini e di donne? Ci hanno interpellati?

Ed è qui il punto. Un Trattato col potere di ribaltare tutta la nostra vita di comunità di cittadini, viene scritto in modo da essere illeggibile ed è stato già ratificato (manca solo la firma dell’Irlanda, che terrà un referendum il 2 ottobre) dai nostri governi completamente di nascosto da noi, e volutamente di nascosto. Questo poiché una versione simile di questo Trattato (la Costituzione Europea) e con simili scopi fu bocciato da Francia e Olanda nel 2005, proprio perché scandalosamente sbilanciato a favore delle lobby di potere europee e negligente verso i cittadini. Scottati da quell’umiliante esperienza, i pochi politici europei che contano (il 90% non ne sa nulla e firma senza capirci nulla) hanno architettato una riedizione di quelle Costituzione bocciata chiamandola Trattato di Lisbona, e la stanno facendo passare in segreto dietro le nostre spalle.

Il Trattato di Lisbona contiene anche clausole di valore, che come ogni altra sua regola sarebbero vincolanti su tutti gli Stati, dunque anche su questa arretrata e cialtrona Italia, e limitatamente a ciò per noi non sarebbe un male. Tuttavia, la mole dei cambiamenti cruciali che porterebbe è tale e di tale potenza per la nostra vita di tutti i giorni e per i nostri diritti vitali, da obbligare chi vi scrive a lanciare un allarme: il Trattato di Lisbona va divulgato alle persone d’Europa e da queste giudicato con i referendum. Pena la possibilità di un futuro molto, ma molto più gramo di quello che qualsiasi Cavaliere potrà mai regalarci.



L’APPROFONDIMENTO

Cosa è.

Il Trattato di Lisbona (di seguito chiamato il Trattato) non è una Costituzione europea, ma ne mantiene esattamente tutti i poteri. Esso non è neppure un trattato in sé, visto che nella realtà si tratta di una colossale mole di modifiche apportate ai due trattati fondamentali della UE, che sono: il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Ad essi viene aggiunto il Trattato di Nizza del 2003. Ogni singolo articolo del Trattato, inclusi gli annessi e i protocolli, assume una forza enorme, spessissimo sovranazionale, cioè più potente di qualsiasi legge nazionale degli Stati membri della UE.


L’astuzia e l’inganno.

L’intera opera è stata architettata in modo da essere incomprensibile e letteralmente illeggibile dagli esseri umani ordinari, inclusi i nostri politici. In totale si sta parlando di 329 pagine di diversi e disconnessi emendamenti apportati a 17 concordati e che vanno inseriti nel posto giusto all’interno di 2800 pagine di leggi europee. Questo labirinto non è accidentale. Come spiega il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”. Il nostro Giuliano Amato ribadì il concetto appieno, in una dichiarazione rilasciata durante un discorso al Centro per la Riforma Europea a Londra il 12 luglio del 2007: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile, poiché così non sarebbe stato costituzionale (evitando in tal modo i referendum, nda)… Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum, perché avrebbe significato che c’era qualcosa di nuovo (rispetto alla Costituzione bocciata nel 2005, nda)”. (fonte: EuObserver.com). Il sigillo a questo tradimento dei principi democratici fu messo dallo stesso Valéry Giscard D’Estaing in una dichiarazione del 27 ottobre 2007, raccolta dalla stampa europea: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”. I capi di Stato erano concordi questa volta: no al parere degli elettori, no ai referendum.

In Italia, il Parlamento ha ratificato il Trattato l’8 agosto del 2008 (già la data la dice lunga), senza alcun pubblico dibattito, senza prime serate televisive, e senza che fosse letto dai parlamentari votanti. Nel resto d’Europa le cose non sono andate meglio, data la natura semi clandestina del Trattato e la specificata intenzione di nasconderlo agli elettori. Ma in Irlanda è successo qualcosa di particolare. Lo scomparso politico Raymond Crotty denunciò la procedura presso la Corte Suprema del Paese, ed ottenne modifiche tali da imporre all’odierno premier Brian Cowen un referendum popolare finale sul Trattato (uno già ci fu nel 2008), che si terrà il 2 ottobre di quest’anno. Si tenga presente che un no irlandese affonderebbe anche questa impresa.


Preciso, ma poi continuo.

Una precisazione è di dovere a questo punto. Ciò che è sotto accusa non è il processo di armonizzazione dei popoli europei, né la possibilità di fonderci in un grande Paese federale europeo alla stregua degli Stati Uniti, né il fatto di avere una Costituzione e leggi comuni in sé. Anzi, per una nazione di cittadini cialtroni e incivilizzabili come l’Italia, il ‘bastone e la carota’ dell’Unione potrebbero essere l’unica speranza di rimanere all’interno del circolo dei Paesi evoluti, e di non sprofondare del tutto nei Bantustan del mondo cui oggi apparteniamo (non per colpa di Berlusconi, ma nostra). Ciò che invece è gravissimo, è rappresentato dal fatto che un cambiamento di portata storica come sarebbe la nascita degli Stati Uniti d’Europa e la perdita del 90% della nostra autodeterminazione come popoli singoli, sta avvenendo secondo principi politici, economici e sociali che nessuno di noi conosce, che nessuno di noi ha discusso o votato. E un’analisi attenta del Trattato ci dice che quei principi sono pericolosamente contrari ai nostri interessi di persone comuni. Ci stanno riscrivendo la vita, nientemeno, e ci potremmo svegliare fra pochi mesi in un mondo che non abbiamo scelto e che ci potrebbe costare lacrime e sangue. Senza ritorno. Altro che “regime dello psiconano”.


Il potere al super Stato, e gli Stati odierni esautorati.

Il Trattato crea le basi legali per la nascita di un grande Stato unico europeo con poteri sovranazionali a tutto campo, cioè con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli Stati membri (dichiarazioni 17 & 27). Questi poteri del nuovo super Stato d’Europa saranno estesi a 68 nuovi settori dove oggi gli Stati singoli hanno la possibilità di veto, che sarà perduta. Il Trattato sottolinea il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa, dove essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri (Art. 8c, TEU). Nel Consiglio Europeo, che sarà la sede della presidenza del nuovo super Stato, i partecipanti di ciascuna nazione dovranno rappresentare l’Unione presso gli Stati membri, piuttosto che rappresentare gli Stati membri presso l’Unione come accade ora. Essi poi, dovranno “interpretare e applicare le loro leggi nazionali in conformità con quelle dell’Unione”. La Commissione Europea assieme al Consiglio dei Ministri sarà l’esecutivo del super Stato d’Europa. Vi sarà come oggi un Parlamento e la Corte di Giustizia Europea sarà il sistema giudiziario.

Nel capitolo immigrazione le cose staranno così: la nuova Unione avrà frontiere esterne comuni, e deciderà a maggioranza chi potrà entrare e risiedere nei nostri territori, mentre i singoli governi perderanno il potere di decidere su ciò. Di nuovo, nessuno di noi cittadini potrà influenzare i criteri di quelle politiche, che potranno essere troppo permissive oppure disumane.

Si comprende già da questi primi aspetti del Trattato in quale misura drastica i poteri che oggi appartengono ai governi e ai Parlamenti che eleggiamo saranno trasferiti al nuovo super Stato europeo. Non è eccessivo dichiarare che siamo sulla strada per rendere Montecitorio e Palazzo Madama delle marginali rappresentanze di facciata. Le uniche aree dove ancora i Paesi europei manterrebbero autonomia decisionale sono la politica estera comune e la sicurezza. L’europarlamentare danese Jens-Peter Bonde ha dichiarato: “Non ricordo un singolo esempio di legge nazionale che non potrà essere influenzato dal Trattato di Lisbona”.


Dunque, super leggi vincolanti. Ma chi le farà?

Sarebbe naturale pensare che nei nuovi Stati Uniti d’Europa, verso i quali il Trattato ci spinge, saranno i rappresentanti eletti dal popolo a fare le leggi, come ovvio. Invece no. Il potere legislativo del nuovo super Stato, come accade già oggi nella meno vincolante UE, sarà ad esclusivo appannaggio di 1) La Commissione Europea che proporrà le leggi, ma che non è direttamente eletta da noi, 2) Il Consiglio dei Ministri che voterà le leggi, neppure esso direttamente eletto dai cittadini. Tenete presente che il ruolo del Consiglio è quasi un proforma, poiché funge praticamente da timbro alle leggi proposte dalla Commissione, visto che solo il 15% di esse viene discusso dai Ministri, e questo non cambierà col Trattato. Insomma, la Commissione Europea non direttamente eletta diverrà potentissima. Tutto ciò è grave. Il Trattato, inoltre, darà alla Commissione un elevato potere di legiferare per decreto, e le sue decisioni saranno persino vincolanti sulle Costituzioni dei Paesi membri. E così le leggi che potrebbero condizionale tutta la nostra vita futura saranno pensate da circa 3000 gruppi di lavoro della Commissione composti da oscuri burocrati che, ribadisco, nessuno ha eletto. Inoltre, questa istituzione non avrà più un Commissario per ogni Stato membro, ma solo due terzi dei Paesi saranno rappresentati a ogni mandato, per cui potrà accadere che una legge sovranazionale e vincolante cancellerà di fatto una legge italiana senza che neppure un italiano l’abbia discussa o pensata.

E allora il Parlamento Europeo? Il Parlamento Europeo non ha e non avrà alcun potere di proporre le leggi né di adottarle o di bocciarle da solo, non potrà votare sul PIL dell’Unione né sulle tasse, e sarà escluso del tutto dal deliberare su 21 settori essenziali su un totale di 90, anche se la sua sfera di competenza è stata estesa ad un numero maggiore di aree. Ciò che ho appena affermato sembra una contraddizione, ma non lo è. Infatti, il Trattato da una parte taglia le gambe al Parlamento (i 21 settori da cui viene escluso), e dall’altra gli dà un contentino (ampliamento aree di competenza), che contentino è visto che nel secondo caso i parlamentari potranno solo decidere ‘assieme’ al Consiglio dei Ministri, dunque non da soli come accade in tutte le democrazie del mondo. Oltre tutto, se anche i nostri eletti rappresentanti in Europa si impuntassero per contestare le leggi della Commissione, avrebbero una vita durissima. Il Trattato stabilisce in quel caso che: se i parlamentari vogliono contestare una legge proposta dalla Commissione dovranno ottenere una maggioranza qualificata nel Consiglio dei Ministri (cioè il 55% degli Stati) o una maggioranza assoluta di tutti i deputati europei. Si avrebbe così il paradosso di politici regolarmente eletti che devono sgobbare per contestare le decisioni di un ‘governo’ che nessuno ha eletto. Già oggi la Commissione si può permettere di snobbare persino i parlamenti nazionali degli Stati membri, come dimostra il fatto che fra il settembre 2006 e il settembre 2007 questi ultimi avevano spedito a Bruxelles ben 152 bocciature di leggi proposte dalla Commissione, col risultato di essere ignorati nel 100% di casi.

Un’ultima stortura insita nell’impianto legislativo europeo si chiama Principio di Sussidiarietà. Stabilisce che nel caso di non chiarezza su chi deve fare che cosa fra l’UE e gli Stati membri, il diritto di agire ricade su chi garantisce la maggiore efficienza. Ma che significa? E chi stabilisce che cosa sia efficiente per noi persone? Ve l’hanno mai chiesto? Ce lo chiederanno?

Il quadro che emerge dal progetto del Trattato vede in primo piano il macroscopico e sproporzionato potere della Commissione Europea, che, bisogna ricordarlo ancora, nessuno di noi elegge. Pensate che occorrerà un terzo dei Parlamenti nazionali europei per, non dico bloccare le proposte della Commissione, ma per ottenere che essa le riconsideri, senza alcun obbligo di altro. Nel frattempo, i Parlamenti nazionali perderanno ben 68 poteri di veto in Europa. Una esautorazione immensa, che, a prescindere dai meriti, nessuno di noi cittadini ha votato e approvato.


Cittadini… di che?

Siamo italiani, tedeschi, olandesi o spagnoli, ma col Trattato diventeremo “in aggiunta” cittadini del super Stato d’Europa (Art. 17b.1 TEC/TFU). Attenzione qui: finora, le regole della UE stabilivano che noi eravamo cittadini europei “come corredo” alla nostra cittadinanza nazionale. Il termine “aggiunta” è usato nel Trattato per esprimere una doppia nazionalità a tutti gli effetti, con però un gigantesco ma: dovete sapere che i diritti e i doveri di questa nostra nuova nazionalità saranno superiori a quelli stabiliti dalle nostre leggi nazionali in ogni caso dove vi sia un conflitto fra di essi, e questo per la sancita superiorità delle leggi dell’Unione rispetto a quelle nazionali e persino rispetto alle nostre Costituzioni. Al di là del merito, è inquietante sapere che potremmo essere obbligati a fare cose non previste dalle nostre leggi, senza aver avuto alcuna voce in capitolo, come al solito.


In campo internazionale.

Il Trattato creerà uno Stato superiore agli Stati membri esattamente come gli Stati Uniti sono superiori ai singoli Stati americani. Esso avrà il potere di firmare accordi internazionali con altri Paesi del mondo, e questi accordi saranno vincolanti su ogni Paese membro anche se i suoi parlamentari sono contrari, e avranno precedenza sulle sue leggi. Avrà il potere di entrare in guerra come Europa e senza l’autorizzazione dell’ONU, lasciando ai singoli Stati il solo potere di “astenersi costruttivamente” (che significa poi collaborazionismo), e imporrà inoltre agli Stati membri un aumento delle spese militari. Il Presidente della nuova Unione non sarà eletto dal popolo come negli USA, ma potrà rappresentarci nei rapporti con Paesi cruciali come l’America, la Russia o la Cina, che non dialogheranno più con i nostri attuali governi su una serie di importanti affari internazionali.


I padroni del vapore.

Uno dei motivi per cui i francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione europea nel 2005, fu che essa magnificava i diritti del business lasciando le briciole ai diritti dei cittadini. Quella Carta fu infatti definita “socialmente frigida”. Il Trattato di Lisbona non altera in alcun modo questo stato di cose, ed è grave. Il problema, gridarono allora i detrattori della Costituzione, era che essa sanciva con forza il principio economico della “libera concorrenza senza distorsioni”, un principi che all’orecchio del profano può anche suonare giusto, ma che nel gergo delle stanza dei bottoni di tutto il mondo significa: privatizzazioni piratesche (ovvero svendite a poche lire ai privati) di tutto ciò che fu edificato con le nostre tasse, speculazioni selvagge nel commercio, precarizzazione galoppante del lavoro e dei diritti di chi lavora, tagli elefantiaci alle nostre tutele sociali e poi… ipocrisia sfacciata, con la notoria regola del ‘capitalismo per i poveri e socialismo per i ricchi’. Cioè: meno salvagenti sociali alla popolazione, ma poi ampi salvataggi di Stato quando è il business a finire nei guai. Infine, la ‘libera concorrenza senza distorsioni’ applicata al commercio europeo significa nessuna tutela di Stato nei Paesi svantaggiati ma sovvenzioni statali miliardarie per le economie opulente dei Paesi ricchi.

Quindi, la ‘libera concorrenza senza distorsioni’ sarà di nuovo sancita nero su bianco dal Trattato, nonostante fosse stata bocciata nella Costituzione. La si trova infatti in una dichiarazione vincolante del Protocollo 6. Come dire: ciò che fu cacciato dalla porta di casa, rientra dalla finestra. Ma c’è molto altro.

Il Trattato, per esempio, dà priorità all’aumento della produzione agricola europea che già oggi è sovvenzionata dall’Unione a suon di 1 miliardo di euro al giorno, ma non spende una parola sulle condizioni di lavoro dei braccianti né sull’impatto ambientale dell’espansione di quel settore, che è fra i più inquinanti del mondo (idrocarburi, pesticidi, consumo acqua…). Ancor più grave è il capitolo del Trattato sul diritto di sciopero, dove si prevede un assoluto divieto se esso ostacola “il libero movimento dei servizi”, una clausola che sarà aperta a interpretazioni selvagge; scioperare sarà altrettanto vietato quando colpirà un’azienda straniera che paga salari da miseria in Paesi europei dove il salario medio per lo stesso lavoro è del doppio; si immagini a quali sfruttamenti si andrebbe incontro, col corredo di gravi instabilità e tensioni sociali. Infine, diventa illegale pretendere nei pubblici appalti il rispetto di alcune contrattazioni salariali già acquisite, altra voragine. In tema di salute, il Trattato ha in serbo un pericolo non minore: il capitolo sui diritti del paziente è inserito fra le regole del Mercato Interno, e non in quelle dedicate alla sanità. Innanzi tutto questo significa che per decidere sui diritti di noi ammalati (perché lo saremo tutti nella vita) sarà necessaria solo la maggioranza qualificata dei voti e non l’unanimità, ma soprattutto spaventa trovarsi da ammalati nell’ambito del Mercato, che con la salute non ha proprio nulla a che vedere, come già sappiamo drammaticamente dalla nostra vita quotidiana.

Verremo privati anche del diritto di favorire certi settori della nostra economia anche se chiaramente svantaggiati. Se uno Stato membro deciderà di offrire un trattamento di favore ai propri cittadini in certi aspetti del vivere comune, potrà essere sanzionato. Se deciderà di aumentare l’occupazione pubblica a spese dello Stato per superare una crisi occupazionale (alla New Deal di Roosevelt) sarà sanzionato. La Banca Centrale Europea (BCE) ha il potere di imporre a tutti la stabilità dei prezzi a scapito della piena occupazione. E la BCE sarà arbitro assoluto e incontrastabile delle politiche monetarie, che non di rado significano per noi cittadini indebitati lacrime e sangue (mutui, tassi ecc.). Il Trattato non prevede alcun meccanismo per ridistribuire la ricchezza fra i cittadini ricchi e quelli in difficoltà all’interno dell’Unione; non prevede una politica comune in tema fiscale, salariale e sociale. Non prevede infatti alcun metodo per finanziare il già misero Capitolo Sociale del nuovo super Stato europeo, poiché fra le migliaia di articoli pensati con oculatezza, guarda caso manca proprio quello che armonizzi le politiche fiscali/monetarie/economiche con quelle sociali. Guarda caso.

Scorrendo queste righe, risulta chiarissimo il perché i bravi francesi e olandesi hanno bocciato queste stesse regole quando furono presentate nella Costituzione europea. Qui di sociale c’è poco più del nome. E il sociale è la rete di sicurezza nella mia e nella tua vita di tutti i giorni.


La Giustizia. I Diritti.

In questo settore, il Trattato adotta appieno la Carta dei Diritti Fondamentali, che diventa vincolante per tutti i cittadini del nuovo super Stato d’Europa (Art.6 TEU). Chi deciderà interpretando di volta in volta questi diritti con potere unico sarà la Corte di Giustizia Europea con sede nel Lussemburgo. Infatti, secondo le regole già spiegate in precedenza, anche qui le decisioni della Corte avranno potere sovranazionale e dunque saranno più forti di qualsiasi legge degli Stati membri. Esse poi avranno potere di condizionare ogni singola legge esistente nella UE. Ma chi impedirà alla Corte di interpretare un diritto odierno di un singolo Stato membro in senso più restrittivo? Vi do un esempio: in Svezia, una legge permette ai burocrati di Stato di fare ‘soffiate’ ai giornalisti, per cui il governo non può pretendere che il reporter sveli poi le fonti di uno scandalo pubblicato. Se la Corte decidesse che ciò è illegale, addio avanzatissima legge svedese. E vi ricordo che quando il collega tedesco Hans-Martin Tillack fu arrestato per aver denunciato lo scandalo Eurostat (fondi neri dell’agenzia di statistica della UE), la Corte di Giustizia Europea approvò l’arresto.

Ma chi nomina quei giudici? Nessuno dei cittadini europei, è la risposta. Li eleggono i governi, e questo li rende di fatto a loro soggetti. In altre parole, le sentenze sui nostri diritti fondamentali e sulle leggi che ci governano saranno nelle mani di magistrati del tutto fuori dal nostro controllo e secondo leggi, non lo si dimentichi, fatte da burocrati non eletti. Questo prevede il Trattato di Lisbona, all’apice di almeno duemila anni di giurisprudenza ‘moderna’. Inoltre, ciò che viene deliberato in seno alla Corte di Giustizia Europea avrà precedenza su quanto deliberato dalle nostre Corti Supreme, Cassazione, e da altre Alte Corti europee. Essa ha il potere persino di influenzare la tassazione indiretta (IVA, catasto, bolli ecc.).

Tutto questo è improprio, irrispettoso del diritto dei cittadini di decidere del proprio vivere, visto che siamo e ancora rimaniamo in teoria gli arbitri finali delle democrazie. Qui siamo completamente messi da parte, ingannati e manipolati, con rischi futuri colossali a dir poco. Ma il realismo di cittadino italiano mi impone di aggiungere un altro distinguo. In un Paese come il nostro dove la nostra inciviltà ha portato in Parlamento dei bifolchi subculturati e violenti come i seguaci di Bossi e altri, il fatto che in futuro gli articoli della Carta dei Diritti Fondamentali e del Trattato di Nizza (diritti di prima, seconda, terza e quarta generazione; dignità umana; minoranze; diritti umani; no pena di morte; diritti processuali ecc.) saranno vincolanti in Italia potrebbe essere la salvezza, nonostante i pericoli che ho delineato. E queste considerazioni mi portano a dire che la critica al Trattato di Lisbona fatta dalla prospettiva italiana è un affare ambiguo, poiché se è vero che quel Trattato potrà da una parte travolgere in negativo le nostre vite e drammaticamente il futuro dei nostri figli, è anche vero che certa barbarie e mediocrità a tutto campo degli italiani rendono impossibile capire dove sia la padella e dove la brace, ovvero se ci farà più male entrare nell’Europa di Lisbona o rimanere l’Italia sovrana di oggi. La risposta sarebbe né l’una né l’altra, certo, ma il rischio per noi italiani di combattere e vincere la battaglia contro l’inganno del Trattato, è poi di ritrovarci qui a soffocare nella melma italica senza neppure l’Europa a mitigarla. Questo va detto per onestà.


Conclusione.

Se ripercorrete i capitoli principali che vi ho esposto, non potrete non rendervi conto che come sempre i grandi giochi che regoleranno ogni futuro atto della vostra vita di cittadini si decidono altrove e in segreto, mentre nessuno nell’Italia che protesta contro il secondario berlusconismo vi aiuta a capire cosa e chi veramente aggredisce la democrazia, e chi veramente tira le fila della vostra esistenza. E’ scandaloso che si sia pensato agli Stati Uniti d’Europa come a un colosso di potere in mano a oscuri burocrati non eletti e massicciamente sbilanciati verso il business, con le briciole lasciate a quel fastidioso ‘intralcio’ che si chiama popolo. E il tutto di nascosto. Questa macchina va fermata e la parola va restituita a noi, i cittadini, attraverso i referendum, come accade in Irlanda. Il Trattato di Lisbona pone 500 milioni di esseri umani in bilico fra due possibilità: un dubbio progresso, o la probabile caduta in un abisso di dominio degli interessi di pochi privilegiati su un oceano di cittadini con sempre meno diritti essenziali. Sto parlando di te, di me, di noi persone.

Ma noi italiani attivi siamo giustamente impegnati a discutere di Tarantini, di Papi, di “farabutti” e di "psiconani". Giustamente.




Le fonti di questo articolo:

Il Trattato di Lisbona, http://bookshop.europa.eu/eubookshop/bookmarks.action?target=EUB:NOTICE:FXAC08115:EN:HTML&request_locale=EN

From the EU Constitution to the Lisbon Treaty. The revised EU Constitution analysed by the Danish member of the two constitutional Conventions, Jens-Peter Bonde.

The Treaty of contempt Robert Joumard, Michel Christian and Samuel Schweikert (Commission for European Integration, Attac Rhône) September 7, 2007

An analysis of the Lisbon Treaty by Prof. Anthony Coughlan, The Brussels Journal. European and constitutional law by Anthony Coughlan, Secretary of the National Platform EU Research and Information Centre, 24 Crawford Avenue, Dublin 9, Ireland.

The Reform Treaty: Treaty of Lisbon: di Giuseppe Bronzini - Magistratura Democratica,
da Budgeting for the Future, Bulding Another Europe, Sbilanciamoci 2008.


From Constitution to Reform, or from bad to worse. Susan George - Chair of the Transnational Institute.

venerdì 2 ottobre 2009

Un'amnistia di fatto dietro lo scudo fiscale

di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra
LaVoce.info 29.09.2009



Non necessariamente lo scudo fiscale servirà a fare tornare i capitali in Italia, perché il rimpatrio è obbligatorio solo se le somme sono presso paradisi fiscali. In ogni caso, il gettito raccolto è una tantum e non potrà finanziare interventi permanenti. Ma il timore è che i capitali rientrati grazie allo scudo non appartengano a piccoli evasori intenzionati a rifinanziare la propria impresa in difficoltà. Potrebbero invece essere di grandi organizzazioni mafiose che ottengono così denaro pulito per le loro attività economiche, compresa l'acquisizione di imprese in difficoltà.
La versione dello “scudo fiscale” che il Parlamento sta approvando contiene importanti novità che lo rendono ancora più inquietante, nelle sue possibili conseguenze, della proposta originaria e persino dei suoi due precedenti di inizio 2000.

COSA È LO SCUDO FISCALE

Lo “scudo fiscale” consente il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, al 31 dicembre 2008, illegalmente, e cioè senza avere rispettato gli obblighi di comunicazione dei capitali trasferiti o comunque detenuti all’estero (monitoraggio) e di dichiarazione dei relativi redditi. Chi ne usufruisce può legalizzare questi capitali, pagando su di essi un'imposta una tantum pari al 5 per cento del loro ammontare. Cosa ha guadagnato rispetto a un cittadino onesto? Non ha pagato l’imposta sui redditi di capitale per tutto il tempo in cui il capitale ha fruttato redditi all’estero e paga di fatto solo il minimo della sanzione che avrebbe dovuto pagare nel caso in cui la violazione delle norme sul monitoraggio fosse stata scoperta, sanzione fino ad ora compresa fra il 5 e il 25 per cento del capitale. Certo un bel premio, ma questa è solo una parte della storia. Per capire davvero i vantaggi dello scudo occorre anche domandarsi da dove viene quel capitale.

DA DOVE VIENE IL CAPITALE “SCUDATO”?

Generalmente, il capitale portato all’estero illegalmente non proviene da redditi su cui il cittadino ha pagato le imposte, ma è esso stesso frutto di evasione.
Un contribuente che ha nascosto al fisco, ad esempio, 100 milioni di euro, non teme tanto l’imposta straordinaria del 5 per ento, quanto che il fisco si insospettisca e vada a cercare di capire come aveva ottenuto tutti quei soldi; gli chieda cioè conto delle impose evase: Irpef, Irap, Iva, a cui andrebbero aggiunti gli interessi e le sanzioni, per importi che facilmente potrebbero superare il 50 per cento della somma evasa. Questo pericolo viene però escluso e proprio in ciò sta la peculiarità del rimpatrio made in Italy, che lo rende diverso da quello di paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti in cui si richiede a chi vuole legalizzare i capitali esportati di pagare tutte le imposte evase negli anni precedenti, e il significato stesso del termine “scudo”. In primo luogo, nel nostro paese le dichiarazioni di emersione avvengono in forma anonima, sono “coperte per legge da un elevato grado di segretezza” (bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate) e non possono essere utilizzate a sfavore del contribuente, né in sede amministrativa, né in sede giudiziaria per i profili civili, amministrativi e tributari. Inoltre, se l’amministrazione, seguendo la sua ordinaria attività di accertamento, si trova comunque a scoprire l’evasore, questi può evitare gli effetti dell’accertamento fino ai 100 milioni sottratti al fisco, dimostrando, solo in quel momento, di averli rimpatriati o regolarizzati . In sostanza, lo scudo è un potente condono fiscale. Ma c’è di più, e di peggio.
L’evasione è un atto che ha anche possibili risvolti penali. E allora per mettere ancora più al sicuro l’evasore, si è provveduto dapprima a prevedere che lo scudo estinguesse i reati relativi all’omessa e infedele dichiarazione dei redditi. Poi, con l’emendamento approvato al Senato, la copertura è stata estesa ad altri gravi reati, fra cui, ad esempio, la dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti o la falsa rappresentazione di scritture contabili obbligatorie, l’occultamento o distruzione di documenti, false comunicazioni sociali (falso in bilancio). Poiché tali reati vengono spesso compiuti coinvolgendo controllate estere, semmai situate in paradisi fiscali, verso cui il soggetto fa confluire i capitali, l’emendamento allarga anche a questi casi la possibilità di partecipare allo scudo fiscale. Il condono diventa quindi anche una sorta di amnistia, per reati che per la loro gravità potrebbero essere puniti con pene fino a sei anni di reclusione. E’ per questo che nel dibattito parlamentare si è chiesto di valutare se per la sua approvazione non fosse necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, richiesta appunto dalla nostra Costituzione per le amnistie.

E SE IL CAPITALE “SCUDATO” VENISSE DA ALTRE OPERAZIONI ILLEGALI…

Anche il capitale frutto delle attività della criminalità organizzata (per esempio spaccio di droga, sfruttamento di prostituzione, traffico d’armi, finanziamento del terrorismo) è di frequente detenuto all’estero illegalmente. E se le organizzazioni criminali volessero approfittare dello scudo per riciclare questo denaro? Il rischio, già fortissimo, grazie alla segretezza garantita, è ora gravemente ampliato dall’emendamento approvato in Senato. Non solo perché estende lo scudo anche alle controllate e collegate estere, società di comodo molto spesso utilizzate per le operazioni di riciclaggio, ma anche perché dispone che le operazioni di regolarizzazione e di rimpatrio non comportino l’obbligo di segnalazione di operazioni sospette in materia di antiriciclaggio da parte degli intermediari e professionisti che ricevono la dichiarazione anonima.



A COSA SERVE LO “SCUDO”?

Non necessariamente lo scudo servirà a fare tornare i capitali in Italia, perché il rimpatrio è obbligatorio solo se le somme sono presso paradisi fiscali, ossia paesi che non permettono un adeguato scambio di informazioni fra amministrazioni. In tutti gli altri casi è sufficiente regolarizzare e i capitali possono rimanere dove sono.
Il gettito raccolto con lo scudo (si parla di 3-5 miliardi di euro) è una tantum e non potrà dunque andare a finanziare interventi permanenti, come ad esempio riduzioni strutturali di imposta o maggiori spese connesse ai rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici.
Bisogna invece temere che i capitali che rientrano grazie allo scudo non servano tanto ai piccoli evasori intenzionati a rifinanziare la propria impresa in difficoltà, ma servano piuttosto alle grandi organizzazioni mafiose, nazionali e internazionali, a costituirsi denaro pulito per le proprie attività economiche, tra cui potrebbe rientrare l’acquisizione di quelle stesse imprese in difficoltà.


da IL FATTO QUOTIDIANO
Luca Telese

Provaci ancora PD (Lo scudo fiscale passa per soli 20 voti, 33 assenti nell'opposizione)

2 ottobre 2009



Nei giorni scorsi sono stato criticato da molti lettori che hanno simpatie per il centrosinistra: ma come? Getti la croce sui nostri parlamentari? Ma perché criticate sempre il Pd? Ma siete davvero sicuri, voi cattivacci del Fatto, che se i parlamentari di opposizione fossero stati presenti il centrodestra sarebbe stato battuto?

Bene, sono passati solo tre giorni da quella polemica e si è arrivati alla frittata. Voto finale sullo scudo fiscale, il più importante. Crollo di partecipazione nel Pdl (la Lega invece tiene) forse causato - bisogna studiarsi un pochino i numerini - anche da una piccola defezione dei finiani. Ebbene, sto consultando ora il tabulato della Camera: lo scudo passa per 20 voti e gli assenti del Pd sono 25. Quelli dellUdc sono 7, quelli dell'Italia dei valori 1. Totale 33. Pubblicheremo di nuovo la lista. E ognuno si farà la sua idea, ognuno giudicherà le giustificazioni che verranno addotte dai deputati in questione: è la democrazia. Non tutti sono reprobi, ovviamente, ogni caso va giudicato. Questi sono i fatti.

Ma la mia opinione, che tengo distinta, ma che non nascondo, è che il leader del Pd dovrebbe dare qualche frustata, questa sera. Anche ai suoi grandi elettori del congresso, magari. Anche a quelli che sono assenti per due volte di seguito. Ed è per questo che pubblicare i nomi non significa fare il gioco della destra o della sinistra. Ma semplicemente, secondo questo quotidiano, fare informazione.



dal blog di Di Pietro

Oggi è stato approvato lo scudo fiscale che, in realtà, è un indulto fiscale, approvato in modo bipartisan.

E' un atto criminoso scritto per mano del governo e siglato con 23 assenze del Partito Democratico, che ne hanno consentito l'approvazione: infatti la legge è passata per soli 20 voti di scarto.

Oggi in Italia è passato un concetto che non sappiamo dove ci porterà: "Chi paga le tasse è un fesso, chi delinque è un furbo impunito".

I cittadini se ne ricordino al momento del voto, altrimenti è inutile piangere sul latte versato.

da Ansa.it

Scudo fiscale e' legge, sì della Camera
La norma ora deve essere firmata dal presidente Napolitano
02 ottobre, 17:26

ROMA - Via libera definitivo della Camera al decreto correttivo del dl anti-crisi che comprende tra l'altro le norme sullo scudo fiscale. La norma è legge e ora deve essere firmata dal presidente della Repubblica e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Il via libera al decreto che contiene anche le norme sullo scudo fiscale e' arrivato, per maggioranza e governo, sul filo di lana. Sono stati solo 20, infatti, i voti di scarto tra i no (250) e i si' (270). Ma la maggioranza richiesta per l'ok al provvedimento era di 261 e i deputati del centrodestra erano solo in 9 in piu' del richiesto.

IDV, CHIEDIAMO VERIFICA COMPATIBILITA' UE

''Chiediamo all'Ue di esprimersi in merito alla compatibilita' con le norme europee dello scudo fiscale, contenuto nel decreto correttivo del dl anticrisi approvato proprio oggi dal Parlamento italiano''. E' questa la richiesta avanzata dagli eurodeputati dell'Italia dei Valori, Giommaria Uggias e Niccolo' Rinaldi, che hanno presentato un'interrogazione scritta alla Commissione e al Consiglio europeo. E' quanto si legge in un comunicato. I deputati europei dell'IdV chiedono se lo scudo fiscale ''sia conforme alla normativa dell'Ue e ai principi generali dell'ordinamento, nella parte in cui consente la possibilita' ai cittadini europei di comprare l'impunita' penale mediante il versamento di una somma di denaro''. La richiesta, inoltre, riguarda anche la compatibilita' della norma ''con i diritti fiscali dell'Ue, laddove la sanatoria in questione consente di evadere la quota di compartecipazione alle imposte (Iva) che verrebbe corrisposta in Italia, normalmente nella misura del 20%, e negli altri paesi membri dove sono presenti le somme dichiarate''. Da chiarire, infine, ''se sia legittimo che la garanzia di anonimato, prevista dallo scudo fiscale, possa consentire di introdurre nel mercato finanziario europeo denaro che potrebbe essere il frutto di attivita' illecite''.

CICCHITTO, OPPOSIZIONE TRUCULENTA

"Lo scudo fiscale è stato approvato in un clima di rissa provocato dall'Idv e nella mistificazione delle argomentazioni usate dal Pd e dall'Udc. Seguendo una linea portata avanti da molti altri Paesi, raschiamo il barile per recuperare risorse in funzione della crescita". Così Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. "Come al solito, invece di un confronto serio, il dibattito si è svolto, da parte dell'opposizione, all'insegna di argomentazioni truculente sviluppate nel segno del giustizialismo più efferato. In ogni caso - conclude - il governo va avanti per realizzare il programma votato dagli italiani".

IL PROVVEDIMENTO VOTATO

Scudo fiscale maxi, piu' poteri al ministero dell'Ambiente, ma allentamento della stretta sulle attivita' di indagine della Corte dei Conti e ritocchi alle misure legate al Ponte sullo Stretto: sono quattro i punti chiave modificati dal decreto legge che oggi e' stato approvato dal Parlamento e che rivede alcune delle misure dell'ultimo pacchetto anti-crisi.

Ecco, in sintesi, le novita' introdotte dal provvedimento, approvato oggi dalla Camera.

SCUDO FISCALE MA NON PER PROCEDIMENTI IN CORSO - Pagando una imposta sostitutiva del 5% sara' possibile rimpatriare i capitali esportati illegalmente fuori dalla Ue. Lo scudo, pero', non varra' per i contribuenti che abbiano un procedimento in corso alla data del 15 settembre.

REATI, SANATO IL FALSO IN BILANCIO - Lo scudo-ter protegge anche i reati di false comunicazioni sociali. Ma non solo, le garanzie sono estese a una serie di reati tributari e penali: dalle dichiarazioni fraudolente mediante uso di fatture o altri artifici, a quella infedele, dall'occultamento alla distruzione di documenti contabili alla soppressione di atti veri.

TEMPI PIU' STRETTI - Il 15 settembre scorso si sono aperte le porte per avviare le operazioni per aderire allo sanatoria. Le modifiche apportate dal Senato restringono la finestra a disposizione da 7 a 3 mesi: la nuova scadenza viene fissata al 15 dicembre 2009.

ANTIRICICLAGGIO - Con le modifiche approvate dal Senato, salta l'obbligo per intermediari di segnalare le operazioni sospette a fini antiriciclaggio.

MINISTERO AMBIENTE - Per la realizzazione di nuove centrali energetiche servira' anche l'ok del ministero dell'Ambiente. La misura prevede infatti che l'individuazione di interventi urgenti per le reti dell'energia spetti al Consiglio dei ministri su proposta del ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il ministero delle Infrastrutture, dell'Ambiente e della Semplificazione normativa.

CORTE DEI CONTI - Le correzioni, tra l'altro, cancellano alcune delle limitazioni all'attivita' delle indagini da parte dei pm contabili che secondo il testo precedente potevano iniziare la loro azione solo a fronte di prove di ''dolo e colpa grave''. Resta comunque precisato che l'indagine puo' essere avviata solo a fronte di ''specifica e concreta'' notizia di danno.

PONTE STRETTO - Non sara' piu' automatica la nomina dell'attuale amministratore delegato della societa' Stretto di Messina Piero Ciucci come commissario straordinario per la realizzazione del ponte.

venerdì 25 settembre 2009

Sfida ai massoni coperti

di Rita Pennarola


Portare alla luce gli elenchi dei massoni coperti significa far saltare gli equilibri occulti di potere che reggono l'Italia. Parla per la prima volta l'investigatore che ci e' andato vicinissimo. A un passo da quei santuari pero'...



– Portare alla luce gli elenchi dei massoni coperti significa far saltare gli equilibri occulti di potere che reggono il Paese. La Voce delle Voci parla per la prima volta con l'investigatore che ci e' andato vicinissimo. La cui storia spiega anche perche' i magistrati che erano arrivati a un passo da quei santuari sono stati "fulminati" dalle loro scoperte.

E' un uomo in fuga, il colonnello. Lo chiameremo cosi', anche se a quel grado, forse, non era ancora arrivato prima di interrompere bruscamente la sua carriera al fianco dei pochi magistrati coraggiosi che non avevano esitato a scandagliare dentro i templi massonici per cercare il segreto piu' oscuro e nascosto: gli elenchi degli affiliati coperti. Incrociamo il colonnello - da qualche mese passato a tutt'altre mansioni, ma sempre al servizio dello Stato - dopo averne a lungo seguito le tracce.

Un uomo che e' gia' ora un archivio storico in carne ed ossa custodito per buona parte nella mente, alcuni files nella pen drive, un faldone di scartafacci da qualche parte, forse a casa. Il luogo e' una fra le regioni italiane che, da nord a sud passando per il centro, risultano epicentri assoluti del fenomeno a livello europeo.

«I nomi, le circostanze, ma anche la descrizione complessiva della massoneria coperta - ci dice subito, tanto per chiarire il quadro dentro cui ci stiamo nuovendo - rappresentano oggi per me una "polizza assicurativa" sulla vita. Per questo ancora oggi posso continuare, sia pure in maniera ormai autonoma, a cercare indizi, riscontri, coincidenze che diventano prove». Le indagini alle quali il colonnello aveva prestato la sua opera per anni, oggi risultano ferme, bloccate, alcune per "mano di legge". Ma quelle consistenti tracce, le prime rose di nomi, restano. E pesano.

Stiamo entrando nel regno incontrastato dei massoni coperti. E siamo faccia a faccia con l'uomo che forse piu' di tutti si e' avvicinato frontalmente a questo moloch, autentico dark side del potere politico-economico e militare nel Paese.

«Non esistono - spiega per prima cosa il colonnello - elenchi unici dei massoni coperti, cosi' come accade invece per gli iscritti "ufficiali". Dai tempi della P2 (con la scoperta delle liste di Castiglion Fibocchi, cui peraltro mancavano i primi cinquecento nomi, mai portati alla luce) si sono fatti furbi. Cosi' ora all'interno di ogni Loggia esistono tre tipi di faldoni. Quello "trasparente", che e' obbligatorio depositare in prefettura, lo trovi subito. Poi, ben custoditi in una sorta di sancta sanctorum, ce ne sono altri due: uno riguarda i confratelli "in sonno" (ufficialmente sono coloro che per ragioni diverse non prendono parte ai riti attivi, ndr), ma l'altro contiene i nomi coperti da assoluto segreto. Si tratta generalmente di vip della politica, della sanita' e anche della magistratura, oltre che dell'imprenditoria e del mondo accademico».

Sui primi trenta nomi di massoni coperti individuati dal colonnello nella citta' italiana in cui ha lavorato per piu' tempo, due sono magistrati in servizio. E gli altri, per almeno due terzi, sono collegati al potere in camice bianco: medici, professori o titolari d'imprese che gestiscono appalti nel settore grazie alla compiacenza di politici del ramo.

Per mesi, prima di entrare su mandato della magistratura nel loro tempio, il colonnello li ha pedinati, annotando la targa di tutte le auto che arrivavano a frotte dentro i ristoranti prescelti per le riunioni "fuori programma". Poi ha eseguito i riscontri. Trovando fra i "coperti" di quella Loggia molti dei vip accorsi alle cene organizzate dal gran maestro appositamente per loro. «Di sicuro - chiarisce il colonnello - la segretezza e' prima di tutto interna all'organizzazione, nel senso che gli iscritti negli elenchi ufficiali non conoscono i nomi dei coperti. Questi ultimi, invece, interloquiscono direttamente coi gran maestri e, attraverso di loro, con le liste "riservate" delle altre Logge. In buona sostanza, ben diversamente da quanto accadeva ai tempi di Licio Gelli, oggi il gran maestro e' un personaggio di carattere prevalentemente rappresentativo, l'uomo super-fidato che tiene i collegamenti fra i diversi poteri esistenti all'interno delle Logge coperte».

SOTTO STRETTA COPERTURA

Lasciamo il colonnello alle sue inquiete giornate di indagini "salvavita" e cerchiamo di guardare piu' da vicino il fenomeno degli elenchi coperti. Ai quali, peraltro, in alcune citta' si affiancherebbero delle vere e proprie Logge totalmente occulte (secondo una "leggenda metropolitana", per esempio, esisterebbe a Napoli la potentissima Loggia Santa Lucia, che si riunirebbe nella zona dei grandi alberghi del lungomare e vedrebbe tra le sue fila magistrati, avvocati, politici di primo piano ed altri vip).

Negli ultimi vent'anni le inchieste sulla massoneria coperta che hanno fatto maggior clamore sono due e portano rispettivamente la firma di Agostino Cordova (inizio anni '90) e di Luigi De Magistris (2007-8).

Partiamo da Cordova, un protagonista del pianeta giustizia in Italia cui - secondo attenti osservatori - proprio quelle indagini sono costate assai care, dal punto di vista della carriera e anche della salute. 26 ottobre 1992, Agostino Cordova, ancora in servizio alla Procura di Palmi (la Calabria, sempre...), pone sotto sequestro il computer del Grande Oriente d'Italia, contenente l'archivio elettronico di tutte le logge massoniche italiane.
Cosi' manda i militari a piantonare l'apparecchio, dal momento che gli esperti ritengono rischioso trasferirlo da Roma a Palmi, per il possibile danneggiamento dei files.

Cosa era successo? Nell'ambito di una delicata indagine sulla mafia Cordova ritiene necessario acquisire gli elenchi degli iscritti alla massoneria calabrese. A Villa Vascello, sede del Grande Oriente nella capitale, di fronte all'ordine della Procura vengono stampati e consegnati gli elenchi ufficiali. Ma un militare esperto d'informatica spedito a Roma da Cordova scopre l'esistenza, nel computer, di una memoria "coperta". «Procuratore, ci vogliono fare fessi, che faccio?», e' il senso della telefonata. E Cordova, dall'altro capo del filo, dispone ad horas il primo "piantonamento informatico" della storia giudiziaria italiana.

Si trattava anche della prima applicazione - dieci anni dopo la sua entrata in vigore - della legge Anselmi che vieta le societa' segrete e punisce fino a cinque anni di carcere chi le organizza. Gustavo Raffi, oggi gran maestro del GOI, era all'epoca avvocato della massoneria. Insieme al collega e confratello Enzo Gaito invia una secca smentita agli organi di stampa: niente elenchi coperti. Ma i nomi erano stati gia' acquisiti dalla Procura. Provvidenziale arrivo' l'ordine di trasferire per competenza a Roma le indagini. E ancor piu' salvifico fu il ruolo del pm che venne delegato.

Era Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa, che sarebbe diventata di li' a poco personalita' di spicco a via Arenula nei governi targati Berlusconi. Quell'inchiesta naufraga nel 2001 in una colossale archiviazione. «E da allora - racconto' Cordova alla Voce in un'intervista di qualche anno fa, alla vigilia del suo trasferimento forzato dalla Procura di Napoli - quei faldoni sono rimasti a marcire dentro i sotterranei di Piazzale Clodio».

Quanto a lui, l'ex "minotauro" descritto da Giorgio Bocca nell'Inferno, oggi e' un anonimo magistrato di Cassazione, dopo le ripetute punizioni inflittegli dal Csm. E nel cuore malandato porta due o tre bypass.

QUANDO SI DICE SAN MARINO...

Quindici anni dopo la storia in qualche modo si ripete. A toccare il santuario dei massoni coperti e' stavolta una coppia di investigatori di spicco che - corsi e ricorsi - parte ancora dalla Calabria. L'allora pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris ed il consulente nominato dalla Procura, l'esperto informatico e vicequestore Gioacchino Genchi, a scoperchiare quel santuario ci hanno provato per davvero, E con tutti i riscontri necessari.

Senza alcun timore reverenziale nemmeno per il premier dell'epoca Romano Prodi o per il suo ministro della Giustizia Clemente Mastella, che dentro quell'inchiesta rimasero a diverso titolo coinvolti. E' storia recente e si conclude a marzo di quest'anno con la richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di Catanzaro per Romano Prodi e altri 9 indagati.

In sostanza - si desume dal documento - la magistratura non esclude che esista una Loggia massonica segreta a San Marino, come ipotizzato da De Magistris, ma la Procura di Catanzaro non ha potuto penetrare nel segreto bancario e politico della Repubblica del Titano per accertarlo. Resta il fatto che San Marino non ha mai risposto alle rogatorie disposte da De Magistris. E' sufficiente ignorare le richieste di una Procura della Repubblica italiana per mandare tutti all'archiviazione?

Quanto a lui, il coraggioso ex pm di Catanzaro, ai duri provvedimenti adottati nei suoi confronti dal Csm (trasferimento a Napoli e cambio di funzioni), si sono aggiunte le mazzate inflitte dallo stesso organo di autogoverno ai colleghi Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani della Procura salernitana (rispettivamente spediti a Latina e a Cassino), che insieme al procuratore capo Luigi Apicella (sospeso da stipendio e funzioni) in due anni di meticoloso lavoro avevano ricostruito il golpe politico-giudiziario ordito per "far fuori" quel pubblico ministero catanzarese assai poco ossequioso verso il potere.

DA VILLA NUCCIA A TINEBRA

Ma quella non non era la prima volta che De Magistris andava a sbattere il muso sulle granitiche mura delle Logge massoniche coperte. Marzo 1997, il giovane magistrato partenopeo, da poco applicato alla Procura catanzarese, porta alla luce l'esistenza di una clinica degli orrori. Secondo l'accusa nella casa di cura psichiatrica Villa Nuccia sarebbero avvenuti un centinaio di decessi sospetti nel corso degli anni, mentre numerose testimonianze parlavano di maltrattamenti ai ricoverati e perfino di certificati medici compiacenti per i figli dei boss delle "ndrine".

Su tutto comincia ad allungarsi l'ombra di una massoneria che appare fin da subito tutt'altro che alla luce del sole. Fra i 21 arrestati spicca l'ex ufficiale medico Antonino Bonura, responsabile di Villa Nuccia, definito da Repubblica «esponente della massoneria». Ma il suo nome, negli elenchi ufficiali, non c'e'. Con lui in manette il colonnello medico Salvatore Moschella, dirigente dell'ospedale militare di Catanzaro, e Massimo Massara, direttore sanitario di Villa Nuccia. Moschella e' oggi nuovamente direttore sanitario della clinica, che prosegue la sua attivita' in convenzione con la Regione Calabria. Lo stesso Ente nel quale attualmente Bonura riveste il delicato ruolo di dirigente del settore Politiche sociali. Per entrambi infatti, cosi' come per gli altri imputati, i diversi tronconi del processo hanno in seguito condotto al proscioglimento.

Ma perche' nasceva quell'alone massonico intorno alla figura di Bonura? Ecco come ricorda la vicenda il capitano Attilio Auricchio, braccio destro di De Magistris in quell'inchiesta, dinanzi ai magistrati salernitani Nuzzi e Apicella: «Antonino Bonura, oltre ad essere un medico del settore neuropsichiatrico, era il governatore nazionale del Kiwanis Club. Il dato era d'interesse investigativo perche' attraverso il citato club il Bonura manteneva legami con altri medici, coinvolti nella medesima inchiesta, e ad altri personaggi».

Gia', il Kiwanis. Fortissimo in Calabra, con altri epicentri in Toscana, Lombardia e a San Marino, il club, sbandierando le consuete finalita' "umanitarie", vanta origini di chiaro stampo massonico. Lo ha ricordato per esempio, a marzo 2007, il gran maestro aggiunto del Goi Massimo Bianchi dinanzi ad una affollata platea di iscritti al Kiwanis giunti da tutta Italia all'Holiday Inn di Firenze: «Amici - ha detto - il Kiwanis International, al pari di altri club service quali Rotary e Lions, vede tra i suoi fondatori proprio dei massoni».

Nell'elenco dei soci fondatori, gran maestri, luogotenenti e aggiunti del Kiwanis, De Magistris si imbatte' subito in un nome che gia' allora era famoso. Si tratta del magistrato Giovanni Tinebra (oggi procuratore generale a Catania dopo una lunga permanenza al vertice del Dap), il quale proprio in quegli stessi anni era a capo delle indagini sulle stragi di Capaci e Via D'Amelio. Tinebra e' stato dall'85 all'86 governatore del distretto Kiwanis di Cosenza. Il motto da lui prescelto era: "miglioriamo il domani".

MASSONI NELL'ELMO

Non e' ancora finita, la storia di Villa Nuccia e di quell'inchiesta denominata "Shock". Perche' uno fra i due testimoni che avevano dato il "la" alle prime indagini si chiamava Francesco Elmo.

Chi e' Elmo? Il 4 marzo del 2004 qualcosa di interessante su di lui la racconta il magistrato napoletano Paolo Fortuna dinanzi alla commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin. Il riferimento era agli anni (gli stessi dell'inchiesta su Villa Nuccia: 1995-96) in cui Fortuna e il collega Giancarlo Novelli dalla Procura di Torre Annunziata avevano scoperchiato il bubbone a base di traffici d'armi e materiali nucleari, faccendieri e prelati, massoni e bancarottieri, denominato Cheque to cheque.

Ai due pm Francesco Elmo aveva parlato del caso Alpi, «presentandosi come ex collaborante esterno dei Servizi, piu' precisamente del Sismi». Ritenuto attendibile da Novelli e Fortuna «per cio' che lo riguardava e quando narrava fatti cui era presente e, quindi, chiamava in correita' di persone che hanno svolto con lui un'attivita' di movimentazione di queste linee di credito (erano venute alla luce illeciti giri per ingenti somme di denaro presso un notaio svizzero, ndr)», Elmo racconto' fra l'altro che presso quello studio elvetico aveva assistito alla preparazione di un traffico di armi verso la Somalia, indicando per giunta il nome del personaggio che sarebbe stato artefice dell'operazione, Omar Mugne. Quel filone d'indagine fu poi assunto personalmente - conclude Fortuna - dal procuratore capo di Torre Annunziata Alfredo Ormanni, che successivamente lo trasferi' ai colleghi della capitale.

Negli stessi anni, dunque, Elmo rendeva rivelazioni dinanzi a De Magistris sui collegamenti che asseriva esistere fra la clinica Villa Nuccia, la massoneria e le cosche calabresi. Dov'e' ora Elmo? Quando la commissione lo chiede al dottor Fortuna, lui risponde: «per un periodo e' stato addirittura sotto protezione. Potrebbe ancora esserlo». Resta il fatto che, secondo quanto spiegato da un membro della stessa commissione d'inchiesta sul caso Alpi, Pietro Cannella di AN, esiste «un'informativa del Sisde che indica in Mugne non soltanto un uomo dai molteplici traffici, ma anche un personaggio collegato direttamente o indirettamente a Bin Laden».

LA TORRE INCAPPUCCIATO

Un contesto che scotta, come si vede. Ma a finire nel mirino degli incappucciati non sono stati solo i due magistrati che la guerra ai massoni coperti la avevano dichiarata apertamente, come Cordova e De Magistris. Altri pubblici ministeri, conducendo inchieste sulle connection fra mafie e poteri deviati, debbono aver incrociato sul loro cammino investigarivo - magari senza talvolta averne piena consapevolezza - il solito muro dei massoni "coperti".

Il riferimento, piu' che mai preciso, e' alle minacce di morte che a fine dello scorso hanno hanno colpito due toghe da sempre in prima linea nel contrasto al crimine organizzato: Raffaele Cantone e Maria Antonietta Troncone. Il primo e' stato colui che materialmente ha arrestato uno fra i piu' sanguinari e pericolosi boss della camorra, Augusto La Torre. La seconda non si e' occupata direttamente di lui, ma attraverso le rivelazioni di un altro collaboratore di giustizia e' venuta a conoscenza di essere bersaglio dello stesso boss, divenuto nel frattempo una gola profonda. Con i due pubblici ministeri, anche lo scrittore Roberto Saviano, che proprio ai La Torre dedica la lunga parte finale di Gomorra.

Tutti e tre, probabilmente, andati ad impattare contro quella massoneria coperta che, stavolta, attraversa la Manica, e dai lidi della Domiziana conduce fino alla Scozia, precisamente ad Aberdeen.

E' noto infatti che proprio nelle fredde lande scozzesi la cosca mondragonese dei La Torre ha messo su da anni un autentico impero di attivita' commerciali ed imprenditoriali, tutte basate - secondo le ricostruzioni degli investigatori, che nel 2005 arrestano anche Antonio La Torre, fratello e prestanome di Augusto - sulle attivita' illecite portate avanti da sempre in madrepatria, prevalentemente droga e racket.

Pochi si sono domandati, finora, perche' la terra prescelta sia stata proprio la Scozia. Noi, allora, proviamo a fare il giro a ritroso. Partendo dai traffici di rifiuti che tuttora vedono in prima fila il clan di Mondragone (nell'ambito di un'inchiesta che ha toccato anche il parlamentare di AN Mario Landolfi), i magistrati della Dda hanno piu' volte portato alla luce i collegamenti massonici dei diversi personaggi coinvolti (a cominciare dalle frequenti puntate a Villa Wanda del superboss dei Casalesi Francesco Bidognetti, alias Cicciotto 'e mezzanotte).

Ed e' proprio ad Aberdeen che ha sede una fra le piu' potenti logge massoniche della Gran Bretagna. Si tratta della Grand Masonic Lodge of Scotland con ben tre dipartimenti provinciali nella citta' scozzese, in primis quello di Crown Street 85 retto dal gran maestro Alexander Angus. Di particolare interesse il gemellaggio con le logge estere (Sister Grand Lodges with which the Grand Lodge of Scotland is in Fraternal Amity).

Per l'Italia troviamo subito, seguendo il link, la Gran Loggia Regolare degli Antichi, Liberi e Accettati Muratori d'Italia. «Unica Obbedienza Massonica Italiana - viene specificato con tanto di maiuscole - Riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra». Capitanata dal gran maestro «Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi», a differenza della "consorella" scozzese questa obbedienza italiana non pubblica alcun nome dei suoi iscritti, nemmeno quelli dell'organigramma che le massonerie estere rendono invece pubblici fin dal sito internet. Fra le news si segnala l'inaugurazione, prevista per il 15 settembre, di una nuova sede della Gran Loggia Regolare d'Italia a Napoli, nella Galleria Umberto, luogo simbolo anche di altre consorterie muratorie.

Ce n'e' abbastanza per pensare che Cantone, Troncone e Saviano, nello scontro investigativo-giudiziario con lo psico-boss La Torre (si definisce studioso di Jung ed invia le richieste ai magistrati sulla sua carta intestata...), si siano imbattuti nella compagine massonica coperta che vede tra gli affiliati occulti anche i leader di alcune organizzazioni criminali? Per ora e' solo un'ipotesi, intorno alla quale s'innestano pero' numerose coincidenze. Di certo resta il fatto che, almeno nel caso della Troncone, le stranezze e gli interrogativi aperti sono davvero tanti.


CACCIA A MARIA ANTONIETTA

Ricostruiamo perciò con alcuni dettagli inediti la vicenda che riguarda il pm Maria Antonietta Troncone cui finora la stampa - tranne un articolo di Marco Imarisio sul Corriere della Sera, Antimafia 2000 e la Voce - ha riservato assai poco spazio, benche' le minacce risultino estese perfino a sua figlia. Al punto che proprio in queste ore la Procura di Roma dovra' decidere se andare avanti o archiviare in merito alla denuncia presentata come parte offesa da Troncone - attualmente procuratore aggiunto a Nola, dove e' vice del procuratore capo Paolo Mancuso - e negli stessi giorni la prefettura di Napoli si pronuncera' sul mantenimento - o meno - della scorta per lei e per la giovane. Possibile che provvedimenti e misure di tale urgenza, per tutelare l'inflessibile pubblico ministero di processi come quelli ai clan Giuliano e Alfieri, possano essere addirittura messi in discussione?
Autunno 2008. A rendere note le minacce rivolte dal boss La Torre alla Troncone e' il collaboratore di giustizia Luigi Viesto, che era stato detenuto per un certo periodo nel carcere di Torino, dove era ristretto Augusto La Torre. Da sempre il boss, come e' noto agli investigatori, contatta in carcere altri detenuti per organizzare, attraverso loro parenti o affiliati, traffici e manovre all'esterno. Cosi' era accaduto con Viesto, la cui sorella avrebbe dovuto prendere parte ad una “missione” camorristica. Viesto pero' non ci sta. E rivela che La Torre ha un piano per eliminare la Troncone, dichiarando di avere appreso la circostanza attraverso una lettera ricevuta da Antonio Forte, altro pentito che aveva trascorso un lungo periodo di detenzione a Ferrara insieme a La Torre.
Perche' Forte si decide a parlare? E per quale motivo nel mirino di La Torre finisce proprio la Troncone, che non aveva mai condotto indagini a suo carico?
Partiamo dal primo interrogativo. Ergastolano, origini salernitane, Antonio Forte era stato interrogato anni addietro dalla Troncone nel carcere di Secondigliano nell'ambito delle indagini sul clan Scarpa di Torre Annunziata. In quella occasione Forte aveva riferito al magistrato di sentirsi minacciato, affermando che esisteva un progetto per avvelenarlo. La Troncone segnalo' la circostanza al giudice di sorveglianza e Forte fu trasferito a Ferrara. Interrogato a novembre 2008 in merito alle rivelazioni sul progetto di La Torre di eliminare la Troncone, Forte dichiaro' di non aver dimenticato quanto quel trasferimento fosse stato importante per lui.
Dunque Forte parla perche' memore di quel provvedimento. Resta il fatto che le missive inviate da Forte a Viesto e da quest'ultimo alla Dda partenopea sarebbero rimaste a lungo nei cassetti della Procura prima che a fine 2008 scoppiasse il caso. E che a rivelare il piano omicida ai danni della figlia della Troncone, imprimendo una netta accelerata nelle indagini, e' stato l'avvocato di Viesto, la battagliera Clelia Scioscia. Ma tutto cio' accade solo ad aprile di quest'anno. Perche' nessun altro aveva ottenuto questa rivelazione dal pentito? E come mai la procura di Roma, che indaga sulla vicenda, non ha interrogato ancora Giovanni Ballachino, recluso nel cartere di Secondigliano, vale a dire colui che avrebbe svelato a Viesto questa ulteriore minaccia? Ancora: cosa c'e' di vero in quanto raccontato sempre da Viesto, e cioe' di essere stato intimidito da una guardia carceraria a Secondigliano, che gli avrebbe detto: «appena la dottoressa ha ricevuto “il regalo”, tu devi ritrattare tutto. Hai capito?». Perche' ad oggi Viesto non e' stato ancora messo a confronto con le guardie?
Le minacce alla Troncone, da ultimo, vengono confermate a maggio da un altro pezzo da novanta della camorra campana, Felice Graziano. «Voi e la dottoressa Troncone siete due cadaveri che camminano. E' un favore tra i Casalesi e La Torre, per rinforzare le alleanze», ha dichiarato Graziano rivolto al suo avvocato, la torinese Loredana Gemelli. Secondo il superpentito Graziano, fin dal 2004 La Torre aveva chiesto il tritolo per far saltare in aria “la dottoressa” e “fare cosi' un piacere” ai superlatitanti Iovine e Zagaria. Di sicuro in quegli anni - come racconta Saviano in Gomorra - il boss di Mondragone era alle prese con un'escalation che gli avrebbe fruttato il primato all'interno dei clan del casertano, casalesi compresi.
In un'interpellanza urgente la parlamentare del PD Laura Garavini, insieme all'intero gruppo del suo partito, interroga i ministri della Giustizia e dell'Interno per sapere come mai Augusto La Torre, benche' siano stati portati alla luce i suoi piani criminali di attentato alla vita di Cantone e della Troncone, godesse ancora dello status di collaboratore di giustizia e, con lui, anche i suoi familiari. «Di sicuro, se il boss coltivava un antico progetto di eliminare la rigorosa pm - dicono in ambienti investigativi dell'antimafia - l'intento e' stato rafforzato da quando, dopo il clamore suscitato dalle rivelazioni di Viesto, gli e' stato negato il permesso, gia' accordatogli, di presenziare alle nozze del figlio». Senza contare che fu solo dopo l'interpellanza della Garavini che i magistrati decisero per lui l'applicazione delle misure rigide del 41 bis. Eppure ancora oggi le “garanzie” in favore di La Torre, adombrate nell'interpellanza della Garavini quasi come favoritismi, continuerebbero. Protezioni “dall'alto”? E perche'? Forse per la colleganza con alcuni confratelli incappucciati di Aberdeen e dintorni?
A rendere il tutto piu' incandescente ci sono le risposte non ancora arrivate dalla Procura di Roma, dove il caso delle minacce di La Torre alla Troncone e' affidato al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, coordinatore della Dda, e al pubblico ministero Giuseppe De Falco (quest'ultimo segnalatosi recentemente per la dura richiesta di arresto dei no global al G8 di Roma 2009, richiesta poi non convalidata dal gip Barbara Callari).
Senza contare un'ultima circostanza. La piu' inquietante: l'oscuramento stampa deciso sulla vicenda Troncone. Un pm di prima linea e sua figlia minacciate di morte dal boss piu' pericoloso e sanguinario che sia stato conosciuto. Con tanto di conferme incrociate di tre pentiti. Ma di questa storia - secondo quanto trapela da alcune indiscrezioni - nemmeno a Roberto Saviano e' stato concesso di occuparsi sui giornali.



TANTA VOGLIA DI YORK

Che siano coperti o inseriti in elenchi ufficiali (quelli, per intenderci, che solo la Voce delle Voci ha pubblicato giusto un anno fa), i massoni italiani sono protesi, tutti, verso gli alti gradi del Rito di York. Si tratta di una supercupola ammantata da intenti eterei, sublimi elevazioni e somme contemplazioni estatiche. Che riunisce pero' alcune fra le piu' potenti organizzazioni nel mondo, dai Templari alla Croce Rossa, fino ai Cavalieri dell'Ordine di Malta.

Denominata anche "Arco Reale" e riconosciuta dal Grande Oriente d'Italia (benche' esista un identico link anche nel sito della Gran Loggia regolare d'Italia, quella gemellata ai massoni di Aberdeen, per intenderci), l'augusta compagine e' capitanata in Italia dal "Sommo Sacerdote" Giuseppe Fabbri, bolognese. Nel suo cursus honorum, la carica di "Maestro Segreto di IV grado" nel '79 e, nell'85, quella di "Principe di XVIII grado".

Tre le suddivisioni di questa super-massoneria. Si parte con il "Gran Capitolo", quindi il "Gran Concilio" (detto anche della "Massoneria Criptica" ed attualmente dominato dal gran maestro Franco Baioni), per culminare con la "Gran Commenda dei Templari" che a sua volta comprende Cavalieri della Croce Rossa, Ordine del Tempio e Malta. Alla sua testa siede oggi l'«Emin.mo. Gran Commendatore S.K. Emilio Attina».

Particolarmente attivi i napoletani, a quanto pare, nel Rito di York. Da qualche tempo, infatti, il sodalizio partenopeo vede crescere a vista d'occhio l'influenza dei massoni del Grande Oriente che si riconoscono, appunto, nel locale "Arco Reale". «Dovrebbe trattarsi, almeno nel caso napoletano - dice un ex confratello pentito - di una loggia "trasversale" con una netta propensione per gli affari. Ne fanno parte circa 60 confratelli tra gli iscritti regolari». Sommo sacerdote del Rito di York a Napoli e' il commercialista Giovanni Esposito, presente nell'organigramma di numerose ed importanti societa', molte delle quali abituali destinatarie di appalti pubblici.

Gli altri membri della superloggia napoletana sono prevalentemente avvocati, medici, funzionari pubblici e un paio di esponenti della politica locale.
Superattivo tanto sul terreno professionale quanto nei cieli massonici, il quarantenne Esposito avrebbe oggi assunto una posizione di assoluta egemonia sulle logge campane, non meno che su quelle della Basilicata. E se non esistono prove certe della sua contemporanea affiliazione a logge estere, risultano invece sicure le frequenti missioni compiute a capo di ristrette delegazioni massoniche in Paesi come Montecarlo e il Montenegro dove, anche di recente, avrebbe incontrato nomi che contano della finanza e dell'imprenditoria, locale e soprattutto italiana. Lungo la nostra penisola, invece, i suoi interessi spaziano dalla Campania al Piemonte, fino a Liguria, Sardegna e Calabria. (FURIO LO FORTE)

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lunedì 21 settembre 2009

Influenza Suina - sapevate che... ?



Influenza Suina A-H1N1, ovvero creare una psicosi collettiva per vaccinare la maggior parte della gente, ma perché?

IL DANNO PEGGIORE NON E’ L’INFLUENZA ...E’ IL VACCINO!!!!!

La mente umana per sua natura e condizionamento è portata a rifiutare quelle novità che porterebbero grandi sconvolgimenti nelle effimere sicurezze che si è costruita.
Prendetevi un attimo di tempo per documentarvi su quello che sto per dirvi, la vostra mente è costantemente manipolata dai mezzi di comunicazione ufficiali e da altre cose peggiori che meriterebbero un approfondimento, ma questo non è l’argomento dell’articolo.
In questo momento l’unica risorsa che ci rimane è aprire gli occhi.
Questi sono tempi di sfide, dobbiamo restare calmi e riflettere sulle cose, non piombare nel panico e reagire come il potere si aspetta che noi reagiamo.
La paura, il panico e le reazioni emotive ci hanno condotti a questo sfacelo e invece non è certamente questa la via per uscirne.
Dobbiamo anche renderci conto, qui ed ora, che siamo stati a lungo sottoposti ad una dittatura di tipo fascista. Ciò sin’ora è rimasto celato alla maggior parte della gente, ma siamo sul punto di sollevare il velo.
Non è più il tempo per l’opzione del non far nulla o dell’accettazione passiva dell’autorità.
Quantomeno, non lo è per coloro che hanno a cuore la propria libertà e, soprattutto, quella dei propri figli o nipoti, i quali dovranno vivere per tutta la vita sotto l’oppressione globale delle forze del vero male. Non pensate al male in senso religioso, quella è solo la manipolazione della chiesa di Roma o meglio, di Babilonia!
Il termine “male” è ormai abusato, ma io non lo utilizzo con leggerezza; abbiamo a che fare con il “male” inteso come antitesi della “vita”.
Curiosamente in inglese Evil=male è l’anagramma della parola Live=vivere strano, molto strano.
Coloro che stanno dietro il complotto per selezionare la razza umana e trasformare quelli rimasti in poco più che terminali robotici, sono contro la vita.
Non hanno rispetto per essa né empatia per coloro che soffrono le conseguenze delle loro azioni sempre raccapriccianti.
Siamo di fronte ad un complotto teso a costringere la popolazione globale a ricevere la vaccinazione per l’influenza suina.
Il virus dell’influenza suina è stato creato in un laboratorio per generare il panico di massa, col preciso intento di obbligare tutti a fare il vaccino.
Il virus ha una componente genetica aviaria, suina ed umana, vi pare possibile in natura?

PROBLEMA - REAZIONE - SOLUZIONE

Questo ”naturale” (hahahahahaha) virus dell’influenza suina, come ho accennato sopra, pare contenga geni umani, di uccelli e maiali provenienti da vari continenti.
Diamo un occhiata agli ingredienti:
1) Mercurio
2) Formaldeide
3) Fosfato di alluminio
4) Aspartame
5) Tessuti Fetali Umani
6) Cellule renali e polmonari di scimmia
7) MSG(Glutammato monosodico)
8) Siero Fetale Bovino

Se si inventa e diffonde un virus e poi si implementa un programma di vaccinazione di massa, chiaramente pianificato da lungo tempo, l’unica conclusione possibile è che il pericolo più grande non è l’influenza suina, ma il vaccino.
La proporzione e la velocità del programma di vaccinazione pianificato è insensata, se si considera che la stragrande maggioranza di coloro che hanno contratto il virus hanno avuto sintomi lievi.
Il Dr. Peter Golden, dell’associazione Medica Britannica controllata indovinate da chi? I Rothschild, sempre loro, ha riferito che, sebbene l’influenza suina non stia causando disturbi gravi, sono impazienti di somministrare il vaccino a più gente possibile, a cominciare “dai gruppi con priorità”.
(Questo non ha nulla a che fare con la salute pubblica,non l’ha mai avuto!!!!)
Coloro che amministrano il programma di vaccinazione, non sanno cosa contengono i vaccini né quali siano i loro effetti potenziali.
Sono solo FANTOCCI che ripetono e pensano ciò che altri dicono loro di pensare e fanno ciò che altri dicono di fare.
Solo quelli che sono al nucleo del complotto, e coloro che li disturbano ricercando, sanno come funziona il gioco.
Continuano a dire che la vaccinazione sarà gratis!!!!
Grazie tante non la vogliamo, in cambio abbiamo pure noi qualcosa gratis per voi. PICCONATE!
TUTTO GRATUITO!!!!!





La giornalista austriaca Jane Burgemeister, (ogni tanto qualche giornalista si trova ancora, non in Italia; dimenticatevi Travaglio ecc ..., occultando i veri problemi fa il gioco dei poteri forti) ha depositato una denuncia all’FBI con accuse contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità(WHO), le Nazioni Unite, Barack Obama (il cialtrone abbronzato), un Rockfeller e un Rothschild (ma tu guarda ...) ed altri, per un complotto che rivela l’intenzione di selezionare la popolazione per la somministrazione di un vaccino mortale contro l’influenza suina.
Non aspettatevi di vedere la gente cadere come funghi, sarebbe troppo evidente.
La giornalista ha riferito che l’influenza aviaria e quella suina (ma allo stato attuale forse tutte le influenze) sono state sviluppate in laboratorio e difuse sul pubblico col proposito dello sterminio di massa attraverso la vaccinazione.
La sua relazione è stata archiviata come “Prova di bioterrorismo”.
Avete letto questo sui giornali italiani? Ma certo che no, quando mai danno una notizia che non sia una cazzata!
Lei scrive degli USA, ma quanto dice è applicabile ovunque: ”Abbiamo prove che esista un sindacato corporativo criminale, annesso agli uffici governativi a livello federale e statale, il cui intento è l’attuzione di un genocidio di massa contro la gente degli Stati Uniti, attraverso un virus pandemico influenzale artificiale (genetico) e un programma di vaccinazione forzata che causi morti di massa e lesioni, per decimare la popolazione allo scopo di trasferire il controllo degli Stati Uniti alle Nazioni Unite ed alle forze di sicurezza affiliate (truppe dell’ONU da paesi come Cina, Canada, Regno Unito e Messico).
Esiste la prova che molte organizzazioni -OMS - ONU e società produttrici di vaccini come la Novartis, siano parte di un singolo sistema sotto il controllo di un nucleo criminale, che fornisce la guida strategica e che ha finanziato lo sviluppo, la produzione, e la distribuzione di virus artificiali, per giustificare le vaccinazioni di massa con una sostanza che serve da arma chimica, al fine di eliminare i cittadini americani e così conseguire il controllo di risorse, disponibilità finanziarie, patrimoni ecc ... del Nord America.”
La ragione del crimine è la classica ruberia seguita da omicidio, sebbene in scala maggiore e con metodi nuovi nella storia.
Il gruppo al nucleo stabilisce in segreto i suoi obiettivi strategici e le sue priorità operative usando comitati come la Commissione Trilaterale e prendono contatti personalmente all’incontro annuale del Bilderberg.”
Tutto questo avviene in concomitanza della crisi economica, ma che strana coicidenza!
E chi possiede l’intero sistema monetario internazionale? Rothschild - Rockefeller.
La giornalista Burgermeister è una rara vera giornalista, lo è talmente da essere stata licenziata dal suo lavoro come Corrispondente Europea per il Website di Energia Mondiale Rinnovabile in seguito alle sue denunce all’FBI.
MA CHE STRANO, UNO FA IL SUO DOVERE DI GIORNALISTA E ... A CASA!!!!!
Quello che ha scoperto la giornalista austriaca è quello che ormai inizia a trapelare, ciò che una Cricca di Famiglie interconnsse sta cercando di imporre una dittatura fascista globale per il totale controllo umano.
Il loro veicolo è una rete di società segrete strutturate come una corporazione Trans-nazionale.
I quartier generali operativi in Europa sono: ROMA, LONDRA, PARIGI, BRUXELLES e BERLINO.
In ogni paese ci sono reti sussidiarie di società segrete che rispondono ai vertici.
Avete mai sentito parlare di massoneria, templari, cavalieri di Malta, Gesuiti, Aspen Institute ecc ...
Purtroppo non siamo qui a parlare di fantascienza!
Il loro lavoro è di controllo sulla politica territoriale, banche, affari, forze armate, comunicazioni, medicina, ecc e di introduzione nella loro sfera di influenza di quanto pianificato globalmente dal VERTICE.
Coloro che stanno ai livelli più alti della struttura sono noti col nome di ILLUMINATI.
In questo modo essi coordinano i governi apparentemente non collegati tra loro, le corporazioni, i gruppi di comunicazioni ecc ...
Il mezzo principale di controllo si chiama Signoraggio bancario, ossia la truffa immensa della creazione della moneta, il mezzo tramite cui ci indebitano tutti, il debitore è per sua natura schiavo!
Le dinastie ROTHSCHILD e ROCKFELLER (medesima linea di sangue) sono alla base di questa struttura, essi dominano le banche, la medicina farmaceutica e le politiche governative sulla salute in tutto il mondo.
Questa rete controlla i governi, l’industria farmaceutica, meglio conosciuta come “BIG PHARMA”, l’organizzazione mondiale della sanità e le agenzie di pubblica “protezione” per la salute, come i centri di Controllo e Prevenzione delle malattie.
In breve, hanno il controllo dell’intero sistema medico.
Il gruppo degli ILLUMINATI crea le organizzazioni mondiali come l’OMS, la banca Mondiale e l’Organizzazione del Mercato Mondiale per trasferire potere dai tanti ai pochi.
L’obiettivo finale è una Banca Mondiale Centrale, una valuta unica mondiale elettronica, un esercito mondiale e una popolazione microchippata.
Devono centralizzare il potere per imporre una dittatura globale, la diversità è il loro peggior incubo.
Dietro alla “GLOBALIZZAZIONE” c’è la rete degli ILLUMIATI.
Queste sono le ragioni della dittatura di un superstato come l’Unione Europea.
Se non ve ne siete resi conto l’Unione Europea prevarica la nostra costituzione.
Leggendo la documentazione della Burgermeister non mi ha stupito affatto il fatto di leggere nomi di organizzazioni che ormai conosco bene.
Essa presenta prove che gli imputati:
1) Barack Obama (Presidente USA)
2) David Tabarro (Coordinatore di sistema dell’ONU per l’ifluenza)
3) Margaret Chan (Direttore Generale OMS)
4) Kathleen Sibelius (Segretaria del Dipartimento dei servizi umani e sanitari HHS)
5) Janet Napoletano (Segretaria dipartimento sicurezza domestica)
6) David Rothschild (Banchiere)
7) David Rockefeller (Banchiere)
8) Gorge Soros (Banchiere)
9) Alois Stoger (Ministro salute austriaco)
... insieme ad altri fanno parte di un Sindacato Corporativo Criminale Internazionale che, per attuare una drastica riduzione della popolazione mondiale ha prodotto immagazzinato e usato armi biologiche ...
La giornalista afferma inoltre che vi è chiara evidenza di un coinvolgimento di società farmaceutiche e agenzie governative internazionali nella produzione e sviluppo di agenti biologici classificati come letali.
Il virus dell’influenza suina è stato creato e diffuso con la collaborazione dell’OMS controllata dai Rothschild-Rockefeller, la vera organizzazione che ha notificato la diffusione rapida e che bisognava dichiarare lo stato di pandemia.
I sintomi dell’influenza suini sono simili a quelli di una normale influenza, quindi per incrementare i numeri ufficiali il governo britannico ha annunciato che la gente non potrà recarsi dal dottore in caso di sintomi influenzali e, in sostituzione verrà attuato un programma di diagnosi telefonica, senza conferme di laboratorio.
Questo è molto conveniente perché se ad esempio uno chiama e dice ”Ho il raffreddore” verrà messo in evidenza come influenza suina ...
La Burgermeister ha denunciato di bioterrorismo giganti della farmaceutica come:
1) Novartis International AG
2) Baxter AG
3) Baxter Internatinal
Indovinate chi fornisce la maggior parte dei vaccini per l’influenza suina?
La Novartis e la Baxter!!!!
Ricordiamo che la BAXTER International ha inviato ”per errore” all’inizio di quest’anno il virus dell’influenza aviaria dentro ai vaccini antinfluenzali, per creare più preoccupazione e pericolo!
Non so se sono stato chiaro l’influenza aviaria nei vaccini anti-influenzali!!!!!!
L’anno scorso circa 81 persone sono morte a causa dell’Eparina della Baxter International fatto in Cina con intestini di maiale, tra le altre cose.
Meraviglie della medicina farmacologia.
L’eparina contaminata ha inoltre causato gravi danni a centinaia di persone ed è trapelato che la fabbrica del fornitore cinese della Baxter non ha mai subito un’ispezione da parte di alcuna agenzia di pubblica profilassi Americana o Cinese.
Nel 2001 morirono più di 50 pazienti in dialisi a causa di difetti di attrezzature della Baxter.
Due mesi fa inoltre si è scoperto che la Baxter gonfiava di oltre il 1300% il costo dei farmaci endovena venduti ai pronti interventi del Kentucky.
Questa “meravigliosa” società è il principale fornitore del vaccino contro la nuova influenza, un vaccino neanche testato!!!!
Non rischia comunque nulla perché il burattino abbronzato Obama ha dispensato le case farmaceutiche contro le cause da danni da vaccino!!!
Bravo il pupazzo dei Rockefeller-Rothschild!!
La segretaria di Obama ha firmato un documento in cui le società farmaceutiche hanno avuto l’immunità dalle citazioni in giudizio per morte o danni da vaccino.
La Baxter International prefigura già immensi guadagni, ma il nocciolo non è il denaro ...
Si tratta di selezione di massa della popolazione umana.
I giornali raccontano che le società farmaceutiche lavorano per creare un vaccino insieme all’OMS, ma che brave persone, ma aspetta un attimo.
La Baxter International ha registrato il brevetto per il vaccino A-H1N1 il 28 agosto 2008!!
Prima della comparsa della malattia. Prevedono il futuro????
L’iscrizione brevetto Vaccino Baxter US 2009/0060950 A1 recita: ”... In particolare le rappresentazioni preferite nella composizione o vaccino includono più di un antigene ... come l’influenza H1N1, h2n2, h3n2, h5n1, h7n7, h1n2, h9n2, h7n2, h7n3, h10n7, della influenza suina H1N1, h1n2, h3n1 e sottotipi h3n2, dell’influenza canina o dei cavalli h7n7, h3n8 aviaria o sottotipi h5n1, h7n2, h1n7, h7n3, h13n6, h5n9, h11n6, h3n8, h9n2, h5n2, h4n8, h10n7, h2n2, h8n4, h14n5, h6n5, h12n5”.
Il brevetto è stato pubblicato nel marzo 2009, un mese prima che il virus comparisse in Messico ad Aprile, ma era stato depositato 7 mesi prima che questa nuova ondata fosse ufficialmente resa nota.
E’ la più ecclatante montatura che sia mai stata messa in piedi!!!!
Il brevetto include i seguenti ingredienti ed avvertenze di tossicità:
“Adeguati additivi si possono selezionare da gel minerali, idrossido di alluminio, sostanze attive in superficie, lisolecitina, polioli plutonici (polimeri ntd), polianioni o oli emulsionanti come acqua, o varie combinazioni. Naturalmente la selezione dell’additivo dipende dall’utilizzo.
La tossicità può dipendere dall’organismo del soggetto e può variare da tossicità minima a massima”.
Molto bella come cosa, comunque è tossico, dipende poi dall’organismo!
Altra multinazionale coinvolta è la svizzera Novartis.
Il suo amministratore delegato, Daniel Vassella, è un regolare partecipante degli incontri del gruppo Bilderberg, il consiglio segreto.
Il gruppo Bilderberg, citato nella denuncia della Burgermeister all’FBI, è una creazione, indovinate un po’, della dinastia Rothschild ed è stato amministrato per decenni da David Rockefeller e Henry Kissinger.
Tale gruppo risponde ad una società segreta dei Rothschild in Gran Bretagna chiamata La Tavola Rotonda. Questa fu inizialmente capeggiata dall’agente dei Rothschild, Cecil Rhodes, che ha saccheggiato il Sud Africa a nome della famiglia.
Vasella ha partecipato all’ultimo Bilderberg dello scorso maggio, proprio quando il panico dell’influenza veniva diffuso, e ... Tombola, la sua società venne fuori col vaccino.
La gente non morirà subito in gran numero, è possibile ma ciò incoraggerebbe gli altri a non farne uso. Gli effetti saranno immediati in alcuni casi, a medio e lungo termine nella maggior parte, per mascherare la vera origine del problema. Ciò che noi sappiamo è quello che vediamo da un progetto di vaccinazione di massa a lungo termine da parte di persone che non potrebbero avere meno a cuore la salute della popolazione, quando mai????
Solo coloro che tramano nell’ombra sanno quale sarà l’effetto finale. Di certo ha come obiettivo il sistema immunitario umano. Una volta reso inabile, sarà come ciò che vediamo con l’immunodistruttore che chiamiamo AIDS. Nel caso dell’AIDS i virus non centrano nulla, sono stati i vaccini fatti in africa ad indebolire e distruggere il loro sistema immunitario, i farmaci per la cura poi hanno dato il colpo di grazia!!!! Vedi AZT!!!
L’eccellente lavoro di gente come il ricercatore ed autore americano Patrick Jordan ha portato a galla il piano segreto di uccidere grandi numeri di persone per mezzo di virus sperimentali e vaccini.
Egli riferisce che i vaccini sono stati perfezionati a lungo al fine di disattivare il sistema immunitario umano, e le truppe USA sono spesso usate come cavie da laboratorio.
Ecco come considerano i soldati, burattini da mandare in missioni assurde da usare come cavie per i vaccini, poi parlano di patriottismo per confondere il tutto.
La ricerca di Patrick Jordan svela un sistema di tre vaccini che gli Illuminati hanno messo a punto.
La prima somministrazione disattiva i globuli bianchi (il sistema immunitario)
La seconda inocula il virus.
La terza riattiva il sistema immunitario.
Quando il sistema immunitario si risveglia, sguinzaglia un tale assalto sul cocktail di virus che uccide il corpo.
Questa cosa è nota col nome di “tempesta di Citochine”, cioè quando il sistema immunitario è talmente sopraffatto che invia troppi anticorpi alle aree infette, nello stesso momento il corpo muore.
Si dà anche il caso che l’organizzazione mondiale della sanità abbia richiesto che il virus vivo dell’influenza suina fosse messo nel vaccino ed è molto probabile che la forza del virus si accresca ed espanda proprio grazie a questo.
In quante inizioni verrà somministrato il vaccino contro l’influenza suina? TRE!!!!!
Nel sito ufficiale dell’OMS possiamo leggere: ”In vista della disponibilità limitata, (hahahaha, scusate ma non trattengo le risate, ci fanno credere che fanno fatica a fare il vaccino...) del vaccino in via anticipata, e del potenziale bisogno di proteggersi dalla dilagante ondata di virus, la SAGE ha raccomandato l’importanza di promuovere la produzione e l’uso di vaccini come quelli formulati con additivi olio in acqua e con influenza viva attenuata”. Quante stronzate!!!
Le prove di Jane Burgermeister sono state supportate da Wayne Madsen, già ufficiale dell’intelligence della marina USA ed oggi giornalista investigativo.
Questi riferisce che uno dei maggiori scienziati delle nazioni unite ha concluso che il virus dell’influenza suina A-H1N1 ha dei “vettori” di trasmissione che fanno pensare che la nuova ondata sia stata geneticamente prodotta come arma militare di guerra biologica.
L’esperto delle nazioni unite sosteneva che Ebola, Aids e l’attuale influenza suina A-H1N1 sono tutti agenti di guerra biologica.
Madsen scrive: ”Le passate epidemie di influenza suina si sono diffuse dai suini agli umani, che l’hanno trasmessa ad altri umani. Tuttavia, con il A-H1N1 (l’attuale suina), non sono stati riportati casi di infezioni ai maiale”. (ma che strano!!!).
Infatti, secondo i centri di prevenzione e controllo per le malattie (CDC), il A-H1N1 ha tracce di geni suini nordamericani, di uccelli, di influenza umana, nonché tracce di influenza suina eurasiatica”
Wayne Madsen riferisce altresì che queste fonti confermano che i centri di prevenzione e controllo delle malattie e l’esercito americano hanno riesumato il corpo di una donna Inuit morta nel 1918 a Brevig Mission, Alaska, a causa di un’esplosione di influenza spagnola che uccise 100 milioni di persone in 18 mesi.
Madsen è stato informato che il materiale genetico prelevato dal cadavere ha fornito la base per sviluppare l’aviaria H5N1, o influenza degli uccelli, presso il laboratorio dell’istituto di malattie infettive dell’esercito USA presso Fort Detrick, Maryland.
Questo laboratorio è l’origine degli attacchi di antrace sul congresso americano e argomento dei media poco dopo l’11 settembre 2001.
Tutto ciò suonerà come una storia ai confini della realtà per coloro che sono nuovi a questo genere di informazioni, ma è necessario far comprendere che queste famiglie di Illuminati sono completamente folli.
Non pensano come la maggior parte di noi, perciò vi prego di non giudicare ciò che essi fanno secondo il vostro metro.
Il piano degli Illuminati per il mondo include una selezione di massa della popolazione e l’inserimento di microchip su ogni uomo, donna e bambino.
Il microchip è già pronto, sono già partite le sperimentazioni e la pubblicità, perciò se pensate che sia fantascienza vi consiglio di informarvi al più presto ... Per il bene vostro e dei vostri figli.
I microchip consentirebbero di rintracciare chiunque 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma va molto oltre questo.
La tecnologia informatica, comunicando con i chips ha la possibilità di manipolare la mente, le emozioni e il corpo delle persone.
Uccidere qualcuno a distanza sarebbe istantaneo.
Nel 1997 uno scienziato della CIA ha affermato che i microchip messi a punto nei progetti di ricerca governativa e militare erano abbastanza piccoli da poter essere iniettati con aghi ipodermici nei programmi di vaccinazione.
Allora sembrava fantascienza, adesso esiste Verichip, che guardacaso si inserisce con aghi ipodermici ...
Con le nanotecnologie nessuno lo verrebbe a sapere ...
La bufala dell’influenza suina del 1976 era un’esercitazione per ciò che sta accadendo oggi.
Gli eventi sono pianificati molto tempo prima e questa gente “malata” è estremamente accurata nella preparazione.
Nel 1976 la paura iniziò con la morte di una recluta dell’esercito (poveri militari) a Fort Dix nel New Jersey che il governo motivò come “influenza suina”.
La morte della recluta rimase l’unica causata dal virus nel 1976, ma il governo spinse un programma di vaccinazione per tutti gli americani, supportato da una campagna di infame propaganda basata, come sempre, sul terrorizzare la gente; su internet potete facilmente reperire il video della campagna per la vaccinazione fatto nel 1976, guardatelo, veramente ridicolo e infame.
Il risultato fu che almeno 25 persone morirono per il vaccino e centinaia riportarono gravi danni, a fronte dell’unica morte di una recluta di Fort Dix per influenza suina, il governo affermò la verità sulla diagnosi. Allora se lo conferma il governo c’è sicuramente da fidarsi, scusatemi ma mi viene l’urto del vomito!
Adesso abbiamo la ripetizione su vasta scala di quello avvenuto nel 1976!
I governi americani e inglese hanno ordinato abbastanza vaccino contro l’influenza suina per l’intera popolazione e altri paesi stanno seguendo la scia.
Lo faranno tutti; il “Ragno” che tesse la grande tela così ha deciso.
E’ chiaro che intendano rendere obbligatoria la vaccinazione, minacciando i genitori che perderanno i loro figli se rifiuteranno di sottoporli a questo fascismo!!
Con grande gioia del “difensore dei deboli”, ovvero il grande Bluff Barack Obama, il cialtrone di turno azionista della Baxter, la prima casa farmaceutica ad avere pronto il vaccino!!!!
Capite ora perché il buffone-abbronzato ha dispensato le case farmaceutiche produttrici del vaccino da eventuali noie derivanti dai danni da vaccino ... che cialtrone!
Se volete saperlo Obama ha pure dichiarato che in caso di pandemia dovrà imporre la legge marziale, la Fema prenderà il controllo assoluto sugli USA…. La Fema ha preparato 800 campi di concentramento ed i treni per le relative deportazioni oltre a 500.000 bare nere!!
A cosa servono?
Obama minaccia pure di bloccare i server di Internet, il nemico n°1 secondo un membro dell’infame dinastia Rockefeller, così si bloccheranno tutte le informazione e potremmo solo ascoltare la propaganda e le bugie di giornali e TV, patria di giornalisti-zerbini!!!
Ancor prima che ciò accada, la pressione sui genitori per attenersi a quanto disposto dallo stato, sarà considerevolmente aumentata.
I centri di controllo delle malattie (CDC) disposti dai Rockefeller negli USA hanno detto che i bambini che non hanno mai contratto un’influenza dovranno essere vaccinati 4 volte in autunno, due volte per l’influenza stagionale e due volte per quella suina.
Ma cos’è, devono recuperare il tempo perduto?
Agli altri bambini basteranno tre vaccinazioni.
Proprio tre come dall’informazione fornita da Patrick Jordan!!!!!
L’uomo fantoccio dei Rothschild-Rockefeller, Barack Obama, ha ordinato che la sua proposta sulla “riforma della salute” fosse trasformata in legge entro fine agosto, proprio prima della vaccinazione di massa ...
La proposta è stata approvata dal comitato della salute, educazione, lavoro e pensioni, ed include l’obiettivo ”genitori che non hanno vaccinato i figli”.
Autorizza ”il programma di dimostrazione Orwelliana” a migliorare la copertura di immunizzazione!
La proposta recita: ”Secondo questo programma, il CDC fornirà garanzie agli stati per migliorare la copertura di immunizzazione su bambini, adolescenti e adulti attraverso l’uso di interventi basati sulle prove.
Gli stati potranno usare fondi per implementare gli interventi raccomandati dal servizio prevenzione dal servizio prevenzione dell’unità di crisi della comunità, come solleciti e richiami a pazienti e somministratori o visite a domicilio.
Interventi?
Visite a domicilio?
Siamo ad un passo dall’immunizzazione forzata per i nostri bambini o dall’arresto perché ci si rifiuta di uniformarsi.
Quando viene dichiarata una pandemia, le “raccomandazioni” dell’organizzazione mondiale della sanità sono vincolanti per i quasi 200 paesi membri, secondo l’Atto Internazionale di Regolamentazione della Salute del 2005 e il piano OMS per la pandemia dell’aprile di quest’anno.
Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, ha dichiarato la pandemia da influenza suina quando non esisteva per attuare tali poteri; questa leccapiedi della cricca Rothschild-Rockefeller si avvia a raccomandare la vaccinazione obbligatoria.
Margaret ”abbiate paura” Chan ha avvisato della possibile imminenza di una tubercolosi resistente ai farmaci, con conseguenze potenzialmente “catastrofiche”...
Ha proseguito cianciando ... ”La situazione è già allarmante e si ritiene possa peggiorare molto rapidamente. Questa è una situazione che può andare fuori controllo. La si potrebbe definire una bomba ad orologeria o un barile di polvere da sparo. In qualsiasi modo la si veda, è una situazione potenzialmente esplosiva.”
Ti prego donna, comincia a vivere. Quando dovrebbe esplodere la TBC? Presumo non appena questa avrà avuto sufficiente diffusione.
Recentemente ho sentito una notizia da panico, ho sentito che il virus potrebbe diventare ancora più mortale in inverno, quindi ritengo possibile che stiano programmando di aumentare il numero dei decessi da influenza per generare più panico e ordini di vaccinazione.
Non dimenticatevi che la normale influenza uccide centinaia di migliaia di persone ogni anno nel mondo. Sicuramente un gran numero di queste verranno annoverate tra i decessi da influenza suina, indipendentemente dalla vera ragione della loro morte. E’ stato sempre tutto orientato verso questo risultato e la gente consapevole deve essere forte e unirsi in gruppo per non conformarsi.
Questi pazzi vogliono accedere ai nostri corpi ed a quelli dei nostri figli per una ragione che non ha minimamente a che fare con la salute.
La maggior parte della gente si allineerà coi propri figli come piccole, buone pecorelle.
Accetteranno la menzogna sfacciata senza fare domande e le autorità useranno questa gente per etichettare coloro che si rifiutano.
Sentiremo assurdità tipo ”Stai mettendo a rischio la vita di mio figlio!”
In effetti, è la gente programmata, che sta in fila, a rischiare la vita di tutti i bambini.
Le autorità affermeranno che coloro che si rifiutano impediscono ”l’immunità del gregge”, mentre ciò che fanno è di togliersi dalla mentalità del gregge.
Adesso più che mai è giunto il momento in cui gente che la pensa allo stesso modo deve unirsi per fornirsi supporto reciproco e preparare una strategia di pacifico non adeguamento.
C’è molta più forza nel gruppo che nel singolo.
Non dobbiamo soccombere alla vaccinazione, né pressare coloro che non riescono a pensare con la propria testa.
Se rinunciamo alla nostra libertà di fermare la vaccinazione obbligatoria per noi ed i nostri figli, che diavolo di libertà ci rimane?!!
Vitamine C e D per proteggersi dall’influenza.
No al vaccino!
PUBBLICATO DA V A